Libertà va cercando, ch’è sì cara Come sa chi per lei vita rifiuta Così Virgilio a Catone, nel Purgatorio, riferendosi a Dante perché l’austero Catone non ne ostacolasse il viaggio. Questa è un distico che campeggia, nella mia memoria affollata da, anni. Ma perché non si sente più parlare di libertà, al di fuori della strumentalizzazione ipocrita della politica? Di “benessere” di “diritto alla salute” di “estetica”, sì, ma perché non di “libertà”? Sarà l’influsso del “pensiero debole”, ci si rifugia sull’effimero perché l’assoluto è una mèta disperante? Eppure, io credo, è una nostra intima esigenza, non siamo uomini o donne se non siamo liberi, se non possiamo esercitare il nostro giudizio senza condizionamenti, altrimenti si vive nella paura… Eh sì, perché, dove non c’è libertà c’è paura… Solo i cantanti e i poeti hanno il coraggio di affrontare questo tema, gli intellettuali tacciono, o si limitano ad abbaiare lì dove nessuno li può contraddire, e questo non è accettabile.L’opportunità di confrontarsi in rete (e qui cito, se non ricordo male, Max Gazzè) è forse la più grande rivoluzione “democratica” del nostro secolo, una opportunità che è bene cogliere, al volo
Post N° 21
Libertà va cercando, ch’è sì cara Come sa chi per lei vita rifiuta Così Virgilio a Catone, nel Purgatorio, riferendosi a Dante perché l’austero Catone non ne ostacolasse il viaggio. Questa è un distico che campeggia, nella mia memoria affollata da, anni. Ma perché non si sente più parlare di libertà, al di fuori della strumentalizzazione ipocrita della politica? Di “benessere” di “diritto alla salute” di “estetica”, sì, ma perché non di “libertà”? Sarà l’influsso del “pensiero debole”, ci si rifugia sull’effimero perché l’assoluto è una mèta disperante? Eppure, io credo, è una nostra intima esigenza, non siamo uomini o donne se non siamo liberi, se non possiamo esercitare il nostro giudizio senza condizionamenti, altrimenti si vive nella paura… Eh sì, perché, dove non c’è libertà c’è paura… Solo i cantanti e i poeti hanno il coraggio di affrontare questo tema, gli intellettuali tacciono, o si limitano ad abbaiare lì dove nessuno li può contraddire, e questo non è accettabile.L’opportunità di confrontarsi in rete (e qui cito, se non ricordo male, Max Gazzè) è forse la più grande rivoluzione “democratica” del nostro secolo, una opportunità che è bene cogliere, al volo