Il silenzio della mia strada in questi giorni è allucinante! Poche macchine, poche persone, ristoranti e altre attività commerciali chiuse, rendono il luogo irreale. Mi affaccio spesso alla finestra e ciò che vedo, non è desolante. Una strada con mille parcheggi in più, una città svuotata senza troppi rumori. Durante una di queste escursioni "finestriere" mi imbatto in una scena da "finestra sul cortile" solo che anziché visiva, potremmo definirla uditiva. La temperatura impone imposte spalancate che espongono al mondo nudità e intimità al limite. Il palazzo di fronte al mio è troppo lontano per essere dei guardoni, ed esistono nudità più scabrose di quelle fisiche. Insomma per farla breve, sento la voce di un uomo che urla e quella di una donna che risponde. devono essere gli inquilini dell'appartamento a me sottostante. Sono venuti da poco e li avrò intravisti insieme si e no una decina di volte. L'unica cosa che so è che lei prende lavora al centro ed è una bella donna.- BASTA! non ce la faccio più.- COSA? Tu non ce la fai più, allora io cosa dovrei dire?- Mi hai rotto i coglioni. Compriamo la televisione, compriamo la televisione, e poi... mi fai mille storie se la guardo. Tanto valeva comprare un quadro, non credi?- Ma fammi il piacere. Io pensavo che avremmo guardato la televisione insieme, qualche volta di sera. Non che ti ci saresti piantato di fronte a vita. Manco fosse una missione.- La missione sai qual'è? Sopportare i tuoi sbalzi di umore. Ecco qual'è.- Cosa c'entra il mio umore con il fatto che passi ore e ore di fronte all tv e non mi fili?- Come non ti filo. E tutti i baci che ti do?- Quali? Quello che mi dai quando rientri? O quello che mi dai quando vieni a letto prima di addormentarmi?- Stando a quello che dici ti bacerei due volte al giorno...- Si e di domenica una volta sola.- E non ti bastano?- Non sia mai che il signorino si spreca.- Perché tu che fai di diverso?- Io ho mille premure per te. Ti preparo la colazione, il pranzo, la cena, lavo, stiro le tue camicie...- Siamo al rinfaccio ora?- L'hai voluto sapere tu cosa facevo, no?- Io lavoro dieci ore al giorno per tutta la settimana, se ti pare poco...- Anche io lavoro.- Ah se quello me lo chiami lavoro.- Lavorare in un call-center è faticoso.- Come no. "Buongiorno signora sono Rachele. Come posso aiutarla? No mi dispiace non forniamo questo servizio, chiami l'interno tal de tali.." Sai che bella fatica.- Invece il tuo lavoro ti spella le mani e ti spacca la schiena, manco lavorassi in fabbrica.- Il mio lavoro è un lavoro di concetto, te l'ho detto milioni di volte. Mi devo concentrare. Ho un sacco di responsabilità. - Certo scegliere le immagini che devono andare in onda in un programma che non fa ascolti è proprio il massimo. Non so se sei più sfigato tu o il presentatore della trasmissione.- Guarda che il conduttore è un professionista.- Si come Pippo Baudo e Mike Bongiorno.- Di più!- Buon per lui, ma questo non innalza il tuo ruolo a regista. Sei solo un collaboratore aiuto dell'aiuto dell'aiuto. Più che una professione sembrerebbe un'invocazione di una persona che affoga.- Affogo si. Nel mare di cazzate che spari.- Lo vedi? sei offensivo. Sai che vuol dire? Che non hai argomenti, quindi offendi...- Ha parlato la sociologa.- Ho proprio quella di laurea...- Vuoi farmi pesare che io non sono laureato?- Io? Guarda che hai parlato tu di titoli di studio.- ...- Comunque non dico che non devi guardare la televisione. Dico solo che ho bisogno di maggiori attenzioni.- Allora fatti un amante.- Scherza. Tanto prima o poi me lo faccio davvero, l'amante, poi vediamo se ridi.- Perché me lo verresti a dire?- Certo, sennò che divertimento ci sarebbe.- E come lo troveresti questo amante?- Niente di più facile. Per una donna "volere è potere"- Si vabbè. Dimmi concretamente, dove lo andresti a cercare?