L'altra sera stavo cenando nel dehors di un noto ristorante in una splendida piazza di un altrettanto splendida città. Mi guardavo attorno, sempre affascinato dallo spettacolo che tale ambiente trasmette ma ad un certo punto ho iniziato ad osservare ...... due persone. Si avvicinano per chiedere un tavolo, ma vengono rimbalzati, al solito, con la richiesta di tornare più tardi. Una coppia? Sembra di no, non attualmente almeno anche se potrebbero diventarlo visto che, come calamite impazzite, continuano fortuitamente ad attrarsi e respingersi.Lei è molto bella e sorride spesso. Lui è uno qualunque, più piccolo (di statura) ma più grande (di età). Nessuno dei due è parso seccato dalla richiesta della caposale di tornare dopo, anzi pare il contrario; evidentemente non è 'cenare' il primo argomento sulla loro lista.Mi incuriosiscono, lei più di lui sinceramente, e continuo ad osservarli mentre si allontanano, entrando in un vicino stand di libri. Parlano, sorridono, tubano leggeri tra i tavoli ricoperti di libri. Lui a volte ne indica qualcuno, lei ne apre qualcun altro. A volte sono a metri di distanza, a volte si sfiorano. Due calamite.Eccoli tornare al ristorante, vengono accompagnati al tavolo (vicino al mio, che fortuna!), siaccomodano composti ed ordinano.Parlano molto: lei allegra e lieve; lui più serio, o serioso. Ad un tratto lei pare risentirsi, il volto si fa teso, lo sguardo è fulminante, ma per poco, lui pacato, quasi sommesso, riconduce l'atmosfera a tratti più distesi. Chissà quale sarà stato l'argomento? Non riesco a sentirli, o forse anche non voglio, quasi ci fosse più fascino a vedere una pellicola di un film muto. Lei riceve una telefonata che, con poco stile, protrae a lungo (che cosa odiosa!) ma all'improvviso, inaspettamente, proprio mentre è al telefono, allunga la mano destra e prende la sua sinistra, intrecciando le dita.Il mio film muto pare a una svolta e non posso che continuare ad assistere alla proiezione: è una bella coppia ed è così bello farsi gratuitamente gli affari degli altri ...valutare, giudicare, catechizzare, interpretare ... Lui ha occhi penetranti e solo per lei e forse l'ho sottovalutato: la copertina del libro non descriveva al meglio il contenuto, ha modi e tempi eleganti e consumati. La loro cena però finisce, si sono nutriti più di sguardi, gesti e parole più che di cibo e devo dire per fortuna (ancora!), visto che non riesco a trascinare oltre il mio caffè. Si alzano, sempre composti,e, come nei tempi andati, lui ha fatto in modo di pagare il conto separatamente, senza che odiose ricevute su piattini sbeccati o carte di credito o ancor peggio ammuffite banconote toccassero il tavolo. Ottimo gesto, di grande gusto: chissà se lei l'ha notato e soprattutto apprezzato. Io sì e molto. Dicevo, ora che si sono alzati, si allontanano e lei cammina lievemente avanti a lui, molto vicina mentre continua a sorridere. Il suo sorriso è aperto, regolare e coinvolgente. All'improvviso lei si ferma, è inevitabile che lui la abbracci mentre lei si gira e lo bacia timidamente, fugacemente. Il bacio è stato veloce, addirittura impercettibile se non avessi continuato ad osservarli, ma l'abbraccio dura a lungo, molto a lungo, mentre la gente passa loro accanto. E' curioso come lei, più alta di lui, si rintani, quasi impaurita, nel suo abbraccio inaspettatamente avvolgente. Restano così a lungo.Avevo già pagato il mio conto e con quest'ultima immagine ho deciso di andarmene, lungo il lato opposto della piazza. Con in tasca una storia in più da riportare da 'queste parti'. Una storia su cui ricamare forse un seguito, o un prologo, un prima o un dopo: forse li scriverò, se ne avrò voglia. Meglio, molto meglio sarebbe stato averlo vissuto invece che osservato, ma quella è una fortuna che non necessariamente accade a tutti.
