Domenica mattina, inverno. Pioggia sui vetri del mio tetto. Il Motorola con lo squillo insistente mi riporta nel mondo dei vivi. Arranco per rispondere ma è troppo tardi. Non ho fatto a tempo. Pazienza richiamerà. Richiudo gli occhi per godere del rumore della pioggia, nel silenzio assoluto di una città immobile. Culla naturale di risvegli e assopimenti invernali. Ci vorrebbe la colazione ma non ho voglia d'alzarmi. Il citofono suona. 'Sticazzi, non aspetto nessuno. Non ci sono a casa. Suona ancora. Feroce squarcia il silenzio con una cattiveria inaudita. Suona ancora a lungo. Un lamento. Mi alzo e rispondo scocciato.- Chi cazzo è?- Sandro apri, sono La Cinzia.- Cinzia?- La Cinzia! Quante cazzo di Cinzia conosci?La zeta strana propria dell'emilia romagna non lascia dubbi è Cinzia, anzi "La Cinzia". La gatta. La chiamo così perché... Vabbè poi ve lo dico, non voglio farla aspettare di più.- Che vuol dire quante cinzie conosco?- Sono fradicia fino alle ossa, mi apri o no?- Si certo, sali.Apro e mi infilo un paio di calzoni. Nel piumino dormo nudo. Apro un pochino la porta e comincio a preparare la macchina per il caffè. Quella da quattro, se "La Cinzia" è bagnata quanto dice, le farà bene. Tiro fuori il latte e lo verso nel tegame e metto tutto sul fuoco. La porta si apre e La Cinzia entra. E' davvero tutta bagnata.Mi guarda con un espressione truce.- Stai preparando il caffè?- Certo.- Per me fallo doppio! Quanto cazzo piove!- Vai in bagno e fatti una doccia calda, ti porto qualcosa di asciutto da mettere.La Cinzia va in bagno e sento scorrere l'acqua della doccia. Accendo la caldaia e faccio partire i riscaldamenti. Il caffè esce, il latte bolle, preparo la tavola per due. Prendo una tuta dall'armadio, entro nel bagno e metto i vestiti bagnati sul calorifero. Nella trasparenza della doccia intravedo La Cinzia che si insapona. Il vapore ha invaso tutto il bagno. Mi sono sempre chiesto come fanno le donne a lavarsi con l'acqua così calda. Io impazzirei. - La colazione è pronta Cinzia.- Perché non rispondi al telefono?- Eri tu? Non ho fatto a tempo. Dormivo.- Il sonno del guerriero, eh?- No il sonno dello stanco.- Notte brava ieri?- No. Notte di lavoro. Dovevo finire di compilare i moduli per il lavoro e consegnarli entro oggi alla commercialista.- La commercialista di domenica?- Si. Poi parte, va a Roma e non sapevo come consegnarli, mi fa un favore e passa a prenderli all'ora di pranzo.- Si e dato che ci sta si prende anche qualcos'altro...- Già come lo sai che deve prendere anche gli assegni da portare in centrale?L'acqua viene chiusa e lo scorrevole del box doccia si apre. Cinzia nuda, bagnata allunga la mano verso l'accappatoio che gli tendo. E' senza trucco, le lentiggini intorno al naso sono una cosa che mi fa impazzire, ma non le ho mai detto quanto mi piacciono.- Mi riferivo a un'altra cosa. FalsoFesso.- FalsoFesso?- Si fai finta di non capire.- Cosa?- Che te e la commercialista ve la intendete.- Lei? Si magari. Non potrebbe succedere nulla tra noi.- Perché?- Perché è più facile che gli piaci tu che io. E' Gay.- Come no. Andiamo a fare colazione. Posso mettere queste pantofole?- No ora te ne porto altre, quelle sono le mie piattine da doccia, sentiresti freddo.Le porto le pantofole invernali, che non metto mai, quelle che mi hanno regalato a natale. Andiamo in cucina, ci sediamo e cominciamo a mangiare.- Cosa ti porta qui a quest'ora di domenica?- Avevo voglia di farmi una doccia da te.