Stamane osservavo l'auto divorare i chilometri di asfalto grigio, contrassegnati da anonimi rettangolini bianchi oblunghi. Strada anonima tra gente anonima sotto un cielo anonimo in una giornata anonima. Anonime le espressioni, anonimi i cellulari che impugnano, anonimi i volanti che manovrano distrattamente. Abiti anonimi, cravatte anonime, profumi anonimi. In effetti l'anonimato non è intorno a me, è dentro di me. Non lo si direbbe, anzi, tutti potrebbero affermare tranquillamente che la mia vita in questi mesi è bella, scintillante e piena. Per molti versi lo è: ho tutto quello che due anni fa desideravo. Una vita piena di tutto, tranne che l'interiorità. Quell'interiorità che ho tentato di coltivare a lungo nel periodo buio; leggendo, scrivendo, meditando, soprattutto scrivendo anche senza pensare più di tanto. Fiumi di righe, di pensieri aggrovigliati, di sensazioni equivoche che sgorgavano incessantemente, che trovavano stimoli e specchi nelle pagine di un libro, in un'azione qualsiasi percepita nella realtà: ovunque. Ora i miei pensieri sono stati come repressi, schiacciati dalle mille cose, dai mille letti, dai mille aperitivi, dai mille orgasmi, dai mille impegni. Solo una strisciante insoddisfazione di fondo. Troppo poca per prendere il timone e correggere la rotta, per intraprendere un nuovo sentiero inerpicandosi verso una nuova vetta. Troppo poco per non continuare a crogiolarsi tra gli oggetti, tra i piaceri, tra le persone, tra gli inviti, tra le richieste. Manca qualcosa: ma se per farlo tornare dovessi pagare il prezzo che ho pagato tempo fa, allora non sono pronto. Non sono disposto a rivivere 'quella parte della mia vita'.
'Quella parte della mia vita'
Stamane osservavo l'auto divorare i chilometri di asfalto grigio, contrassegnati da anonimi rettangolini bianchi oblunghi. Strada anonima tra gente anonima sotto un cielo anonimo in una giornata anonima. Anonime le espressioni, anonimi i cellulari che impugnano, anonimi i volanti che manovrano distrattamente. Abiti anonimi, cravatte anonime, profumi anonimi. In effetti l'anonimato non è intorno a me, è dentro di me. Non lo si direbbe, anzi, tutti potrebbero affermare tranquillamente che la mia vita in questi mesi è bella, scintillante e piena. Per molti versi lo è: ho tutto quello che due anni fa desideravo. Una vita piena di tutto, tranne che l'interiorità. Quell'interiorità che ho tentato di coltivare a lungo nel periodo buio; leggendo, scrivendo, meditando, soprattutto scrivendo anche senza pensare più di tanto. Fiumi di righe, di pensieri aggrovigliati, di sensazioni equivoche che sgorgavano incessantemente, che trovavano stimoli e specchi nelle pagine di un libro, in un'azione qualsiasi percepita nella realtà: ovunque. Ora i miei pensieri sono stati come repressi, schiacciati dalle mille cose, dai mille letti, dai mille aperitivi, dai mille orgasmi, dai mille impegni. Solo una strisciante insoddisfazione di fondo. Troppo poca per prendere il timone e correggere la rotta, per intraprendere un nuovo sentiero inerpicandosi verso una nuova vetta. Troppo poco per non continuare a crogiolarsi tra gli oggetti, tra i piaceri, tra le persone, tra gli inviti, tra le richieste. Manca qualcosa: ma se per farlo tornare dovessi pagare il prezzo che ho pagato tempo fa, allora non sono pronto. Non sono disposto a rivivere 'quella parte della mia vita'.