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Un blog creato da fernanda.zanier il 23/01/2008

Talenti persi

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Tutto quanto inserito  è a puro titolo informativo ed esemplificativo. 


 

 

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Autolesionismo: una ricerca di Giuseppe Martorana

Post n°162 pubblicato il 04 Novembre 2009 da fernanda.zanier
 

Analisi descrittiva del comportamento di autoferimento in una popolazione non clinica. Indagine esplorativa attraverso internet.

Descriptive analysis of the self injurious behavior in a non clinical population. Exploratory investigation through the internet.

GIUSEPPE MARTORANA (Articolo pubblicato su Rivista di Psichiatria, vol.44, n°3, Maggio/Giugno 2009)

RIASSUNTO.Obiettivo. Questo studio vuole esaminare le caratteristiche e le funzioni del comportamento di autoferimento messi in atto da un gruppo di soggetti italiani “non referred”.

Metodo. Il gruppo è costituito da 211 soggetti (189 femmine, 22 maschi) che hanno aderito alla ricerca tra dicembre 2005 e agosto 2008, compilando il questionario a domande aperte, presente su “SIBRIC”, sito web costruito ad hoc, per lo studio e la ricerca dei comportamenti autolesionistici. I partecipanti hanno aderito spontaneamente, fornendo il loro consenso al trattamento dei dati personali. Risultati. Emerge una prevalenza di soggetti di sesso femminile, con età media di 20,84 anni e un alto livello di scolarità. Iniziano a ferirsi tra i 13 e i 16 anni, in seguito a eventi particolarmente stressanti. Utilizzano diverse modalità per ferirsi, tra le più ricorrenti vi sono i tagli e le bruciature. Spesso gli intervistati riportano di essere sopraffatti da “sentimenti negativi” prima di ferirsi e di ricorrere all’autoferimento per gestirli. Pare che molti non sentano dolore durante l’atto, anzi, questo in alcuni casi sembra indurre un temporaneo senso di sollievo.

Si potrebbe supporre, dunque, che il self-injury svolga una funzione di “regolatore emotivo” in questi individui, in grado di mettere fine a sensazioni spiacevoli.

Conclusioni. Una significativa corrispondenza è stata riscontrata tra i risultati ottenuti e la letteratura, che conferma il profilo tipico del self-injurer. Si evince il bisogno di uno studio più approfondito dal punto di vista clinico ed empirico che faccia luce sulla complessità di un fenomeno così articolato.

Incollo anche il sito di riferimento per gli interessati---------> http://www.sibric.it

 
 
 
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