Won't you be my number twoMe and number one are throughThere won’t be too much to doJust smile when I feel blueAnd there’s not much left of meWhat you get is what you seeIs it worth the energyI leave it up to youAnd if you got something to say to meDon’t try to play your funny games on meI know that its really not fair of meBut my heart’s seen too much actionAnd every time I look at youYou’ll be who I want you toAnd I’ll do what I can doTo make a dream or two come trueIf you’ll be myIf you’ll be my number two(J. Jackson, 'Be my number two')E' difficile. E' sempre più difficile. Questo scritto come quei brani in cui a lungo si pensa che siano strumentali ed alla fine arriva la voce del cantante a snocciolare un breve rosario. E' difficile per me avere una persona accanto. Facile sceglierla. Facile reclutarla. Facile affascinarla. Facile innamorarsi e soprattutto fare in modo che sia innamorata di me. Difficile mantenerla. Difficile costruire. Diffcile ascoltare. Difficile immaginare che possa entrare in quelle stanze in cui abitano già altre persone, altre manie, altri oggetti. Ancor peggio entrare in quella stanza in cui accedo in solitudine. In cui resto in silenzio, con la mente che vaga. E continuo a triturare persone, affetti, sentimenti. Un giorno certamente cambierò questa versione dei fatti. Un giorno sarò invece alla ricerca disperata di un appiglio. Non riesco a pensare a quel momento. Sono tornato a passare del tempo nella stanza della solitudine. Probabilmente ho il rimpianto di aver sciupato le aspettative di un'altra persona. Perchè questa volta, molto più che tante altre, ne valeva la pena: ma è meglio interrompere. Perchè resta il fatto che in 'quella' stanza, io sto benissimo.
My number two
Won't you be my number twoMe and number one are throughThere won’t be too much to doJust smile when I feel blueAnd there’s not much left of meWhat you get is what you seeIs it worth the energyI leave it up to youAnd if you got something to say to meDon’t try to play your funny games on meI know that its really not fair of meBut my heart’s seen too much actionAnd every time I look at youYou’ll be who I want you toAnd I’ll do what I can doTo make a dream or two come trueIf you’ll be myIf you’ll be my number two(J. Jackson, 'Be my number two')E' difficile. E' sempre più difficile. Questo scritto come quei brani in cui a lungo si pensa che siano strumentali ed alla fine arriva la voce del cantante a snocciolare un breve rosario. E' difficile per me avere una persona accanto. Facile sceglierla. Facile reclutarla. Facile affascinarla. Facile innamorarsi e soprattutto fare in modo che sia innamorata di me. Difficile mantenerla. Difficile costruire. Diffcile ascoltare. Difficile immaginare che possa entrare in quelle stanze in cui abitano già altre persone, altre manie, altri oggetti. Ancor peggio entrare in quella stanza in cui accedo in solitudine. In cui resto in silenzio, con la mente che vaga. E continuo a triturare persone, affetti, sentimenti. Un giorno certamente cambierò questa versione dei fatti. Un giorno sarò invece alla ricerca disperata di un appiglio. Non riesco a pensare a quel momento. Sono tornato a passare del tempo nella stanza della solitudine. Probabilmente ho il rimpianto di aver sciupato le aspettative di un'altra persona. Perchè questa volta, molto più che tante altre, ne valeva la pena: ma è meglio interrompere. Perchè resta il fatto che in 'quella' stanza, io sto benissimo.