Diario clandestino

Costruire e sfasciare


Le relazioni sono fatte di momenti belli, alcune di tanti momenti belli. Quanti e quanto belli è un'incertezza. La certezza è costituita dal fatto che esisterà un momento brutto: quando si concludono. Non c'è niente da fare, non si riesce a chiudere un'esperienza con serenità; anche se uno dei due vorrebbe e probabilmente ne sarebbe in grado, l'altro riesce a togliergliela. Papà diceva che un sorriso è il modo migliore per concludere un'amicizia: quanto è paradossalmente vero. Dovremmo esserne capaci. Dovremmo essere in grado di capire che quando è finita è finita, lasciar stare la ridda dei 'Si sarebbe dovuto ...' o ancor meno procedere nella melma delle polemiche. Tanto non si è fatto e non si è detto, basterebbe avere coscienza della caducità delle cose umane, dell'inevitabilità della fine. Questo non per non partire mai, ma per avere la giusta prospettiva quando il momento arriva, per vivere con profonda passione quell'attimo che altrimentiè già passato. E allora si parla di 'sfasciare': non è un dramma. La vita è un continuo costruire e sfasciare, un divenire di cambiamenti: non tutti piacevoli, non tutti spiacevoli. Un enigma, perchè spesso quelli che ritenevano piacevoli si rivelano spiacevoli e talvolta viceversa. Resta l'esigenza di dignità, di distacco e di eleganza. Vorrei vivere una fine elegante.Vorrei che l'unico simbolo della conclusione di questa relazione fosse un fiore bianco, da portare all'occhiello del mio rever.