A volo radente e non

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Aviazione Commerciale Italiana ... 80 anni di storia .... parte IV°

Post n°74 pubblicato il 24 Novembre 2008 da lightwings

Nel 1926 hanno utilizzato l'aereo ben quattromila "coraggiosi" trasvolatori. Inoltre anche la posta si serviva degli aerei, per andare da una regione all'altra dell'Italia. Nel primo anno, 1600 chilogrammi di corrispondenza, 40 mila chilogrammi di bagaglio, hanno "volato" per raggiungere tempestivamente le rispettive destinazioni. La "posta aerea" ed il "bagaglio express" cominciava così ad imporsi anche nel nostro paese.

All'epoca degli idrovolanti, l'Italia aveva aperto la strada ai voli civili, creando così le premesse per la nascita poi della "Lai" (Linee Aeree Italiane). I "Savoia Marchetti", hanno proseguito la loro attività fin dall'inizio degli anni '50, quando da Torino, dallo scalo dell'Aeritalia, con il Torino-Roma-Catania, la nostra aviazione commerciale nasceva per la seconda volta.
La data del 1926 resta storica, è una ricorrenza che le Poste italiane dovrebbero ricordare, proponendo alle nuove generazioni le immagini degli storici idrovolanti "Cant 10" gli "S.55" della Sias-Marchetti ed il "Walt Dornier" costruito dalla Fiat.
Questo accadeva 74 anni fa. Nell'era dei moderni jet, l'idrovolante ha cessato la sua attività commerciale, tuttavia fra la flotta degli aerei turistici, in Italia, volano ancora una decina di moderni idrovolanti, sui laghi di Como e Garda (alcuni sono di proprietà privata), sui laghi alpini. Si tratta dei piccoli "Macchi a due posti" e il glorioso
"Cesnna" a quattro posti che gli "aero club" utilizzano soprattutto a scopo dimostrativo. C'era sino a pochi anni fa, un idrovolante che da La Spezia raggiungeva periodicamente il golfo di Genova. Era pilotato da un vero asso dell'aviazione militare. Usava l'idrovolante (era personale) per comodità. Era un generale, da anni in pensione, un personaggio mitico della nostra aviazione, l'idrovolante, a due ali sovrapposte, era per questo romantico del volo, la sua "utilitaria"

 
 
 

Perchè non mi sposerò più ...

Post n°73 pubblicato il 19 Novembre 2008 da lightwings
 
Foto di lightwings

grazie ad un amico che ha risolto quest'equazione ho capito   finalmente perchè non mi sposerò più  

 
 
 
 
 

Aviazione Commerciale Italiana .... 80 anni di storia ... parte III°

Post n°71 pubblicato il 31 Ottobre 2008 da lightwings
 

L'evoluzione del volo commerciale nel 1926 ha avuto giorni di grande entusiasmo e la stampa dell'epoca dava sempre grande risalto alle trasvolate nell'Italia del nord. L'attività "internazionale" ha preso il via ufficialmente il 1 agosto, con il volo della Società Anonima Aereo Espresso che da Brindisi raggiungeva la Grecia ed il Dodecanneso e proseguiva per la Turchia sino ad Istanbul. L'aeromobile era un S.55 della gloriosa Siai-Marchetti. Un colosso per l'aviazione commerciale italiana. La stampa nazionale di allora ha sempre seguito l'evoluzione dell'aviazione commerciale civile raccontando grazie agli "inviati" dell'epoca, i momenti emozionanti dei primi voli sulle quattro rotte nazionali. Bisogna ricordare che nella iniziale fase della pionieristica attività aviatoria non si sono mai registrati incidenti e, nonostante la mancanza di idonee strumentazioni di volo e le scarse attrezzature a terra, tutti i voli degli idrovolanti sono risultati regolari.
Era quasi sempre una grossa zattera "in legno" ancorata sulla sponda del fiume Po o dei porti di Genova, Ostia, Napoli, Palermo, Venezia e Trieste il punto di attracco dei moderni idrovolanti. La prima linea con aerei "terrestri" erano invece in dotazione alla "Transadriatica", che da Venezia raggiungeva Vienna via Klagenfurt ed utilizzava i monomotori Junkers F.13 in grado di superare la catena delle Alpi, con a bordo due piloti e quattro passeggeri. Una vera impresa, visto che la cabina di pilotaggio era allo scoperto e, durante l'inverno, i problemi dei piloti non mancavano, dovendo superare gli oltre 2000 metri di quota.