- Sul posto di lavoro, per esempio, sull'atuobus, al bar, al supermarket. I posti non mancano. Poi, ci sono ancora molti uomini che mi guardano.- Quindi mi stai dicendo che mi tradiresti?- Non l'ho fatto fino ad oggi, ma se continui ad ignorarmi, dovrò cercare altrove.- Non ne saresti capace.- Non credi che sarei capace di andare a letto con qualcun altro?- Non dico questo. Sto dicendo che non saresti capace di andare a letto col primo che capita.- Infatti mica ho detto il primo che capita. Per esempio c'è un tipo che prende l'autobus che spesso incontro alla fermata e facciamo il viaggio fino al capolinea. Fino a oggi non mi ha rivolto la parola, ma lo vedo come mi guarda. E' anche un bel tipo.- Hai capito la stronza. Ciocca le persone sull'autobus.- Semmai vengo cioccata. Sai quanto mi da fastidio quando parli coatto.- Coatto? Senti chi parla. Ti ho sposata che dicevi cioè ogni tre parole.- Si ma ho fatto "dizione" ora so come si parla. - Comunque non cambi discorso così facilmente. Come hai detto che si chiama questo tizio?- Ti ho detto che non ci ho mai parlato.- Si come no... Descrivimelo un po'.- Sarà alto un metro e ottanta, ha i capelli brizzolati, lo sguardo profondo e poi è sempre vestito con garbo. Non è grasso, ma nemmeno magro. Un bel tipo. Certo non un figone da pubblicità, ma secondo me è uno di quelli che ci sanno fare. Poi mi guarda in un modo così educato. Ma io lo sento che segretamente si fa mille storie. Pensa che all'inizio credevo che aspettasse me.- Insomma un tipo che ti risulta...- Già.- E tu mi tradiresti con un tipo così?- Perché no. Anzi ti dico di più, abita nel nostro stesso palazzo.- Non sai come si chiama ma sai dove abita?- Esatto. - Non sarà quello che abita qui sopra?- Forse.- Allora sto in una botte di ferro.- Perché?- Dicono che è dell'altra sponda.- Non credo. L'altra sera ho sentito dei rumori inequivocabili e la voce di una donna che gemeva. Per quello ho detto che secondo me ci sa fare.- Mi stai facendo ingelosire.- Che ci vuoi fare?- E se me la facessi io l'amante?- No! non sei giustificato. A casa hai una donna che vuole fare l'amore ogni sera. Non una che si mette davanti al televisore e si nega con un "mal di testa" o con la scusa che deve vedere la partita...- Quindi tu saresti autorizzata e io no.- Si. Sai mi piacerebbe essere corteggiata. E poi indotta a fare cose...- Ti stai eccitando?- Già.- E io che dovrei fare?- Che ne so, vai a vedere la televisione, a quest'ora c'è sempre qualche partita su sky. Io vado a fare una passeggiata. Magari trovo il tipo...- E che faresti?- Gli parlerei chiaramente. Non mi pare il tipo complessato dalle donne.- E che gli diresti.- Che voglio essere scopata.- E basta?- No. Voglio essere legata, usata, comandata, insultata, voglio raggiungere mille orgasmi...- Vieni qua che ti facci vedere io.- Che fai?- Ora vedi.- Mi tiri i capelli.- Beh? 'Sticazzi! Ora ti lego al letto...- Ma che ti prende?- Guarda come mi hai eccitato...- Oh mamma mia.- Vedi quanto è duro?- Oh mamma miaa.- Ora ci penso io a te.- Non hai capito. C'e mia madre.- ...- ...- Mi scusi signora, non l'avevo sentita entrare- Rivesti scostumato!- Mamma, che ci fai qui?- Sono venuta perché il telefono è fuori posto e mi sono preoccupata. A quanto vedo facevo bene a preoccuparmi. E tu slega mia figlia. Degenerato!- Subito signora.- Mamma, non ti intromettere nell'intimità.- Intimità? Questa è violenza bella e buona. Ai miei tempi le donne si rispettavano.- Mamma vattene, sono stata io a chiedergli di farlo.- Cosa? Allora sei una degenerata anche tu. Mi hai rovinato una figlia. Ora ti sistemo io.- Signora lasci la scopa. Signora si calmi...Non sono un impiccione, ma alle volte a stare affacciati è meglio della televisione! Molto meglio...
