SOLITUDINE

VITA


LA NAVE......Nell'abbraccio di un'isola senza nome resta la mia nave ferma senza tempo. Il sole batte sul pontile, il vento accarezza le spesse ritorte. Non so, se i Lestrigoni verranno ad annusare l'odore del legno che ha messo radici, non so, se il ciclope sfonderà con un masso le vele indurite dalla salsedine. Non so, se dai boschi di timo, Odisseo vestito di pelle, correrà con le pecore rubate a sfidare le onde, a forgiare la cera, a sognare Itaca dall'albero maestro. Nell'abbraccio di un'isola senza nome resta la mia nave ferma senza tempo con mille anfore di sabbia e mille statue monche. Ma nella solitudine di effigi senza nome che non sanno parlare, una ninfa scalza danza come un uccello e canta in aliti di ginestre e di viole. Le anfore si spaccano, scivola la sabbia, trasudano miele tutte le statue. Eppure la mia nave resta immobile nell'abbraccio di un'isola senza nome. E non so, né ho mai saputo, se è forse tornata da un lungo viaggio oppure non è mai neanche partita....................................................................................................................RICONOSCERSI RITROVARSI..Il corpo muta le sue dimensioni,si allunga, si allarga,si muove nello spazio che lo circondaatomo di senso nella trasparenza dell'ariala mia mente ha un corpo anchedi indicibile fattezzela mia mente è un'edera invadenteun'ombra sul muroche cerca la sua identitàoscillando sulla linea oves'incrociano luce e nottecerco di resistere sotto il pesodi questo esitarenon so se sono corpo o menteoppure nientemi vedo deformatauna sfera che percorre le viescompostache s'agita difronte alle linee retteche insegue il percorso rettilineovi anela lo desiderae poi lo abbandonaio sono acqua, lo dicono lo stellelo dice il mio andareil mio corso lento e penitentesto scontando una penama quale colpa non sodi aver commesso.