- E Marco?- E' in trasferta. Sono partiti ieri sera col gruppo di ultrà.- E' vero. Giochiamo in trasferta. Dove?- In Sicilia. - Capisco. Un viaggione.Si avvicina con la bocca alla tazza e l'accappatoio si apre un poco, mostrando un accenno di seno. E' incredibile di quanto mi ecciti di più un particolare di Cinzia che vederla completamente nuda.- Hai lavorato ieri sera o ti sei visto con qualche puttanella delle tue amiche?Il tono di voce è incattivito. - Ti ho detto che ho dovuto lavorare.- Non ti credo.- Perché dovrei mentirti?- Perchè sai che sono gelosa.- Gelosa? Ma se sei sposata e vieni solo quando Marco non c'è. Come puoi pretendere d'essere gelosa?- Lo sono e basta. Poi con Marco non facciamo l'amore da un anno.- Più o meno da quanto facciamo l'amore noi.- Più o meno. Solo che io lo faccio solo con te, tu invece...- Io invece cosa?- Tu invece con la scusa che sei di fuori, te le scopi tutte le tue amichette.- Perché non dovrei?- No! Tu devi farlo solo con me. Chi era quella moretta con cui ti ho visto in pizzeria giovedì?- Tiziana.- Chi è questa Tiziana?- Una ragazza che conosco da una vita. Si è lasciata con il ragazzo un mese fa e mi ha chiesto di uscire per sfogarsi un po'.- E tu l'hai fatta sfogare, immagino.- Si, ovvio. A che servono gli amici?- A letto?- Ma che a letto. Il ragazzo è uno stronzo di quelli incredibili, voleva sfogarsi perché quello che le ha fatto l'ha distrutta. O meglio quello che si è lasciata fare l'ha distrutta.- E tu l'hai consolata.- Non credo che voglia essere consolata per molto tempo. Ha un rigetto per i maschi e non posso biasimarla.- Quindi vuol dire che non te la sei fatta?- No.- Poverina, non sa cosa si è persa.Sorrido, La Cinzia è una stronza provocatrice, gelosa ma eccitante. Le piace ingelosirsi.- Perché ridi?- Perché sei la solita stronza.- Che cazzo di motivi c'hai per trattarmi male?- Chi ti tratta male? Ti ho preparato la colazione, ho messo ad asciugare i panni, ti ho dato le mie pantofole più calde e l'accappatoio più morbido. Per essere uno che tratta male mi sembra d'aver esagerato sul versante coccole.- Scusa, è che ogni volta che ti vedo...- Cosa.- Lo sai.- Lo so cosa?- Che non ti resisto. Voglio sapere se possiamo fare l'amore sul tuo letto o se mi tocca sentire l'odore di qualcun'altra.- Lenzuola vergini.- Andiamo?- ...Si alza e si avvia in camera, sento che armeggia con lo stereo e mette il CD di Blade Runner. Quando entro in camera, lei è tutta nuda con una mano che si copre il pube e con l'altra si copre i seni. Un'immagine pudica. Falsa. Mi avvicino e la guardo negli occhi nocciola.- Dimmi che cosa mi faresti se non fossi io.- ..?- Se fossi la commercialista e non fosse lesbica, cosa mi faresti?- Ti darei i documenti.- Non fare lo stronzo.Mi abbraccia e mi circonda con le mani. Il suo seno è piccolo ma trovo che sia meraviglioso. I capezzoli sono durissimi, rosa. Comincia a sbottonarmi i pantaloni.- Dai dimmi cosa mi faresti...- E se invece te lo facessi e basta?- Fammi vedere, porcellino......Un paio d'ore dopo, stesi sul letto ad ascoltare la pioggia che batte sul vetro. Il suono del cellulare mi fa sobbalzare. Rispondo, questa volta ci riesco. - Pronto.- Sandro? - Ciao mamma.Mi madre che mi chiama tutte le domeniche, da quando sto in trasferta al nord (dice lei come se lavorassi all'estero), per sapere come sto.- Come stai bello di mamma?- Bene ma'. Tu?La Cinzia nel frattempo si mette in ginocchio e comincia a fare le fusa.