e le chiappe che mi fanno male, come dopo ogni raduno ed aver trascorso gran parte del tempo seduta su quelle scomodissime, durissime panche di legno fuori dal bar....Eppure quelle panche hanno sopportato strenuamente il peso di circa una decina o più di persone che, non si sa per quale motivo, spesso si raccoglievano, strizzati uno contro l'altro, a causa del freddo.... ovviamente, o forse.......... per la voglia di sentire quel contatto fisico di cui abbiamo tutti tanto bisogno, mentre tra una chiacchiera e l'altra ( devo dire poche chiacchiere stavolta...ma quante risate in più....), trascorreva quel tempo, che nel cuore si desiderava potesse non finire mai.E sempre quelle panche, hanno visto contorcimenti pazzeschi a causa delle suddette risate, sostenendo tutto il peso delle anime più pazze abbia mai conosciuto e sempre quelle panche, dopo aver tentato varie volte di disarcionare coloro che su di esse sedevano hanno pure accolto il corpo di donne che tentavano un sonnellino veloce, così per prendere un attimo di pausa e lì sempre, assiepati, abbiamo condiviso davvero un pezzetto indimenticabile della vita.E su quelle panche ci siamo ritrovate sole Carla ed io, mentre aspettavamo che Antonio finisse la pennichella per poi ripartire alla volta di casa.Carla, a dire il vero sarebbe potuta partire anche prima, perchè automatizzata e automunita, ma restava lì con me, che sola soletta, guardavo il vuoto assurdo, indesiderato... che in poco più di attimo si era fatto intorno.Negli occhi lo scorrere dei recenti ricordi, lo sguardo perso nella memoria, come a voler fare un collage dei momenti appena trascorsi in compagnia, il cuore pesante per la tristezza del saluto e per la voglia che quei giorni fossero stati più lunghi, con la stanchezza frastornata addosso del troppo ridere (mai troppo, ovviamente), con i muscoli doloranti a causa di risate prolungate e sconvolgenti, nella scoperta che si può. ....Si può ridere anche se il cuore è gonfio di tristezza, se la mente è confusa dagli avvenimenti, se lo spirito è abbattuto e se le energie sembrano esaurite. Si può ridere e scoprire che ridere insieme a chi si vuole bene, è la terapia unica, insostituibile per riuscire a ritrovare se stessi e la voglia di vivere e vivere al di là delle negatività e degli ostacoli che essa stessa pone sul cammino.Vivere.....E dopo questa sferzata di energia, che a dire il vero stamattina mi è mancata appena, nel riprendere possesso della quotidianità si comincia a pensare alla prossima volta, con la paura di non poterci essere, ma col desiderio grande di abbracciarvi presto tutti.Il mio grazie ava tutti indistintamente...Incredibile, ma ognuno di voi, in forma diversa, mi avete dato una mano e trasmesso coraggio ed energia, quella di cui mi sentivo svuotata.Il vostro affetto, le attenzioni, l'ironia dolce, la delicatezza con cui vi siete posti nei miei confronti, mi ha commosso, ma ho capito che solo un sentimento d'amore può avere generato tutto ciò e credetemi altro che antibiotico...un coktail questo, che è una bomba per cominciare a guarire.Come l'ha chiamata Vega...una cura per lo spirito...un'adunanza che nulla ha a che vedere, con quella che al mattino schiera i soldati davanti alla bandiera alzata, un'adunanza che riunisce persone normali..opps...non normali o meglio...fuori dal comune, che però non sono prprio da internare...insomma "STA BENE C O S I'".E smetto perchè più parlo più rischio di staparlare, non prima però di fare un'importante considerazione, se volete una riflessione...Quando studiavo pedagogia e psicologia per il corso di preparazione ad un concorso per l'insegnamento, ricordo l'argomento che riguardava il gruppo e le sue dinamiche. Ecco...la cosa che mi colpisce, è come il gruppo iniziale abbia stretto in un caloroso e spontaneo abbraccio i nuovi arrivi, con una accettazione davvero splendida, come se ognuno di loro fosse un prezioso tassello mancante in un puzzle davvero strano....come un dipinto di qualche artista contemporaneo che riunisce e sormonta e sovrappone in modo quasi causale, e causale non lo è, le figure che compongono il soggetto dell'opera....e questo non sempre accade. A volte vi è un rifiuto, vi è la difficoltà all'apertura, la tendenza a mantenere l'equilibrio creatosi tra i componenti, ad essere un po' diffidenti; a volte quasi un rifiuto, proprio per la paura che qualcosa possa disturbare l'atmosfera cratosi tra le persone o creare spaccature e quant'altro.Un disegno di Vega sono certa che renderebbe chiarissimo ciò che ho detto...ce lo vedo bene un suo lavoro, per cogliere sfumature e particolari, che le parole non sempre riescono ad esprimere.Qui tutto ciò non vi è stato o davvero solo in una forma blanda e appena iniziale, mentre il cuore ampliava lo spazio interiore, per accogliere con entusuasmo e desiderio di conoscenza e in modo incondizionato, tutti coloro che hanno voluto regalarci qualcosa, che va al di là della presenza fisica e che nell'unicità delle diverse personalità, ha reso davvero speciali questi giorni vissuti insieme.Questo forse perchè questi nuovi amici sono davvero grandi tesori, trovati casualmente durante il percorso e che per quel che mi riguarda spero tanto di non perdere.Tornerò ancora con qualche ricordo qua e là.Buona giornata ragazzi...ah....se avete contatti da murex_brandaris.....beh...mi piacerebbe conoscerlo un po' meglio...passate informazioni sul suo conto, non si sa mai, potrebbe essere lui la persona che cerco da una vita.....Perla
Ciò ancora un casino in testa.....