 
 
 

Aviazione Commerciale Italiana .... 80 anni di storia ... parte II°

Post n°70 pubblicato il 23 Ottobre 2008 da lightwings
 

Dopo il Trieste-Torino-Trieste, il 7 aprile del 1926, veniva tenuta a battesimo un'altra rotta: la Genova-Roma (Ostia)-Napoli-Palermo. Debuttava così la Società Anonima di Navigazione Aerea (Sana, con sede in città di Genova). I primi collegamenti internazionale erano invece la Brindisi-Atene-Istanbul, e la Venezia-Klagenfurt-Vienna; nel panorama italiano c'era infine la Trieste-Zara-Venezia.
Allora si volava a vista. I piloti degli idrovolanti provenivano tutti dalla Regia Aeronautica. Molti erano gli "assi" della Grande Guerra. Sorvolavano il corso del fiume Po, fra Torino-Pavia-Venezia e Trieste, seguendo il tracciato millenario dell'Eridano. Le possenti ciminiere delle manifatture (filande) della Pianura Padana, svolgevano un compito importante per i piloti che, osservando il pennacchio di fumo che usciva, conoscevano il movimento dei venti.
Era "la manica a vento naturale". Vestiti con pesanti giubbotti di pelle, occhialoni sul copricappello, i piloti che erano seduti fuori dalla carlinga, seguivano la "rotta" dell'acqua.
Tutto andò bene, sino all'inizio dell'autunno; i primi guai affiorarono con l'arrivo delle nebbie, che avvolgevano tutta la valle del Po, rendendo difficili gli atterraggi. Vista da 600 metri di quota la valle Padana era ricoperta da un "mare di latte".
Nel '26 gli idrovolanti venivano costruiti nelle Officine della Fiat che erano a Pisa. Qui si montavano gli idrovolanti della classe "Val" di produzione tedesca della "Dornier", che forniva motori per gli aeroplani. Gli idrovolanti montavano due motori "Val". Nel frattempo sul mercato nazionale si era affacciata la Siai-Marchetti con i "potenti" S.55.
Questi idrovolanti a due motori, montavano scafi paralleli capaci di ospitare ben 10 passeggeri (nei due scafi tipo catamarani) ed avevano già due piloti, uno con il compito di navigatore.
Gli idrovolanti realizzati dalla Fiat a Pisa con i motori "Val" della tedesca "Dornier", erano già velivoli di una certa classe, trasportavano sino a 10 passeggeri ed i due piloti erano sempre alloggiati all'aperto, davanti all'ala alta, per poter disporre di una maggiore visuale. Le cabine erano considerate, per l'epoca, lussuose e dai finestrini i primi trasvolatori potevano osservare nitidamente il paesaggio sottostante.


 
 
 
 
 

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Un blog di: lightwings
Data di creazione: 08/04/2008
 

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Resistenza
Forza applicata a un corpo in movimento, con direzione uguale e verso opposto al suo moto; nel caso degli aerei, si può distinguere tra una resistenza dovuta alla forma e una di attrito.
Gondola
Struttura applicata sotto l'involucro destinata a contenere l'equipaggio i passeggeri e il carico.
Impennaggi
Parti fisse e mobili necessari per stabilizzare la traettoria, e consentire la manovra del dirigibile in movimento.
Biplano
Aeroplano le cui ali, in genere di uguale dimensione, sono montate una sopra l'altra; l'ala inferiore è collocata alla stessa altezza della parte bassa della fusoliera, mentre quella superiore si trova sopra di essa.
Idrovolante  
velivolo atto a decollare dall'acqua e capace di ammarare grazie alla forma a scafo della fusoliera (idrovolante a scafo centrale) o alla presenza di uno o più galleggianti.
 

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