Le mie lentiggini rosse. Capillari frantumati sulle occhiaie azzurre, dallo sforzo di rigettare il cibo. Era da tanto che non le vedevo. Era da tanto tempo che non stavo così male. Sono piccola e svuotata, mi sento sola come un cane. Forse sarebbe stato meglio andare a lavorare anche ieri, invece di macinare quattro giorni di ponte a parlare con il canarino. Non so mangiando un cacchio, e non va bene, non va bene per niente. Mi drogo di pc, per distaccarmi dal real world. Metto ancora una volta il cuore nel cassetto, e mi ripropongo di non tirarlo fuori fino al prossimo inverno, che col freddo sente meno. Sono così sola, e così stanca, e così sola. E non mi lamento mai. Non insisto. Non protesto. Non grido, non creo problemi, capisco, mi rendo conto, accetto, compatisco, vado incontro, ragiono, non parlo, ridimensiono, non faccio storie e non pretendo.E dopo, vomito. Bevo. Mi sparo benzodiazepine a mille e spasimo per non guardare nemmeno il coltello con cui mi sono incisa le mie sette stelle sul braccio, col quale ho giocato a tetris sul polpaccio e che ha firmato il cuore che ho sul gomito. Non lo devo nemmeno guardare, perché mi spacca il cuore rendermi conto che aprirmi la carne è la cosa che mi fa sentire forte ed indipendente. Sono una cretina patentata.Gli amici? Quando sclero, hanno sempre da fare: parenti, morosi, donne, pipì, la doccia, il lavoro, la casa, la suoneria spenta, la macchina che non parte, lo scooter con le gomme a terra, gli impegni già presi,la batteria del cell che va a ramengo sul più bello. Non ho mai trovato nessuno, nessuno che abbia piantato tutto per correre a prendermi a ceffoni, mai. Nemmeno una volta in trent’anni.Perché sanno che io capisco. Che io accetto. Che mi rendo conto. Che tanto supero, che riesco a farmela passare. Che sono una cretina honoris causaMorosi? Ne ho mai avuto uno di normale, serio, decente, non psicolabile o da Parco dei Tigli? Naaaaaa….. Ormai ho una fifa tale che mando giù veleno pensando sia ambrosia. E se mi capita tra le mani una vera stella, la paura di perderla è enorme. Che non mi accetti, che si stanchi, che si scazzi, che ... che ne so.E tutti a dirmi come sono cara e dolce e buona e comprensiva, salvo spalarmi merda addosso non appena apro bocca per contraddire.Sono proprio stanca e scazzata. ‘Fanculo.
Dolce come il fiele
Le mie lentiggini rosse. Capillari frantumati sulle occhiaie azzurre, dallo sforzo di rigettare il cibo. Era da tanto che non le vedevo. Era da tanto tempo che non stavo così male. Sono piccola e svuotata, mi sento sola come un cane. Forse sarebbe stato meglio andare a lavorare anche ieri, invece di macinare quattro giorni di ponte a parlare con il canarino. Non so mangiando un cacchio, e non va bene, non va bene per niente. Mi drogo di pc, per distaccarmi dal real world. Metto ancora una volta il cuore nel cassetto, e mi ripropongo di non tirarlo fuori fino al prossimo inverno, che col freddo sente meno. Sono così sola, e così stanca, e così sola. E non mi lamento mai. Non insisto. Non protesto. Non grido, non creo problemi, capisco, mi rendo conto, accetto, compatisco, vado incontro, ragiono, non parlo, ridimensiono, non faccio storie e non pretendo.E dopo, vomito. Bevo. Mi sparo benzodiazepine a mille e spasimo per non guardare nemmeno il coltello con cui mi sono incisa le mie sette stelle sul braccio, col quale ho giocato a tetris sul polpaccio e che ha firmato il cuore che ho sul gomito. Non lo devo nemmeno guardare, perché mi spacca il cuore rendermi conto che aprirmi la carne è la cosa che mi fa sentire forte ed indipendente. Sono una cretina patentata.Gli amici? Quando sclero, hanno sempre da fare: parenti, morosi, donne, pipì, la doccia, il lavoro, la casa, la suoneria spenta, la macchina che non parte, lo scooter con le gomme a terra, gli impegni già presi,la batteria del cell che va a ramengo sul più bello. Non ho mai trovato nessuno, nessuno che abbia piantato tutto per correre a prendermi a ceffoni, mai. Nemmeno una volta in trent’anni.Perché sanno che io capisco. Che io accetto. Che mi rendo conto. Che tanto supero, che riesco a farmela passare. Che sono una cretina honoris causaMorosi? Ne ho mai avuto uno di normale, serio, decente, non psicolabile o da Parco dei Tigli? Naaaaaa….. Ormai ho una fifa tale che mando giù veleno pensando sia ambrosia. E se mi capita tra le mani una vera stella, la paura di perderla è enorme. Che non mi accetti, che si stanchi, che si scazzi, che ... che ne so.E tutti a dirmi come sono cara e dolce e buona e comprensiva, salvo spalarmi merda addosso non appena apro bocca per contraddire.Sono proprio stanca e scazzata. ‘Fanculo.