Sono una bambola voodoo con il corpo perforato dagli spilloni.Me li piantano addosso per scaricare le loro ansie, rabbie, paure, delle quali ritengono responsabile un’altra persona e che proiettano quindi su di me in sua - non desiderata! - rappresentanza.Mi ha fatto a mano una vecchia dalla pelle ambrata e dal volto segnato di rughe, con stoffa riciclata da chissà che stracci e strane erbe profumate. Una vera esperta. Quella volta purtroppo ci mise più cuore del solito, e così si è impressa in me l’immagine di un’anima umana. Ecco perché parlo. Ecco perché sento. Una bambola voodoo senziente. Ironico, non trovate?La vecchia mi ha venduta per pochi soldi ad una donna straniera, di passaggio nella strada affollata e polverosa del mercato. Doveva mangiare, che volete. Ne avrebbe fatte altre. Anche se sentiva che non ero proprio come tutte le altre. Vecchia volpona! La straniera mi ha messo in borsa con poca convinzione, e mi ha poi cacciato in un armadietto zeppo di carte dall’odore stantio, dentro una scatola di cartone.Era carino, lì, a parte per l’odore, caldo e asciutto. Potevo pensare tanto senza che nessuno mi spillonasse.Poi un giorno non so cosa sia successo, ho sentito urlare la donna, e piangere, piangere. Ha pianto per giorni, non saprei proprio dire quanti. Ed alla fine ha aperto l’armadietto – quanta luce! – tirandomi fuori dalla scatola e guardandomi strano. Già l’avevo capito come sarebbe andata a finire, ma quando le ho visto gli spilloni in mano… Non è stato piacevole. Proprio no. È andata avanti così parecchi mesi. Dopo essersi sfogata, mi riponeva nella scatola, avendo cura di non rimuovere le punte di acciaio gelido dal mio petto. All’inizio la donna era rabbiosa come un cane, poi fredda e lucida, ora è stanca e triste. Dimagrisce e piange ancora. Un po’ meno, ma ancora. Non mi trafigge più furiosamente il cuore tutti i giorni, con rabbia e violenza. Ha qualche attacco ogni tanto, ma meno violento e meno duraturo. E poi ora non fa più così male: sono abituata ad avere il cuore devastato. Le ferite ormai fanno parte di me, come la stoffa e le strane erbe profumate. A volte passa più tempo, e qualcuna guarisce meglio, e quando la donna torna a spillonarmi furiosa, sento il cuore spaccarsi ed i semi che lo compongono sbriciolarsi e spappolarsi, atroce, atroce!Ma sempre meno della prima volta, ogni volta fa meno male, ogni volta mi rafforzo io e chiudo il cuore alle ferite.La settimana scorsa ho piegato tre spilloni. Lei è rimasta sorpresa, e quelle volte non ha insistito. Mi ha guardato strano, quasi con affetto. Le dispiaceva il pensiero di aver fatto male a me, anche se sono solo una bambola voodoo da poco prezzo.Ora non mi tiene più nell’armadio. Sono su uno scaffale, di fronte al suo letto. Non mi spillona. Mi parla, invece. Mi chiede di vegliare su di lei. Ero stupita, all’inizio. Una bambola voodoo nasce per essere trafitta. Come si fa a vegliare su qualcuno? Ma io sono una bambola senziente, ed ho cominciato a pensare. Ed ho pensato che attraverso gli spilloni, attraverso il mio dolore, non dovevo veramente trasmettere il male alla persona che rappresentavo. Dovevo costituire uno sfogo. E la mia funzione, quindi, era di assorbire il dolore della donna. Non importa se permettendole di spaccarmi il cuore o raccogliendo le sue lacrime quando piange e mi stringe al petto. Non importa se facendomi perforare o ascoltandola quando parla da sola – quando parla con me. Io ho capito.E la mia funzione non è cambiata: sono solo salita di grado, come la donna è salita di grado nelle sue emozioni. Ora non rappresento più un nemico da ferire, sono il suo angelo. Veglio su di lei, la conforto con il profumo delle strane erbe che la vecchia dalla pelle ambrata ha voluto mettere dentro di me. Lei sta tornando a sorridere. Ha buttato gli spilloni in un cassetto del comodino. E anche se col cuore spaccato, col cuore trafitto, col cuore infranto in mille pezzi, vivere comincia a piacermi sul serio.
