C'era una volta...

1. Le cose - scriverle per non dimenticarle.


 
  E' la magia del vetro.. proteggere senza imprigionare... stare in un posto e poter vedere ovunque, avere un tetto e vedere il cielo... sentirsi dentro e sentirsi fuori, contemporaneamente... un’astuzia, nient’altro che un’astuzia... se lei vuole una cosa e però ne ha paura non ha che da mettere un vetro in mezzo... tra lei e quella cosa... potrà andarle vicinissimo eppure rimarrà al sicuro... Non c’è altro... io metto pezzi di mondo sotto vetro perché quello è un modo di salvarsi... si rifugiano i desideri, lì dentro... al riparo dalla paura... una tana meravigliosa e trasparente.. Lo capisce, lei, tutto questo?  - Cosa sono le schifezze?- Sono cose che nella vita non bisogna fare.- E ce n'è tante?- Dipende. Se uno ha tanta fantasia, può fare molte schifezze. Se uno è scemo magari passa tutta la vita e non gliene viene in mente nemmeno una.La cosa si complicava. Pekish se ne accorse. Si tolse gli occhiali e lasciò perdere Jobbard, i tubi e le altre storie.- Mettiamola così. Uno si alza al mattino, fa quel che deve fare e poi la sera va a dormire. E li i casi sono due: o è in pace con se stesso, e dorme, o non è in pace con se stesso e allora non dorme. Capisci?- Si.- Dunque bisogna arrivare alla sera in pace con se stessi. Questo è il problema. E per risolverlo c'è una strada molto semplice: restare puliti.- Puliti?- Puliti dentro, che vuol dire non aver fatto niente di cui doversi vergognare. E fin qui non c'è niente di complicato.- No.- Il complicato arriva quando uno si accorge che ha un desiderio di cui si vergogna: ha una voglia pazzesca di qualcosa che non si può fare, o è orrendo, o fa del male a qualcuno. Okay?- Okay.- E allora si chiede: devo starlo a sentire questo desiderio o devo togliermelo dalla testa?- Già.- Già. Uno ci pensa e alla fine decide. Per cento volte se lo toglie dalla testa, poi arriva il giorno che se lo tiene e decide di farla quella cosa di cui ha tanta voglia: e la fa: ed eccola li la schifezza.- Però non dovrebbe farla, vero, la schifezza?- No. Ma sta' attento: dato che non siamo calzini ma persone, non siamo qui con il fine principale di essere puliti. I desideri sono la cosa più importante che abbiamo e non si può prenderli in giro più di tanto. Così, alle volte, vale la pena di non dormire per star dietro ad un proprio desiderio. Si fa la schifezza e poi si paga. E' solo questo davvero importante: che quando arriva il momento di pagare uno non pensi a scappare e stia lì, dignitosamente, a pagare. Solo questo è importante.Pehnt stette un po' a pensare.- Ma quante volte lo si può fare?- Cosa?- Fare schifezze.- Non troppe, se si vuole riuscire a dormire ogni tanto.- Dieci?- Magari un po' meno. Se sono vere schifezze, un po' meno.- Cinque?- Diciamo due. poi se ne scappa qualcun'altra.- Due?- Due. [...]280. Schifezze - un paio nella vita. E' una specie di gioco. Serve quando hai lo schifo addosso, che proprio non c'è verso di togliertelo. Allora ti rannicchi da qualche parte, chiudi gli occhi, e inizi ad inventarti delle storie. Quel che ti viene. Ma lo devi fare bene. Con tutti i particolari. E quello che la gente dice, e i colori, e i suoni. Tutto. E lo schifo a poco a poco se ne va. Poi torna, è ovvio, ma intanto, per un po', l'hai fregato. Ma quando ti viene quella voglia di piangere pazzesca, che proprio ti strizza tutto, che non la riesci a fermare, allora non c’è verso di spiaccicare una sola parola, non esce più niente, ti torna tutto indietro, tutto dentro, ingoiato da quei dannati singhiozzi, naufragato nel silenzio di quelle stupide lacrime. Maledizione. Con tutto quello che uno vorrebbe dire.. E invece niente, non esce fuori niente...Si può esser fatti peggio di così? [Castelli di rabbia, Alessandro Baricco]