Musichetta metallica di un Walzer di anni andati. Ripete con ossessiva precisione la stessa melodia.- Sandro, ti suona il telefono.- Grazie. Pronto?- Sandro, dove sei?- Al mare. Ma chi è?- Sandro non cazzeggiare come sarebbe a dire "chi è?"- Sarebbe a dire che non ho capito con chi parlo al telefono.- Sono Rino!- Dove sei? Ti abbiamo aspettato fino alle dieci ieri sera ieri. E meno male che dovevi venire entro l'ora di pranzo. Hai pure spento il telefonino.- Infatti sono le dodici, l'appuntamento era per oggi. Rincoglioniti! E voi non ci siete.- Se ti avessimo aspettato un'altro po'... Addio mare pure oggi.- Vabbè. Ho capito. Come sempre la colpa è la mia. Mi venite ad aprire casa che scarico i bagagli?- Perché non vieni in spiaggia che te le prendi da solo?- Qui tira un'arietta niente male.- A quale lido state?- Al terzo.- Quello sfigato?- Non è più sfigato, ha cambiato gestione. Ora c'è un sacco di movimento in più.- Me lo immagino. Le vecchie babbione col costume intero che ti chiedono aiuto ad uscire dall'acqua e ti fanno gli occhi languidi per tutto il tempo.- Si ci sono pure quelle, ma al bar mettono la musica giusta e fanno anche l'happy hour per l'aperitivo, vengono anche dagli altri stabilimenti. Poi eravamo bianchi come fantasmi, non ci andavi di esporci così.- Ho capito vengo giu' io. Però preparati ho una sorpresa.- Che sorpresa?- Poi la vedi.- Rino lo sai che odio le sorprese?- Lo so, ma questa era inevitabile. E non credo che ti dispiacerà troppo. Sono in compagnia.- Di chi?- Ti ho detto che è una sorpresa.- Non ho capito niente, ma se scendi spendi meno col cellulare e finiamo la farsa. Che ne dici.- Come ti scaldi subito. Arriviamo.- Arriviamo?- Si io e le sorprese. Una è pure per Pino.- Che bello. Ora lo avviso. Da quando è iniziata la telefonata è andato a fare il bagno.Passano i canonici venti minuti ed eccolo arrivare in spiaggia. Tutto vestito di pelle, occhiali da sole neri e capelli ricci nerissimi (secondo me tinti).- Ammazza che "movida". Una ragazza ottuagenaria mi ha chiesto se la portavo a ballare stasera...- Rino, sei in vena di Vaffa?- Non si può nemmeno scherzare? La sorpresa ti ha proprio messo in agitazione.- Non saprei, se mi ha messo in agitazione quello o il fatto che vieni un giorno dopo e fai lo sbruffone. Abbiamo pulito noi la casa e ci siamo fatti un mazzo tanto. Chi doveva pulire il barbeque l'anno scorso?- Io.- E l'hai pulito?- Emh. Si.- EMH NO! Quello stanzino puzzava di cadavere rancido. Non so se mi spiego.- Allora ho fatto bene a venire dopo...- Mavvaffanculo Ri'!- Qui ci sono le chiavi.- Ma come non vieni alla macchina?- Perché?- Per la sorpresa.- Vengo vengo.Ci avviamo alla macchina di Rino, una station wagon anni ottanta, di un colore improbabile, con l'impianto a gas. Vedo che in macchina ci sono alcune presenze, ma lo aveva accennato. Più mi avvicino e più penso che si tratti di tre ragazze. Giunti alla macchina, mi inchino ad altezza finestrino e dentro ci sono tre ragazze. Sudate, stanche, ma sorridenti. Non conosco nessuna delle tre, e se stanno dentro la macchina di Rino, non credo che nemmeno loro conoscano il soggetto in questione.- Salve. (dico io)- Ciao. (dice quella seduta sul sedile davanti) Devi essere Sandro. Rinaldo ci ha parlato di te per tutto il viaggio.- Rinaldo? Ma se non ce lo chiama così nemmeno la madre...- Si ci ha detto di chiamarlo Rino, ma a me piace più Rinaldo come mio padre.- Spero non vi abbia detto nulla di compromettente su me.- No! E' stato un vero gentleman. Per di più le mie amiche nemmeno capiscono l'italiano. Siamo straniere.- Non si direbbe. Parli meglio di me.- Mio padre è italiano, mia madre finlandese...- Dove alloggiate?- Ecco vedi è questa la sorpresa (interviene Rino) Hanno preso una fregatura via internet e quando ieri sono entrate nel bar di mio zio, non sapevano che pesci pigliare o dove andare a sbattere la testa... Così gli ho proposto di venire in vacanza con noi.- Senza dirci niente?- Si ma hai visto che carine che sono?- Non lo metto in dubbio, ma chi le conosce?- Io.- Da quanto?- Un giorno.- Ecco perché sono venute con te. Perchè non ti conoscono...- Comunque a casa di posto ce ne è. Se mi aspettate prendo la borsa e salgo con voi...
