'Disponibilità' non è uguale a 'opportunità': questa è una delle ultime equazioni che ho progettato. Se si riesce a riflettere, facendo regredire il proprio pensiero agli stati più primordiali e ancestrali, questa equazione diventa semplicissima, banale, scontata e fottutamente fastidiosa, urticante e caustica. Già: come la soda. Io poi la soda caustica non penso di averla neanche mai vista, però mi pare che dovrebbe rendere l'idea o quantomeno ci stava nello scorrere della mina sul foglio. Già: perchè stavolta scrivo su carta e mi toccheràpure riscrivere sulla tastiera. E io sono già alterato dalla situazione in cui mi trovo tanto da essere un filo suscettibile alle cose che non vanno per il verso giusto. E' che le opzioni diminuiscono con gli anni, frse i desideri non invecchieranno, ma diventa sempre complicato la loro realizzazione. E' la concettualizzazione della 'moto per i quarantenni'. Io mi tengo solo la concettualizzazione: la moto già non mi piaceva a 14anni, ora mi ripugna. Reagisco a tutto questo al contrario, salgo in sella alla mia moto concettuale ed esorcizzante vincendo la mia timidezza (assolutamente 'criminalmente volgare') con slanci impetuosi, innamoramenti subitanei, logorrea espansiva. Pure spesso ci azzecca tutto questo e mi dicono che 'posso dare molto'. No. Non posso dare (quasi) niente, se : vi può interessare la felicità che proviene dal mio egoismo? Spesso è piacevole, non sottovalutatela. Io nutro interessi e sentimenti nei confronti di oggetti e persone come mezzi, non come fini: il fine unico è di stare bene io. Lo dichiaro. L'unica sottile differenza è questa: lo dichiaro, mentre l'ipocrisia comune non permette di farlo. E ai pochi che a questo concetto non sono (ancora) arrivati, non posso certo spillare la mia scarsissima compassione. Però ultimamente mi commuovo spesso, più del solito, insomma. Ho deciso di essere più vulnerabile, almeno da alcune 'immagini' e da alcune persone. Tornando a noi, la 'disponibilità' non si trasforma necessariamente in 'opportunità'. Soprattutto con il passare degli anni, dove le disponibilità paradossalmente pare crescere ma sempre meno che proporzionalmente danno adito a vere opportunità. Io però adesso devo assolutamente fare in modo che 'quella cosa' vada nella direzione che voglio. Devo. Voglio. Me ne fotto di qualsiasi altro ragionamento. Devo far inghiottire un enorme Prozac all'orologio della mia testa, a quel maledettissimo meccanismo ad orologeria ce mi ha condotto ovunque ma che mi consumauna marea di energia. E la mia caldaia ha bisogno di essere trattata meglio, adesso e per gli anni a venire.
Nuova equazione
'Disponibilità' non è uguale a 'opportunità': questa è una delle ultime equazioni che ho progettato. Se si riesce a riflettere, facendo regredire il proprio pensiero agli stati più primordiali e ancestrali, questa equazione diventa semplicissima, banale, scontata e fottutamente fastidiosa, urticante e caustica. Già: come la soda. Io poi la soda caustica non penso di averla neanche mai vista, però mi pare che dovrebbe rendere l'idea o quantomeno ci stava nello scorrere della mina sul foglio. Già: perchè stavolta scrivo su carta e mi toccheràpure riscrivere sulla tastiera. E io sono già alterato dalla situazione in cui mi trovo tanto da essere un filo suscettibile alle cose che non vanno per il verso giusto. E' che le opzioni diminuiscono con gli anni, frse i desideri non invecchieranno, ma diventa sempre complicato la loro realizzazione. E' la concettualizzazione della 'moto per i quarantenni'. Io mi tengo solo la concettualizzazione: la moto già non mi piaceva a 14anni, ora mi ripugna. Reagisco a tutto questo al contrario, salgo in sella alla mia moto concettuale ed esorcizzante vincendo la mia timidezza (assolutamente 'criminalmente volgare') con slanci impetuosi, innamoramenti subitanei, logorrea espansiva. Pure spesso ci azzecca tutto questo e mi dicono che 'posso dare molto'. No. Non posso dare (quasi) niente, se : vi può interessare la felicità che proviene dal mio egoismo? Spesso è piacevole, non sottovalutatela. Io nutro interessi e sentimenti nei confronti di oggetti e persone come mezzi, non come fini: il fine unico è di stare bene io. Lo dichiaro. L'unica sottile differenza è questa: lo dichiaro, mentre l'ipocrisia comune non permette di farlo. E ai pochi che a questo concetto non sono (ancora) arrivati, non posso certo spillare la mia scarsissima compassione. Però ultimamente mi commuovo spesso, più del solito, insomma. Ho deciso di essere più vulnerabile, almeno da alcune 'immagini' e da alcune persone. Tornando a noi, la 'disponibilità' non si trasforma necessariamente in 'opportunità'. Soprattutto con il passare degli anni, dove le disponibilità paradossalmente pare crescere ma sempre meno che proporzionalmente danno adito a vere opportunità. Io però adesso devo assolutamente fare in modo che 'quella cosa' vada nella direzione che voglio. Devo. Voglio. Me ne fotto di qualsiasi altro ragionamento. Devo far inghiottire un enorme Prozac all'orologio della mia testa, a quel maledettissimo meccanismo ad orologeria ce mi ha condotto ovunque ma che mi consumauna marea di energia. E la mia caldaia ha bisogno di essere trattata meglio, adesso e per gli anni a venire.