- Sto bene, tuo fratello è caduto col motorino ieri.- Si è fatto male?- Non tanto. L'abbiamo portato all'ospedale perché aveva sbattuto la testa.- Aveva il casco?La Cinzia nel frattempo si avvicina baciandomi il petto, continuando a fare le fusa.- Si ce l'aveva, è caduto nella rampa del garage. Per colpa della pioggia.La Cinzia, piano piano è arrivata al mio membro e comincia a mordicchiarlo, sempre facendo le fusa. La voce di mia madre diventa un suono piatto e monotono e cerco di concentrarmi su ciò che dice, ma soprattutto su ciò che devo risponderle.- ... Il motorino si è solo graffiato, ma sai com'è fatto tuo fratello, ha detto che è da buttare, che non salirà mai più su un mezzo a due ruote, che se deve andare da qualche parte ci va coi mezzi...La Cinzia ora è nel bel mezzo di una fellatio e io non ci capisco più niente, effettuando una rotazione, mi mette in faccia il suo culo esponendo così la sua passera rasata, rosa vivo. Sempre facendo le fusa.- Sandro ma ci sei?- Si ma'. Solo che dormivo e...- Sandro ma che è sto rumore, sembra che c'hai il gatto.- Infatti. Marco, un mio amico, è dovuto andare in Sicilia è mi ha lasciato la gatta.- Che razza è?- Boh, ma credo che sia di razza.- E' pelosa?- No. L'ha rasata.- Di inverno? Povera bestia.- Vive in cas.. ah!- Sandro? Tutto bene?- Si mi ha morso. Ti richiamo dopo.- No non serve, ci sentiamo in questi giorni. - Vabbene ma'. BacioNel frattempo La Cinzia ha accellerato, non so come faccia, ma ha un sesto senso per i miei tempi, sa sempre a che punto sto. E continua a fare le fusa.- ... ah. Sandro?Mia madre, deve sempre ricordarsi qualcosa alla fine delle telefonate.- Siii?- Quando vieni?- Oraaaaaaa!
La gatta.
Domenica mattina, inverno. Pioggia sui vetri del mio tetto. Il Motorola con lo squillo insistente mi riporta nel mondo dei vivi. Arranco per rispondere ma è troppo tardi. Non ho fatto a tempo. Pazienza richiamerà. Richiudo gli occhi per godere del rumore della pioggia, nel silenzio assoluto di una città immobile. Culla naturale di risvegli e assopimenti invernali. Ci vorrebbe la colazione ma non ho voglia d'alzarmi. Il citofono suona. 'Sticazzi, non aspetto nessuno. Non ci sono a casa. Suona ancora. Feroce squarcia il silenzio con una cattiveria inaudita. Suona ancora a lungo. Un lamento. Mi alzo e rispondo scocciato.- Chi cazzo è?- Sandro apri, sono La Cinzia.- Cinzia?- La Cinzia! Quante cazzo di Cinzia conosci?La zeta strana propria dell'emilia romagna non lascia dubbi è Cinzia, anzi "La Cinzia". La gatta. La chiamo così perché... Vabbè poi ve lo dico, non voglio farla aspettare di più.- Che vuol dire quante cinzie conosco?- Sono fradicia fino alle ossa, mi apri o no?- Si certo, sali.Apro e mi infilo un paio di calzoni. Nel piumino dormo nudo. Apro un pochino la porta e comincio a preparare la macchina per il caffè. Quella da quattro, se "La Cinzia" è bagnata quanto dice, le farà bene. Tiro fuori il latte e lo verso nel tegame e metto tutto sul fuoco. La porta si apre e La Cinzia entra. E' davvero tutta bagnata.Mi guarda con un espressione truce.- Stai preparando il caffè?- Certo.- Per me fallo doppio! Quanto cazzo piove!