Un periodo strano, che mi disorienta nei suoi messaggi di carattere diverso e discordante. Momenti positivi e momenti bui. Momenti bui in contesti di positività. Momenti positivi in ambiti di grigiume diffuso. Probabilmente è l'assenza di punti di riferimento il mio problema attuale. No. Non è il mio problema attuale, è il mio problema dal 2000 a oggi e si va acuendo. Uno a uno ho raggiunto i traguardi che volevo raggiungere e non ne ho riprodotti altri, una ad una ho ripulito le situazioni che non erano chiare ed ora vivo in un ambiente sentimentalmente sterile come una clinica svizzera. Non sapendo più dove correre continuo a farlo ma senza una reale direzione. Disperdo le mie energie. Mi consumo. Mi affatico. Tanto da desiderare a volte il riposo. Incredibile per un instancabile scattista/fondista come me: sì, perchè nel mio correre-correre ho la peculiarità di fare una maratona correndo come un centometrista. Ma questo, in fondo, potrebbe anche essere il meno. Sono gli obiettivi a mancare. Servono obiettivi permanenti a medio termine, su cui lavorare un numero ragionevole di anni. Servono ma in questi anni non ho saputo produrli. Sì, potrei accampare ottimi alibi, alibi altisonanti e oggettivi che mi hanno sicuramente impegnato tempo ed energie ma, al contrario, proprio questi alibi avrebbero dovuto costituire degli stimoli, stimoli per dipingere uno scenario diverso da quello precedente. Avrei dovuto già oggi ritrovarmi su un palcoscenico con fondali che non sarebbero dovuti essere una brutta copia stinta e invecchiata di quelli precedenti. Ho perso tempo, insomma, ho perso delle opportunità. Non ho saputo crescere. Non ho saputo far evolvere quell'ammasso preponderante della mia esistenza alla luce di quella parte nuova che sta emergendo, che fa fatica ad emergere, che è minoritaria ed oppressa dall'altra, ma esiste e vuole farsi largo.
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Un periodo strano, che mi disorienta nei suoi messaggi di carattere diverso e discordante. Momenti positivi e momenti bui. Momenti bui in contesti di positività. Momenti positivi in ambiti di grigiume diffuso. Probabilmente è l'assenza di punti di riferimento il mio problema attuale. No. Non è il mio problema attuale, è il mio problema dal 2000 a oggi e si va acuendo. Uno a uno ho raggiunto i traguardi che volevo raggiungere e non ne ho riprodotti altri, una ad una ho ripulito le situazioni che non erano chiare ed ora vivo in un ambiente sentimentalmente sterile come una clinica svizzera. Non sapendo più dove correre continuo a farlo ma senza una reale direzione. Disperdo le mie energie. Mi consumo. Mi affatico. Tanto da desiderare a volte il riposo. Incredibile per un instancabile scattista/fondista come me: sì, perchè nel mio correre-correre ho la peculiarità di fare una maratona correndo come un centometrista. Ma questo, in fondo, potrebbe anche essere il meno. Sono gli obiettivi a mancare. Servono obiettivi permanenti a medio termine, su cui lavorare un numero ragionevole di anni. Servono ma in questi anni non ho saputo produrli. Sì, potrei accampare ottimi alibi, alibi altisonanti e oggettivi che mi hanno sicuramente impegnato tempo ed energie ma, al contrario, proprio questi alibi avrebbero dovuto costituire degli stimoli, stimoli per dipingere uno scenario diverso da quello precedente. Avrei dovuto già oggi ritrovarmi su un palcoscenico con fondali che non sarebbero dovuti essere una brutta copia stinta e invecchiata di quelli precedenti. Ho perso tempo, insomma, ho perso delle opportunità. Non ho saputo crescere. Non ho saputo far evolvere quell'ammasso preponderante della mia esistenza alla luce di quella parte nuova che sta emergendo, che fa fatica ad emergere, che è minoritaria ed oppressa dall'altra, ma esiste e vuole farsi largo.