Intanto ringrazio tutti quelli che hanno ritenuto di scrivere e di intervenire, anche quelli che ce l'hanno con la mia categoria e che non gliene frega niente se l'Alitalia fallisce, ecc. ecc. Dico subito che la rabbia ed il risentimento della gente è comprensibile, ma forse è solo indirizzata male. Anche io sono un contribuente, ed essendo pur sempre un dipendente ed avendo un sostituto d'imposta, sono uno di quelli che può dire che paga le tasse, sino all'ultima lira. Quindi il peso del debito dell'Alitalia ricade anche su di me, come su di chiunque altro. Ed allora perchè non cerchiamo di scoprire con chi ce la dobbbiamo prendere, chi ha causato tutto questo disastro? Credo però che, per fare questa operazione, dobbiamo distogliere lo sguardo dal personale front line, i naviganti, cioè, ed il personale operativo di supporto strettamente necessario al core buiseness, e cercare altrove. Devo dire che oramai ci siamo abituati a prenderci gli improperi di coloro i quali, vedendo noi, non tralasciano occasione per attaccarci, magari mentre cerchiamo di fare il nostro lavoro, sugli aerei, ai chek in , ecc.Forse in tempi ormai lontani, anche le nostre categorie hanno approfittato di una cultura e di una situazione in cui per tutti pagava pantalone, non c'era l'Europa, non c'era praticamente concorrenza, un eccesso di protezione da parte di certo sindacato, ecc. ecc., ma è ormai da tempo che non è più così. Sono ormai lunghi anni che, a fronte di una crisi sempre più grave, viene chiesta solidarietà, sacrifici e quant'altro, e non ci siamo mai sottratti alle nostrre respnsabilità, tanto che oggi siamo fortemente al di sotto della media delle retribuzioni europee. E' chiaro che un pilota guadagna di più di un metalmeccanico, con tutto il rispetto per i metalmeccanici,e le ragioni sono talmente evidenti e scontate che non sto qui ad enumerarle.Il costo del lavoro è il più basso d'Europa, gli aeroplani sono sempre pieni, e, nonostante tutti gli sprechi ed i costi eccessivi, io ancora non mi capacito dove vada a finire tutto questo fiume di danaro di perdite che si genera.Come mai l'Air France, la prima compagnia al mondo per profitti, ha il doppio del nostro personale per aeroplano ed un costo del lavoro che è del 30% suoeriore al nostro..? E' questo il punto, la trasparenza. L'opinione pubblica, invece che prendersela con chi al mattino si alza ed affronta sino a 13 (tredici) ore di servizio, dovrebbe pretendere che qualcuno gli spieghi i conti, e dica chiaramente dov'è che si perde, proprio perchè l'azienda è ancora pubblica e, quindi, le perdite sono di tutti, e chi ha sbagliato per incapacità o peggio, dovrebbe risponderne, perchè ha giocato con i soldi del popolo italiano, e non con i suoi.A proposito di questo voglio anche dire che quando un'azienda è pubblica, vuole dire che appartiene alla collettività, e quindi i doveri di una sana gestione dovrebbero essere ancora più forti e sotto controllo stretto. Pubblica non significa che appartiene al potentato politico di turno che ne fà ciò che vuole lasciandola precipitare nel baratro.Adesso tutti si stracciano le vesti, quando dovrebbero semplicemente fare un passo indietro e lasciare alla società civile quello che gli appartiene.Continuate a scrivere...un saluto a tutti
Forza...scrivete!!!
Intanto ringrazio tutti quelli che hanno ritenuto di scrivere e di intervenire, anche quelli che ce l'hanno con la mia categoria e che non gliene frega niente se l'Alitalia fallisce, ecc. ecc. Dico subito che la rabbia ed il risentimento della gente è comprensibile, ma forse è solo indirizzata male. Anche io sono un contribuente, ed essendo pur sempre un dipendente ed avendo un sostituto d'imposta, sono uno di quelli che può dire che paga le tasse, sino all'ultima lira. Quindi il peso del debito dell'Alitalia ricade anche su di me, come su di chiunque altro. Ed allora perchè non cerchiamo di scoprire con chi ce la dobbbiamo prendere, chi ha causato tutto questo disastro? Credo però che, per fare questa operazione, dobbiamo distogliere lo sguardo dal personale front line, i naviganti, cioè, ed il personale operativo di supporto strettamente necessario al core buiseness, e cercare altrove. Devo dire che oramai ci siamo abituati a prenderci gli improperi di coloro i quali, vedendo noi, non tralasciano occasione per attaccarci, magari mentre cerchiamo di fare il nostro lavoro, sugli aerei, ai chek in , ecc.Forse in tempi ormai lontani, anche le nostre categorie hanno approfittato di una cultura e di una situazione in cui per tutti pagava pantalone, non c'era l'Europa, non c'era praticamente concorrenza, un eccesso di protezione da parte di certo sindacato, ecc. ecc., ma è ormai da tempo che non è più così. Sono ormai lunghi anni che, a fronte di una crisi sempre più grave, viene chiesta solidarietà, sacrifici e quant'altro, e non ci siamo mai sottratti alle nostrre respnsabilità, tanto che oggi siamo fortemente al di sotto della media delle retribuzioni europee. E' chiaro che un pilota guadagna di più di un metalmeccanico, con tutto il rispetto per i metalmeccanici,e le ragioni sono talmente evidenti e scontate che non sto qui ad enumerarle.Il costo del lavoro è il più basso d'Europa, gli aeroplani sono sempre pieni, e, nonostante tutti gli sprechi ed i costi eccessivi, io ancora non mi capacito dove vada a finire tutto questo fiume di danaro di perdite che si genera.Come mai l'Air France, la prima compagnia al mondo per profitti, ha il doppio del nostro personale per aeroplano ed un costo del lavoro che è del 30% suoeriore al nostro..? E' questo il punto, la trasparenza. L'opinione pubblica, invece che prendersela con chi al mattino si alza ed affronta sino a 13 (tredici) ore di servizio, dovrebbe pretendere che qualcuno gli spieghi i conti, e dica chiaramente dov'è che si perde, proprio perchè l'azienda è ancora pubblica e, quindi, le perdite sono di tutti, e chi ha sbagliato per incapacità o peggio, dovrebbe risponderne, perchè ha giocato con i soldi del popolo italiano, e non con i suoi.A proposito di questo voglio anche dire che quando un'azienda è pubblica, vuole dire che appartiene alla collettività, e quindi i doveri di una sana gestione dovrebbero essere ancora più forti e sotto controllo stretto. Pubblica non significa che appartiene al potentato politico di turno che ne fà ciò che vuole lasciandola precipitare nel baratro.Adesso tutti si stracciano le vesti, quando dovrebbero semplicemente fare un passo indietro e lasciare alla società civile quello che gli appartiene.Continuate a scrivere...un saluto a tutti