Ore dieci calma piatta
Il silenzio della mia strada in questi giorni è allucinante! Poche macchine, poche persone, ristoranti e altre attività commerciali chiuse, rendono il luogo irreale. Mi affaccio spesso alla finestra e ciò che vedo, non è desolante. Una strada con mille parcheggi in più, una città svuotata senza troppi rumori. Durante una di queste escursioni "finestriere" mi imbatto in una scena da "finestra sul cortile" solo che anziché visiva, potremmo definirla uditiva. La temperatura impone imposte spalancate che espongono al mondo nudità e intimità al limite. Il palazzo di fronte al mio è troppo lontano per essere dei guardoni, ed esistono nudità più scabrose di quelle fisiche. Insomma per farla breve, sento la voce di un uomo che urla e quella di una donna che risponde. devono essere gli inquilini dell'appartamento a me sottostante. Sono venuti da poco e li avrò intravisti insieme si e no una decina di volte. L'unica cosa che so è che lei prende lavora al centro ed è una bella donna.- BASTA! non ce la faccio più.- COSA? Tu non ce la fai più, allora io cosa dovrei dire?- Mi hai rotto i coglioni. Compriamo la televisione, compriamo la televisione, e poi... mi fai mille storie se la guardo. Tanto valeva comprare un quadro, non credi?- Ma fammi il piacere. Io pensavo che avremmo guardato la televisione insieme, qualche volta di sera. Non che ti ci saresti piantato di fronte a vita. Manco fosse una missione.- La missione sai qual'è? Sopportare i tuoi sbalzi di umore. Ecco qual'è.- Cosa c'entra il mio umore con il fatto che passi ore e ore di fronte all tv e non mi fili?- Come non ti filo. E tutti i baci che ti do?- Quali? Quello che mi dai quando rientri? O quello che mi dai quando vieni a letto prima di addormentarmi?- Stando a quello che dici ti bacerei due volte al giorno...- Si e di domenica una volta sola.- E non ti bastano?- Non sia mai che il signorino si spreca.- Perché tu che fai di diverso?- Io ho mille premure per te. Ti preparo la colazione, il pranzo, la cena, lavo, stiro le tue camicie...- Siamo al rinfaccio ora?- L'hai voluto sapere tu cosa facevo, no?- Io lavoro dieci ore al giorno per tutta la settimana, se ti pare poco...- Anche io lavoro.- Ah se quello me lo chiami lavoro.- Lavorare in un call-center è faticoso.- Come no. "Buongiorno signora sono Rachele. Come posso aiutarla? No mi dispiace non forniamo questo servizio, chiami l'interno tal de tali.." Sai che bella fatica.- Invece il tuo lavoro ti spella le mani e ti spacca la schiena, manco lavorassi in fabbrica.- Il mio lavoro è un lavoro di concetto, te l'ho detto milioni di volte. Mi devo concentrare. Ho un sacco di responsabilità. - Certo scegliere le immagini che devono andare in onda in un programma che non fa ascolti è proprio il massimo. Non so se sei più sfigato tu o il presentatore della trasmissione.- Guarda che il conduttore è un professionista.- Si come Pippo Baudo e Mike Bongiorno.- Di più!- Buon per lui, ma questo non innalza il tuo ruolo a regista. Sei solo un collaboratore aiuto dell'aiuto dell'aiuto. Più che una professione sembrerebbe un'invocazione di una persona che affoga.- Affogo si. Nel mare di cazzate che spari.- Lo vedi? sei offensivo. Sai che vuol dire? Che non hai argomenti, quindi offendi...- Ha parlato la sociologa.- Ho proprio quella di laurea...- Vuoi farmi pesare che io non sono laureato?- Io? Guarda che hai parlato tu di titoli di studio.- ...- Comunque non dico che non devi guardare la televisione. Dico solo che ho bisogno di maggiori attenzioni.- Allora fatti un amante.- Scherza. Tanto prima o poi me lo faccio davvero, l'amante, poi vediamo se ridi.- Perché me lo verresti a dire?- Certo, sennò che divertimento ci sarebbe.- E come lo troveresti questo amante?- Niente di più facile. Per una donna "volere è potere"- Si vabbè. Dimmi concretamente, dove lo andresti a cercare?