Al ristorante
L'altra sera stavo cenando nel dehors di un noto ristorante in una splendida piazza di un altrettanto splendida città. Mi guardavo attorno, sempre affascinato dallo spettacolo che tale ambiente trasmette ma ad un certo punto ho iniziato ad osservare ...... due persone. Si avvicinano per chiedere un tavolo, ma vengono rimbalzati, al solito, con la richiesta di tornare più tardi. Una coppia? Sembra di no, non attualmente almeno anche se potrebbero diventarlo visto che, come calamite impazzite, continuano fortuitamente ad attrarsi e respingersi.Lei è molto bella e sorride spesso. Lui è uno qualunque, più piccolo (di statura) ma più grande (di età). Nessuno dei due è parso seccato dalla richiesta della caposale di tornare dopo, anzi pare il contrario; evidentemente non è 'cenare' il primo argomento sulla loro lista.Mi incuriosiscono, lei più di lui sinceramente, e continuo ad osservarli mentre si allontanano, entrando in un vicino stand di libri. Parlano, sorridono, tubano leggeri tra i tavoli ricoperti di libri. Lui a volte ne indica qualcuno, lei ne apre qualcun altro. A volte sono a metri di distanza, a volte si sfiorano. Due calamite.Eccoli tornare al ristorante, vengono accompagnati al tavolo (vicino al mio, che fortuna!), siaccomodano composti ed ordinano.Parlano molto: lei allegra e lieve; lui più serio, o serioso. Ad un tratto lei pare risentirsi, il volto si fa teso, lo sguardo è fulminante, ma per poco, lui pacato, quasi sommesso, riconduce l'atmosfera a tratti più distesi. Chissà quale sarà stato l'argomento? Non riesco a sentirli, o forse anche non voglio, quasi ci fosse più fascino a vedere una pellicola di un film muto. Lei riceve una telefonata che, con poco stile, protrae a lungo (che cosa odiosa!) ma all'improvviso, inaspettamente, proprio mentre è al telefono, allunga la mano destra e prende la sua sinistra, intrecciando le dita.Il mio film muto pare a una svolta e non posso che continuare ad assistere alla proiezione: è una bella coppia ed è così bello farsi gratuitamente gli affari degli altri ...valutare, giudicare, catechizzare, interpretare ... Lui ha occhi penetranti e solo per lei e forse l'ho sottovalutato: la copertina del libro non descriveva al meglio il contenuto, ha modi e tempi eleganti e consumati. La loro cena però finisce, si sono nutriti più di sguardi, gesti e parole più che di cibo e devo dire per fortuna (ancora!), visto che non riesco a trascinare oltre il mio caffè. Si alzano, sempre composti,e, come nei tempi andati, lui ha fatto in modo di pagare il conto separatamente, senza che odiose ricevute su piattini sbeccati o carte di credito o ancor peggio ammuffite banconote toccassero il tavolo. Ottimo gesto, di grande gusto: chissà se lei l'ha notato e soprattutto apprezzato. Io sì e molto. Dicevo, ora che si sono alzati, si allontanano e lei cammina lievemente avanti a lui, molto vicina mentre continua a sorridere. Il suo sorriso è aperto, regolare e coinvolgente. All'improvviso lei si ferma, è inevitabile che lui la abbracci mentre lei si gira e lo bacia timidamente, fugacemente. Il bacio è stato veloce, addirittura impercettibile se non avessi continuato ad osservarli, ma l'abbraccio dura a lungo, molto a lungo, mentre la gente passa loro accanto. E' curioso come lei, più alta di lui, si rintani, quasi impaurita, nel suo abbraccio inaspettatamente avvolgente. Restano così a lungo.Avevo già pagato il mio conto e con quest'ultima immagine ho deciso di andarmene, lungo il lato opposto della piazza. Con in tasca una storia in più da riportare da 'queste parti'. Una storia su cui ricamare forse un seguito, o un prologo, un prima o un dopo: forse li scriverò, se ne avrò voglia. Meglio, molto meglio sarebbe stato averlo vissuto invece che osservato, ma quella è una fortuna che non necessariamente accade a tutti.