C'era una volta un piccolo gatto appena nato che girava per le campagne, solo, triste, infreddolito e bagnato. Una sera, cercando un posto sicuro per dormire, si imbatte’ in un gruppo di gatti grandi e con il pelo lungo e ben curato, chi nero, chi grigio, chi bianco. Il piccolo Rubi, così si chiamava, si spavento’ e rimase paralizzato vedendo che si stavano avvicinando con cattiveria. Il gruppo inizio’ a deriderlo per il suo pelo rosso tutto bagnato, per quel corpicino magro e per quella coda forse troppo lunga rispetto al resto del corpo. Uno di loro si avvicino’ e lo morsico’ ripetutamente sulla schiena, alcuni lo fecero cadere, altri continuavano a schernirlo. Poi se ne andarono, lasciando Rubi ancora piu’ triste e malconcio. Fece qualche passo e scorse un cespuglio di rose fiorite di ogni colore, belle e profumate. Penso’ di trovare riparo proprio li’ sotto per la notte. Si avvicino’ e si corico’ tra l'erba e il profumo di fiori; guardo’ una rosa, poi la luna alta nel cielo e si chiese tra se’ e se’ perche’ non poteva meritarsi una casa e una famiglia anche lui. E subito una voce da dietro rispose: " piccolo, perche’ pensi queste cose? Non hai una mamma?" Rubi si giro’ spaventato e vide due occhi brillare tra le margherite, ebbe la sensazione che fossero ancora quei gattacci di prima e non riusci’ a pronunciare parola. "stai tranquillo piccolino, io non voglio farti male. Ho visto quello che ti e’ appena successo, non devi badare a loro, sono gatti invidiosi, pensa che la maggiorparte sono maltrattati dai loro padroni. Ma dimmi, tu non hai una mamma?" il piccolo gatto, sempre con un po’ di timore, rispose: "No, la mia mamma e’ in paradiso, sono solo e non so dove andare". "immagino che tu abbia fame allora. Vieni...vieni in casa con me..." E la gatta si avvio’ verso una porticina di legno. Rubi non sapeva se fidarsi e rimase immobile. Allora Luna, cosi’ si chiamava per una macchia bianca sulla pancia con la forma dell'astro, ritorno’ dal piccolo, si corico’ di fianco a lui e gli disse di bere il suo latte: "Se ce n'e’ per i miei tre cuccioli, un po’ di latte c'e’ anche per te". Rubi cedette, la sua pancia brontolava e se non mangiava rischiava di morire. Poi Luna si alzo’, lecco’ il pelo del piccolo per scaldarlo e si addormentarono insieme sotto il profumo delle rose. Il mattino seguente, un raggio di sole sveglio’ Rubi, apri’ un occhio, poi l'altro e si vide circondato da tre bellissimi cuccioli bianchi che giocavano con l'erbetta e i petali caduti. Si alzo’ quasi spaventato, era convinto che fosse stato tutto un sogno, invece la gatta era li’, con lui, accovacciata ai piedi di una vecchietta che si stava scaldando al sole di maggio. Luna gli sorrise, gli si avvicino’ e disse: " ho parlato con la mia padrona, lei e’ una maga, ma ormai e’ troppo vecchia e non puo’ piu’ lavorare. Ora la sua vita la dedica a noi animali; dice che siamo più buoni e gentili di tante persone. Puoi rimanere con noi, ti cresceremo e un giorno diventerai padre anche tu di tanti bei cuccioli... che ne dici?" Rubi sorrise, guardo’ il cielo e una stella brillo’ pur essendo giorno, era la sua mamma che da lassu’ gli dava un segno. Accetto’ di vivere li’, conobbe tutti gli altri animali, cani, pecore, maiali, galline, topi.... tutte le sere si addormentava guardando il cielo e ringraziando per aver trovato il suo piccolo paradiso terrestre. elisabetta