Panta rei
Sono una bambola voodoo con il corpo perforato dagli spilloni.Me li piantano addosso per scaricare le loro ansie, rabbie, paure, delle quali ritengono responsabile un’altra persona e che proiettano quindi su di me in sua - non desiderata! - rappresentanza.Mi ha fatto a mano una vecchia dalla pelle ambrata e dal volto segnato di rughe, con stoffa riciclata da chissà che stracci e strane erbe profumate. Una vera esperta. Quella volta purtroppo ci mise più cuore del solito, e così si è impressa in me l’immagine di un’anima umana. Ecco perché parlo. Ecco perché sento. Una bambola voodoo senziente. Ironico, non trovate?La vecchia mi ha venduta per pochi soldi ad una donna straniera, di passaggio nella strada affollata e polverosa del mercato. Doveva mangiare, che volete. Ne avrebbe fatte altre. Anche se sentiva che non ero proprio come tutte le altre. Vecchia volpona! La straniera mi ha messo in borsa con poca convinzione, e mi ha poi cacciato in un armadietto zeppo di carte dall’odore stantio, dentro una scatola di cartone.Era carino, lì, a parte per l’odore, caldo e asciutto. Potevo pensare tanto senza che nessuno mi spillonasse.Poi un giorno non so cosa sia successo, ho sentito urlare la donna, e piangere, piangere. Ha pianto per giorni, non saprei proprio dire quanti. Ed alla fine ha aperto l’armadietto – quanta luce! – tirandomi fuori dalla scatola e guardandomi strano. Già l’avevo capito come sarebbe andata a finire, ma quando le ho visto gli spilloni in mano… Non è stato piacevole. Proprio no. È andata avanti così parecchi mesi. Dopo essersi sfogata, mi riponeva nella scatola, avendo cura di non rimuovere le punte di acciaio gelido dal mio petto. All’inizio la donna era rabbiosa come un cane, poi fredda e lucida, ora è stanca e triste. Dimagrisce e piange ancora. Un po’ meno, ma ancora. Non mi trafigge più furiosamente il cuore tutti i giorni, con rabbia e violenza. Ha qualche attacco ogni tanto, ma meno violento e meno duraturo. E poi ora non fa più così male: sono abituata ad avere il cuore devastato. Le ferite ormai fanno parte di me, come la stoffa e le strane erbe profumate. A volte passa più tempo, e qualcuna guarisce meglio, e quando la donna torna a spillonarmi furiosa, sento il cuore spaccarsi ed i semi che lo compongono sbriciolarsi e spappolarsi, atroce, atroce!Ma sempre meno della prima volta, ogni volta fa meno male, ogni volta mi rafforzo io e chiudo il cuore alle ferite.La settimana scorsa ho piegato tre spilloni. Lei è rimasta sorpresa, e quelle volte non ha insistito. Mi ha guardato strano, quasi con affetto. Le dispiaceva il pensiero di aver fatto male a me, anche se sono solo una bambola voodoo da poco prezzo.Ora non mi tiene più nell’armadio. Sono su uno scaffale, di fronte al suo letto. Non mi spillona. Mi parla, invece. Mi chiede di vegliare su di lei. Ero stupita, all’inizio. Una bambola voodoo nasce per essere trafitta. Come si fa a vegliare su qualcuno? Ma io sono una bambola senziente, ed ho cominciato a pensare. Ed ho pensato che attraverso gli spilloni, attraverso il mio dolore, non dovevo veramente trasmettere il male alla persona che rappresentavo. Dovevo costituire uno sfogo. E la mia funzione, quindi, era di assorbire il dolore della donna. Non importa se permettendole di spaccarmi il cuore o raccogliendo le sue lacrime quando piange e mi stringe al petto. Non importa se facendomi perforare o ascoltandola quando parla da sola – quando parla con me. Io ho capito.E la mia funzione non è cambiata: sono solo salita di grado, come la donna è salita di grado nelle sue emozioni. Ora non rappresento più un nemico da ferire, sono il suo angelo. Veglio su di lei, la conforto con il profumo delle strane erbe che la vecchia dalla pelle ambrata ha voluto mettere dentro di me. Lei sta tornando a sorridere. Ha buttato gli spilloni in un cassetto del comodino. E anche se col cuore spaccato, col cuore trafitto, col cuore infranto in mille pezzi, vivere comincia a piacermi sul serio.