- Vai in bagno e fatti una doccia calda, ti porto qualcosa di asciutto da mettere.La Cinzia va in bagno e sento scorrere l'acqua della doccia. Accendo la caldaia e faccio partire i riscaldamenti. Il caffè esce, il latte bolle, preparo la tavola per due. Prendo una tuta dall'armadio, entro nel bagno e metto i vestiti bagnati sul calorifero. Nella trasparenza della doccia intravedo La Cinzia che si insapona. Il vapore ha invaso tutto il bagno. Mi sono sempre chiesto come fanno le donne a lavarsi con l'acqua così calda. Io impazzirei. - La colazione è pronta Cinzia.- Perché non rispondi al telefono?- Eri tu? Non ho fatto a tempo. Dormivo.- Il sonno del guerriero, eh?- No il sonno dello stanco.- Notte brava ieri?- No. Notte di lavoro. Dovevo finire di compilare i moduli per il lavoro e consegnarli entro oggi alla commercialista.- La commercialista di domenica?- Si. Poi parte, va a Roma e non sapevo come consegnarli, mi fa un favore e passa a prenderli all'ora di pranzo.- Si e dato che ci sta si prende anche qualcos'altro...- Già come lo sai che deve prendere anche gli assegni da portare in centrale?L'acqua viene chiusa e lo scorrevole del box doccia si apre. Cinzia nuda, bagnata allunga la mano verso l'accappatoio che gli tendo. E' senza trucco, le lentiggini intorno al naso sono una cosa che mi fa impazzire, ma non le ho mai detto quanto mi piacciono.- Mi riferivo a un'altra cosa. FalsoFesso.- FalsoFesso?- Si fai finta di non capire.- Cosa?- Che te e la commercialista ve la intendete.- Lei? Si magari. Non potrebbe succedere nulla tra noi.- Perché?- Perché è più facile che gli piaci tu che io. E' Gay.- Come no. Andiamo a fare colazione. Posso mettere queste pantofole?- No ora te ne porto altre, quelle sono le mie piattine da doccia, sentiresti freddo.Le porto le pantofole invernali, che non metto mai, quelle che mi hanno regalato a natale. Andiamo in cucina, ci sediamo e cominciamo a mangiare.- Cosa ti porta qui a quest'ora di domenica?- Avevo voglia di farmi una doccia da te.- E Marco?- E' in trasferta. Sono partiti ieri sera col gruppo di ultrà.- E' vero. Giochiamo in trasferta. Dove?- In Sicilia. - Capisco. Un viaggione.Si avvicina con la bocca alla tazza e l'accappatoio si apre un poco, mostrando un accenno di seno. E' incredibile di quanto mi ecciti di più un particolare di Cinzia che vederla completamente nuda.- Hai lavorato ieri sera o ti sei visto con qualche puttanella delle tue amiche?Il tono di voce è incattivito. - Ti ho detto che ho dovuto lavorare.- Non ti credo.- Perché dovrei mentirti?- Perchè sai che sono gelosa.- Gelosa? Ma se sei sposata e vieni solo quando Marco non c'è. Come puoi pretendere d'essere gelosa?- Lo sono e basta. Poi con Marco non facciamo l'amore da un anno.- Più o meno da quanto facciamo l'amore noi.- Più o meno. Solo che io lo faccio solo con te, tu invece...- Io invece cosa?- Tu invece con la scusa che sei di fuori, te le scopi tutte le tue amichette.- Perché non dovrei?- No! Tu devi farlo solo con me. Chi era quella moretta con cui ti ho visto in pizzeria giovedì?- Tiziana.- Chi è questa Tiziana?- Una ragazza che conosco da una vita. Si è lasciata con il ragazzo un mese fa e mi ha chiesto di uscire per sfogarsi un po'.- E tu l'hai fatta sfogare, immagino.- Si, ovvio. A che servono gli amici?- A letto?- Ma che a letto. Il ragazzo è uno stronzo di quelli incredibili, voleva sfogarsi perché quello che le ha fatto l'ha distrutta. O meglio quello che si è lasciata fare l'ha distrutta.- E tu l'hai consolata.- Non credo che voglia essere consolata per molto tempo. Ha un rigetto per i maschi e non posso biasimarla.- Quindi vuol dire che non te la sei fatta?- No.