e le chiappe che mi fanno male, come dopo ogni raduno ed aver trascorso gran parte del tempo seduta su quelle scomodissime, durissime panche di legno fuori dal bar....Eppure quelle panche hanno sopportato strenuamente il peso di circa una decina o più di persone che, non si sa per quale motivo, spesso si raccoglievano, strizzati uno contro l'altro, a causa del freddo.... ovviamente, o forse.......... per la voglia di sentire quel contatto fisico di cui abbiamo tutti tanto bisogno, mentre tra una chiacchiera e l'altra ( devo dire poche chiacchiere stavolta...ma quante risate in più....), trascorreva quel tempo, che nel cuore si desiderava potesse non finire mai.E sempre quelle panche, hanno visto contorcimenti pazzeschi a causa delle suddette risate, sostenendo tutto il peso delle anime più pazze abbia mai conosciuto e sempre quelle panche, dopo aver tentato varie volte di disarcionare coloro che su di esse sedevano hanno pure accolto il corpo di donne che tentavano un sonnellino veloce, così per prendere un attimo di pausa e lì sempre, assiepati, abbiamo condiviso davvero un pezzetto indimenticabile della vita.E su quelle panche ci siamo ritrovate sole Carla ed io, mentre aspettavamo che Antonio finisse la pennichella per poi ripartire alla volta di casa.Carla, a dire il vero sarebbe potuta partire anche prima, perchè automatizzata e automunita, ma restava lì con me, che sola soletta, guardavo il vuoto assurdo, indesiderato... che in poco più di attimo si era fatto intorno.Negli occhi lo scorrere dei recenti ricordi, lo sguardo perso nella memoria, come a voler fare un collage dei momenti appena trascorsi in compagnia, il cuore pesante per la tristezza del saluto e per la voglia che quei giorni fossero stati più lunghi, con la stanchezza frastornata addosso del troppo ridere (mai troppo, ovviamente), con i muscoli doloranti a causa di risate prolungate e sconvolgenti, nella scoperta che si può. ....Si può ridere anche se il cuore è gonfio di tristezza, se la mente è confusa dagli avvenimenti, se lo spirito è abbattuto e se le energie sembrano esaurite. Si può ridere e scoprire che ridere insieme a chi si vuole bene, è la terapia unica, insostituibile per riuscire a ritrovare se stessi e la voglia di vivere e vivere al di là delle negatività e degli ostacoli che essa stessa pone sul cammino.Vivere.....E dopo questa sferzata di energia, che a dire il vero stamattina mi è mancata appena, nel riprendere possesso della quotidianità si comincia a pensare alla prossima volta, con la paura di non poterci essere, ma col desiderio grande di abbracciarvi presto tutti.Il mio grazie ava tutti indistintamente...Incredibile, ma ognuno di voi, in forma diversa, mi avete dato una mano e trasmesso coraggio ed energia, quella di cui mi sentivo svuotata.Il vostro affetto, le attenzioni, l'ironia dolce, la delicatezza con cui vi siete posti nei miei confronti, mi ha commosso, ma ho capito che solo un sentimento d'amore può avere generato tutto ciò e credetemi altro che antibiotico...un coktail questo, che è una bomba per cominciare a guarire.Come l'ha chiamata Vega...una cura per lo spirito...un'adunanza che nulla ha a che vedere, con quella che al mattino schiera i soldati davanti alla bandiera alzata, un'adunanza che riunisce persone normali..opps...non normali o meglio...fuori dal comune, che però non sono prprio da internare...insomma "STA BENE C O S I'".E smetto perchè più parlo più rischio di staparlare, non prima però di fare un'importante considerazione, se volete una riflessione...Quando studiavo pedagogia e psicologia per il corso di preparazione ad un concorso per l'insegnamento, ricordo l'argomento che riguardava il gruppo e le sue dinamiche. Ecco...la cosa che mi colpisce, è come il gruppo iniziale abbia stretto in un caloroso e spontaneo abbraccio i nuovi arrivi, con una accettazione davvero splendida, come se ognuno di loro fosse un prezioso tassello mancante in un puzzle davvero strano....come un dipinto di qualche artista contemporaneo che riunisce e sormonta e sovrappone in modo quasi causale, e causale non lo è, le figure che compongono il soggetto dell'opera....e questo non sempre accade. A volte vi è un rifiuto, vi è la difficoltà all'apertura, la tendenza a mantenere l'equilibrio creatosi tra i componenti, ad essere un po' diffidenti; a volte quasi un rifiuto, proprio per la paura che qualcosa possa disturbare l'atmosfera cratosi tra le persone o creare spaccature e quant'altro.Un disegno di Vega sono certa che renderebbe chiarissimo ciò che ho detto...ce lo vedo bene un suo lavoro, per cogliere sfumature e particolari, che le parole non sempre riescono ad esprimere.Qui tutto ciò non vi è stato o davvero solo in una forma blanda e appena iniziale, mentre il cuore ampliava lo spazio interiore, per accogliere con entusuasmo e desiderio di conoscenza e in modo incondizionato, tutti coloro che hanno voluto regalarci qualcosa, che va al di là della presenza fisica e che nell'unicità delle diverse personalità, ha reso davvero speciali questi giorni vissuti insieme.Questo forse perchè questi nuovi amici sono davvero grandi tesori, trovati casualmente durante il percorso e che per quel che mi riguarda spero tanto di non perdere.Tornerò ancora con qualche ricordo qua e là.Buona giornata ragazzi...ah....se avete contatti da murex_brandaris.....beh...mi piacerebbe conoscerlo un po' meglio...passate informazioni sul suo conto, non si sa mai, potrebbe essere lui la persona che cerco da una vita.....Perla