IL PARADISO TERRESTRE
C'era una volta un piccolo gatto appena nato che girava per le campagne, solo, triste, infreddolito e bagnato. Una sera, cercando un posto sicuro per dormire, si imbatte’ in un gruppo di gatti grandi e con il pelo lungo e ben curato, chi nero, chi grigio, chi bianco. Il piccolo Rubi, così si chiamava, si spavento’ e rimase paralizzato vedendo che si stavano avvicinando con cattiveria. Il gruppo inizio’ a deriderlo per il suo pelo rosso tutto bagnato, per quel corpicino magro e per quella coda forse troppo lunga rispetto al resto del corpo. Uno di loro si avvicino’ e lo morsico’ ripetutamente sulla schiena, alcuni lo fecero cadere, altri continuavano a schernirlo. Poi se ne andarono, lasciando Rubi ancora piu’ triste e malconcio. Fece qualche passo e scorse un cespuglio di rose fiorite di ogni colore, belle e profumate. Penso’ di trovare riparo proprio li’ sotto per la notte. Si avvicino’ e si corico’ tra l'erba e il profumo di fiori; guardo’ una rosa, poi la luna alta nel cielo e si chiese tra se’ e se’ perche’ non poteva meritarsi una casa e una famiglia anche lui. E subito una voce da dietro rispose: " piccolo, perche’ pensi queste cose? Non hai una mamma?" Rubi si giro’ spaventato e vide due occhi brillare tra le margherite, ebbe la sensazione che fossero ancora quei gattacci di prima e non riusci’ a pronunciare parola. "stai tranquillo piccolino, io non voglio farti male. Ho visto quello che ti e’ appena successo, non devi badare a loro, sono gatti invidiosi, pensa che la maggiorparte sono maltrattati dai loro padroni. Ma dimmi, tu non hai una mamma?" il piccolo gatto, sempre con un po’ di timore, rispose: "No, la mia mamma e’ in paradiso, sono solo e non so dove andare". "immagino che tu abbia fame allora. Vieni...vieni in casa con me..." E la gatta si avvio’ verso una porticina di legno. Rubi non sapeva se fidarsi e rimase immobile. Allora Luna, cosi’ si chiamava per una macchia bianca sulla pancia con la forma dell'astro, ritorno’ dal piccolo, si corico’ di fianco a lui e gli disse di bere il suo latte: "Se ce n'e’ per i miei tre cuccioli, un po’ di latte c'e’ anche per te". Rubi cedette, la sua pancia brontolava e se non mangiava rischiava di morire. Poi Luna si alzo’, lecco’ il pelo del piccolo per scaldarlo e si addormentarono insieme sotto il profumo delle rose. Il mattino seguente, un raggio di sole sveglio’ Rubi, apri’ un occhio, poi l'altro e si vide circondato da tre bellissimi cuccioli bianchi che giocavano con l'erbetta e i petali caduti. Si alzo’ quasi spaventato, era convinto che fosse stato tutto un sogno, invece la gatta era li’, con lui, accovacciata ai piedi di una vecchietta che si stava scaldando al sole di maggio. Luna gli sorrise, gli si avvicino’ e disse: " ho parlato con la mia padrona, lei e’ una maga, ma ormai e’ troppo vecchia e non puo’ piu’ lavorare. Ora la sua vita la dedica a noi animali; dice che siamo più buoni e gentili di tante persone. Puoi rimanere con noi, ti cresceremo e un giorno diventerai padre anche tu di tanti bei cuccioli... che ne dici?" Rubi sorrise, guardo’ il cielo e una stella brillo’ pur essendo giorno, era la sua mamma che da lassu’ gli dava un segno. Accetto’ di vivere li’, conobbe tutti gli altri animali, cani, pecore, maiali, galline, topi.... tutte le sere si addormentava guardando il cielo e ringraziando per aver trovato il suo piccolo paradiso terrestre. elisabetta