- Sul posto di lavoro, per esempio, sull'atuobus, al bar, al supermarket. I posti non mancano. Poi, ci sono ancora molti uomini che mi guardano.- Quindi mi stai dicendo che mi tradiresti?- Non l'ho fatto fino ad oggi, ma se continui ad ignorarmi, dovrò cercare altrove.- Non ne saresti capace.- Non credi che sarei capace di andare a letto con qualcun altro?- Non dico questo. Sto dicendo che non saresti capace di andare a letto col primo che capita.- Infatti mica ho detto il primo che capita. Per esempio c'è un tipo che prende l'autobus che spesso incontro alla fermata e facciamo il viaggio fino al capolinea. Fino a oggi non mi ha rivolto la parola, ma lo vedo come mi guarda. E' anche un bel tipo.- Hai capito la stronza. Ciocca le persone sull'autobus.- Semmai vengo cioccata. Sai quanto mi da fastidio quando parli coatto.- Coatto? Senti chi parla. Ti ho sposata che dicevi cioè ogni tre parole.- Si ma ho fatto "dizione" ora so come si parla. - Comunque non cambi discorso così facilmente. Come hai detto che si chiama questo tizio?- Ti ho detto che non ci ho mai parlato.- Si come no... Descrivimelo un po'.- Sarà alto un metro e ottanta, ha i capelli brizzolati, lo sguardo profondo e poi è sempre vestito con garbo. Non è grasso, ma nemmeno magro. Un bel tipo. Certo non un figone da pubblicità, ma secondo me è uno di quelli che ci sanno fare. Poi mi guarda in un modo così educato. Ma io lo sento che segretamente si fa mille storie. Pensa che all'inizio credevo che aspettasse me.- Insomma un tipo che ti risulta...- Già.- E tu mi tradiresti con un tipo così?- Perché no. Anzi ti dico di più, abita nel nostro stesso palazzo.- Non sai come si chiama ma sai dove abita?- Esatto. - Non sarà quello che abita qui sopra?- Forse.- Allora sto in una botte di ferro.- Perché?- Dicono che è dell'altra sponda.- Non credo. L'altra sera ho sentito dei rumori inequivocabili e la voce di una donna che gemeva. Per quello ho detto che secondo me ci sa fare.- Mi stai facendo ingelosire.- Che ci vuoi fare?- E se me la facessi io l'amante?- No! non sei giustificato. A casa hai una donna che vuole fare l'amore ogni sera. Non una che si mette davanti al televisore e si nega con un "mal di testa" o con la scusa che deve vedere la partita...- Quindi tu saresti autorizzata e io no.- Si. Sai mi piacerebbe essere corteggiata. E poi indotta a fare cose...- Ti stai eccitando?- Già.- E io che dovrei fare?- Che ne so, vai a vedere la televisione, a quest'ora c'è sempre qualche partita su sky. Io vado a fare una passeggiata. Magari trovo il tipo...- E che faresti?- Gli parlerei chiaramente. Non mi pare il tipo complessato dalle donne.- E che gli diresti.- Che voglio essere scopata.- E basta?- No. Voglio essere legata, usata, comandata, insultata, voglio raggiungere mille orgasmi...- Vieni qua che ti facci vedere io.- Che fai?- Ora vedi.- Mi tiri i capelli.- Beh? 'Sticazzi! Ora ti lego al letto...- Ma che ti prende?- Guarda come mi hai eccitato...- Oh mamma mia.- Vedi quanto è duro?- Oh mamma miaa.- Ora ci penso io a te.- Non hai capito. C'e mia madre.- ...- ...- Mi scusi signora, non l'avevo sentita entrare- Rivesti scostumato!- Mamma, che ci fai qui?- Sono venuta perché il telefono è fuori posto e mi sono preoccupata. A quanto vedo facevo bene a preoccuparmi. E tu slega mia figlia. Degenerato!- Subito signora.- Mamma, non ti intromettere nell'intimità.- Intimità? Questa è violenza bella e buona. Ai miei tempi le donne si rispettavano.- Mamma vattene, sono stata io a chiedergli di farlo.- Cosa? Allora sei una degenerata anche tu. Mi hai rovinato una figlia. Ora ti sistemo io.- Signora lasci la scopa. Signora si calmi...Non sono un impiccione, ma alle volte a stare affacciati è meglio della televisione! Molto meglio...