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Talenti persi

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Questo sito tratta argomenti legati alla psicologia e alla psicoterapia e in nessun modo costituisce o sostituisce una qualsiasi forma di terapia.

Tutto quanto inserito  è a puro titolo informativo ed esemplificativo. 


 

 

« Traumi da abuso: datiSulla illusione della felicità »

Obesità infantile e violenza domestica

Post n°333 pubblicato il 21 Dicembre 2016 da fernanda.zanier
 

 

La violenza domestica ha una ricaduta diretta sulla salute dei minori, in particolare sulla tendenza dei ragazzi a mangiare e bere quantità eccessive di cibi, divenendo obesi.

Questa correlazione è stata validata da numerosi studi, che hanno fatto seguito ai risultati ottenuti da un protocollo per il trattamento di pazienti obesi, che si proponeva di aiutarli a calare di peso tramite l’assunzione di integratori.

I risultati sono stati sorprendenti: alcuni pazienti non riuscirono a perdere il peso previsto perché non seguirono il programma, ma molti altri, pur ottenendo dei risultati e un consistente calo di peso, lo abbandonavano.

Cercando di approfondire i motivi che avevano causato l'abbandono del programma, vennero fatte delle interviste ai pazienti che avevano abbandonato, e studiando anche le loro cartelle cliniche, si  arrivò a capire che questi percepivano il loro peso eccessivo come una protezione. La maggior parte di loro infatti aveva vissuto durante l'infanzia traumi da maltrattamento o da trascuratezzao e/o abusi sessuali, e percepivano il loro peso come una corazza protettiva.

Questi risultati hanno dato il via ad una ampia ricerca, coinvolgente oltre 17.000 pazienti di mezza età, il cui scopo era di capire come i traumi infantili influenzassero lo stato di salute da adulti.  Questa ricerca, pubblicata nel 1998 e conosciuta come ACE (Adverse Childhood Experiences) è il primo studio che correla il maltrattamento e abuso infantile a specifici disturbi della salute da adulti.

Lo studio ACE ha trovato che il rischio per la depressione aumentava in funzione del numero di tipi di maltrattamento infantile e lo vede come il risultato di stress cumulativo. 

L’ideazione suicidaria era legata ad abuso non verbale e abuso emotivo dai pari, ma soprattutto all’abuso verbale a 5 anni in maschi, e abuso sessuale a 18 nelle femmine (Khan et al., 2015). 

L'abuso verbale genitoriale è associato ad alterazioni nella sostanza grigia (Tomoda et al.) mentre il volume dell’ippocampo è ridotto in donne abusate sessualmente da bambine a 3-5 anni e a 11-13 anni.

L'abuso emotivo è un  fattore di rischio maggiore per la depressione da adulti dell’abuso fisico (Teicher et al.) Adulti abusati sessualmente dopo i 12 anni sviluppavano più frequentemente un PTSD (disturbo post traumatico da stress), contrariamente a quelli che lo subivano prima dei 12 anni, che invece sviluppavano di più depressione. (Schoedl et al.)

Quindi i fattori di rischio per lo sviluppo di un disturbo alimentare sono: 

L'Abbandono

Problemi nella relazione genitori-bambino come fattori predisponenti nei bambini piccolissimi e piccoli.

Coesistenza di psicopatologia nei genitori, abusati o abbandonati  durante l'infanzia e concomitante clima familiare ansioso.

L'esordio del disturbo alimentare può essere causato quindi da molteplici eventi stressanti, ma tra i molteplici fattori di rischio elencati, frequenti sono gli abusi sessuali o fisici subiti durante l'infanzia.

 

 
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