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« Nel futuro libro di storia..Traumi da abuso: dati »

Incongruenze

Post n°331 pubblicato il 15 Luglio 2016 da fernanda.zanier
 

Premessa: anche se cambi prospettiva un albero di mele è sempre un albero di mele, non diventa un pino.

incongrüènza s. f. [dal lat. tardo incongruentia]. – Mancanza di convenienza, di proporzione, di coerenza fra più cose e spec. fra elementi che dovrebbero succedersi secondo uno sviluppo logico: idi un ragionamento, o di una serie di ragionamenti. Con sign. concr., parola, affermazione, comportamento incongruenti: resoconto pieno di incongruenzedirefare delle incongruenze.

Un breve prologo, per chiedere a chi capiterà di leggere queste quattro righe, di spiegarmi (o spiegarsi) quale sia la differenza tra centinaia di morti annegati e centinaia di morti uccisi con premeditazione, quando in entrambi i casi sono persone innocenti, cittadini di altre terre, non delinquenti o mafiosi o truffatori di alto bordo (chiamiamiamoli così i banchieri..).

La differenza che io osservo (ma forse non è la prospettiva giusta),  è il luogo dove uno ha la sventura di morire. Se muori in mare, pare nessuno debba ritenersi responsabile, non ti hanno ammazzato e poi sei in acque internazionali (con il solito palleggio del perchè io),  ma se ti uccidono su un territorio che rappresenta una nazione, diventi un attacco alla nazione e quindi un martire. In entrambi i casi sono sempre morti causate da altri, ma che ci toccano emotivamente in modo diverso.

Proviamo a riflettere sull'attuale "questione razziale" in USA. Si stanno uccidendo come fossero ancora nel Far West. Mancano solo i cavalli.

Ma di quale questione razziale stiamo parlando, le cause non sarebbero forse da ricercare nelle diseguaglianze sociali tra neri e bianchi, incancrenite al punto tale che incattivirebbero anche un santo? La questione razziale non diviene forse uno dei tanti abili pretesti, capace di giustificare l"incongruenza" di fondo, che la nostra avanzata civiltà affonda le sue radici sulle ingiustizie sociali, sulla corruzione e sul sangue di tanti innocenti?

Perchè continuare a dire che la sedia è un tavolo, quando tutti vediamo che è una sedia? 

Parliamo dell'Isis: questi arrivano e uccidono, come la stessa scioltezza con cui uno va a fare una grigliata al mare.. Non hanno alcun rispetto per vite umane, piccole o grandi che siano, se queste non rispondano alle loro regole estreme.

Oggi una giornalista in radio ha affermato: "Ma perchè ci odiano tanto?!"- Mi è parsa una questione mal posta. Non si tratterebbe di odio, ma di totale assenza di considerazione per la nostra civiltà e i nostri incogruenti valori; le nostre dicotomie li spiazzano, meglio allora fare riferimento a regole rigide, poche ed estreme, non importa se folli o deliranti.

A ben guardare i nostri comportamenti umani e sociali collettivi, altro non fanno che affermare la stessa mancanza di considerazione umana, ma espressa in maniera "gentile".

A ben guardare,  le parole che accompagnano le  nostre azioni sociali sono incoerenti, abbiamo una visione degli eventi ristretta e siamo certamente carenti di memoria storica. Guardiamo il particolare e non vediamo tutto il resto. Di fatto vediamo solo quello che vogliamo.

Forse che ci sia qualche cosa che non va, nella nostra democratica civiltà occidentale? Siamo forse degli stupidi?

 

 
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