Non esiste il relax...
Musichetta metallica di un Walzer di anni andati. Ripete con ossessiva precisione la stessa melodia.- Sandro, ti suona il telefono.- Grazie. Pronto?- Sandro, dove sei?- Al mare. Ma chi è?- Sandro non cazzeggiare come sarebbe a dire "chi è?"- Sarebbe a dire che non ho capito con chi parlo al telefono.- Sono Rino!- Dove sei? Ti abbiamo aspettato fino alle dieci ieri sera ieri. E meno male che dovevi venire entro l'ora di pranzo. Hai pure spento il telefonino.- Infatti sono le dodici, l'appuntamento era per oggi. Rincoglioniti! E voi non ci siete.- Se ti avessimo aspettato un'altro po'... Addio mare pure oggi.- Vabbè. Ho capito. Come sempre la colpa è la mia. Mi venite ad aprire casa che scarico i bagagli?- Perché non vieni in spiaggia che te le prendi da solo?- Qui tira un'arietta niente male.- A quale lido state?- Al terzo.- Quello sfigato?- Non è più sfigato, ha cambiato gestione. Ora c'è un sacco di movimento in più.- Me lo immagino. Le vecchie babbione col costume intero che ti chiedono aiuto ad uscire dall'acqua e ti fanno gli occhi languidi per tutto il tempo.- Si ci sono pure quelle, ma al bar mettono la musica giusta e fanno anche l'happy hour per l'aperitivo, vengono anche dagli altri stabilimenti. Poi eravamo bianchi come fantasmi, non ci andavi di esporci così.- Ho capito vengo giu' io. Però preparati ho una sorpresa.- Che sorpresa?- Poi la vedi.- Rino lo sai che odio le sorprese?- Lo so, ma questa era inevitabile. E non credo che ti dispiacerà troppo. Sono in compagnia.- Di chi?- Ti ho detto che è una sorpresa.- Non ho capito niente, ma se scendi spendi meno col cellulare e finiamo la farsa. Che ne dici.- Come ti scaldi subito. Arriviamo.- Arriviamo?- Si io e le sorprese. Una è pure per Pino.- Che bello. Ora lo avviso. Da quando è iniziata la telefonata è andato a fare il bagno.Passano i canonici venti minuti ed eccolo arrivare in spiaggia. Tutto vestito di pelle, occhiali da sole neri e capelli ricci nerissimi (secondo me tinti).- Ammazza che "movida". Una ragazza ottuagenaria mi ha chiesto se la portavo a ballare stasera...- Rino, sei in vena di Vaffa?- Non si può nemmeno scherzare? La sorpresa ti ha proprio messo in agitazione.- Non saprei, se mi ha messo in agitazione quello o il fatto che vieni un giorno dopo e fai lo sbruffone. Abbiamo pulito noi la casa e ci siamo fatti un mazzo tanto. Chi doveva pulire il barbeque l'anno scorso?- Io.- E l'hai pulito?- Emh. Si.- EMH NO! Quello stanzino puzzava di cadavere rancido. Non so se mi spiego.- Allora ho fatto bene a venire dopo...- Mavvaffanculo Ri'!- Qui ci sono le chiavi.- Ma come non vieni alla macchina?- Perché?- Per la sorpresa.- Vengo vengo.Ci avviamo alla macchina di Rino, una station wagon anni ottanta, di un colore improbabile, con l'impianto a gas. Vedo che in macchina ci sono alcune presenze, ma lo aveva accennato. Più mi avvicino e più penso che si tratti di tre ragazze. Giunti alla macchina, mi inchino ad altezza finestrino e dentro ci sono tre ragazze. Sudate, stanche, ma sorridenti. Non conosco nessuna delle tre, e se stanno dentro la macchina di Rino, non credo che nemmeno loro conoscano il soggetto in questione.- Salve. (dico io)- Ciao. (dice quella seduta sul sedile davanti) Devi essere Sandro. Rinaldo ci ha parlato di te per tutto il viaggio.- Rinaldo? Ma se non ce lo chiama così nemmeno la madre...- Si ci ha detto di chiamarlo Rino, ma a me piace più Rinaldo come mio padre.- Spero non vi abbia detto nulla di compromettente su me.- No! E' stato un vero gentleman. Per di più le mie amiche nemmeno capiscono l'italiano. Siamo straniere.- Non si direbbe. Parli meglio di me.- Mio padre è italiano, mia madre finlandese...- Dove alloggiate?- Ecco vedi è questa la sorpresa (interviene Rino) Hanno preso una fregatura via internet e quando ieri sono entrate nel bar di mio zio, non sapevano che pesci pigliare o dove andare a sbattere la testa... Così gli ho proposto di venire in vacanza con noi.- Senza dirci niente?- Si ma hai visto che carine che sono?- Non lo metto in dubbio, ma chi le conosce?- Io.- Da quanto?- Un giorno.- Ecco perché sono venute con te. Perchè non ti conoscono...- Comunque a casa di posto ce ne è. Se mi aspettate prendo la borsa e salgo con voi...