- Poverina, non sa cosa si è persa.Sorrido, La Cinzia è una stronza provocatrice, gelosa ma eccitante. Le piace ingelosirsi.- Perché ridi?- Perché sei la solita stronza.- Che cazzo di motivi c'hai per trattarmi male?- Chi ti tratta male? Ti ho preparato la colazione, ho messo ad asciugare i panni, ti ho dato le mie pantofole più calde e l'accappatoio più morbido. Per essere uno che tratta male mi sembra d'aver esagerato sul versante coccole.- Scusa, è che ogni volta che ti vedo...- Cosa.- Lo sai.- Lo so cosa?- Che non ti resisto. Voglio sapere se possiamo fare l'amore sul tuo letto o se mi tocca sentire l'odore di qualcun'altra.- Lenzuola vergini.- Andiamo?- ...Si alza e si avvia in camera, sento che armeggia con lo stereo e mette il CD di Blade Runner. Quando entro in camera, lei è tutta nuda con una mano che si copre il pube e con l'altra si copre i seni. Un'immagine pudica. Falsa. Mi avvicino e la guardo negli occhi nocciola.- Dimmi che cosa mi faresti se non fossi io.- ..?- Se fossi la commercialista e non fosse lesbica, cosa mi faresti?- Ti darei i documenti.- Non fare lo stronzo.Mi abbraccia e mi circonda con le mani. Il suo seno è piccolo ma trovo che sia meraviglioso. I capezzoli sono durissimi, rosa. Comincia a sbottonarmi i pantaloni.- Dai dimmi cosa mi faresti...- E se invece te lo facessi e basta?- Fammi vedere, porcellino......Un paio d'ore dopo, stesi sul letto ad ascoltare la pioggia che batte sul vetro. Il suono del cellulare mi fa sobbalzare. Rispondo, questa volta ci riesco. - Pronto.- Sandro? - Ciao mamma.Mi madre che mi chiama tutte le domeniche, da quando sto in trasferta al nord (dice lei come se lavorassi all'estero), per sapere come sto.- Come stai bello di mamma?- Bene ma'. Tu?La Cinzia nel frattempo si mette in ginocchio e comincia a fare le fusa.- Sto bene, tuo fratello è caduto col motorino ieri.- Si è fatto male?- Non tanto. L'abbiamo portato all'ospedale perché aveva sbattuto la testa.- Aveva il casco?La Cinzia nel frattempo si avvicina baciandomi il petto, continuando a fare le fusa.- Si ce l'aveva, è caduto nella rampa del garage. Per colpa della pioggia.La Cinzia, piano piano è arrivata al mio membro e comincia a mordicchiarlo, sempre facendo le fusa. La voce di mia madre diventa un suono piatto e monotono e cerco di concentrarmi su ciò che dice, ma soprattutto su ciò che devo risponderle.- ... Il motorino si è solo graffiato, ma sai com'è fatto tuo fratello, ha detto che è da buttare, che non salirà mai più su un mezzo a due ruote, che se deve andare da qualche parte ci va coi mezzi...La Cinzia ora è nel bel mezzo di una fellatio e io non ci capisco più niente, effettuando una rotazione, mi mette in faccia il suo culo esponendo così la sua passera rasata, rosa vivo. Sempre facendo le fusa.- Sandro ma ci sei?- Si ma'. Solo che dormivo e...- Sandro ma che è sto rumore, sembra che c'hai il gatto.- Infatti. Marco, un mio amico, è dovuto andare in Sicilia è mi ha lasciato la gatta.- Che razza è?- Boh, ma credo che sia di razza.- E' pelosa?- No. L'ha rasata.- Di inverno? Povera bestia.- Vive in cas.. ah!- Sandro? Tutto bene?- Si mi ha morso. Ti richiamo dopo.- No non serve, ci sentiamo in questi giorni. - Vabbene ma'. BacioNel frattempo La Cinzia ha accellerato, non so come faccia, ma ha un sesto senso per i miei tempi, sa sempre a che punto sto. E continua a fare le fusa.- ... ah. Sandro?Mia madre, deve sempre ricordarsi qualcosa alla fine delle telefonate.- Siii?- Quando vieni?- Oraaaaaaa!