Sull'autobus pieno. Siamo uno addosso agli altri. Impossibile capire cosa sta toccando la tua schiena e cosa sta toccando il tuo braccio. Le bestie macellate, nelle celle frigorifere stanno più larghe. Una ragazza mi guarda e mi dice:- stai tremando.- Scusa? Mi tolgo una cuffia dell'I-pod e nonostante lo tenga ad un volume basso, credo di non aver afferrato ciò che mi sta dicendo.- Stai tremando, lo sento dal fianco.- Ah no è il vibracall del cellulare. Scusa.Faccio il contorsionista e rispondo in modo del tutto innaturale.- Pronto?- Sandro?- Sono io. Chi è?- Carla.- Ciao Carla, dimmi.- Ho saputo che cerchi casa.- Come l'hai saputo?- Non mi ricordo chi me l'ha detto, forse Gino che l'ha saputo da Leo o Leo che l'ha saputo da Gino. Che te frega?- Così, tanto per sapere.- Hai una casa da affittarmi?- Beh, non proprio, però ho pensato una cosa...- Cosa?- Ti ricordi mia nonna?- Come no, la simpatica signora paranoica, rivoluzionaria terrorizzata dai bolscevichi che produce quintali di escrementi...- Lei. Vedo che te la ricordi bene. Beh, lei abita in una casa piuttosto grande.- Allora?- Allora la badante che la cura si sposa e non può più dormire da lei.- Mi dispiace. In tutto ciò che c'entro io?- Che potresti prendere in affitto la stanza degli ospiti e trasferirti lì per qualche tempo.- Interessante!- Davvero?- No! Carla davvero, non ho nessuna intenzione di andare a finire in un appartamento con una pazza furiosa che si mette a gridare nel cuore della notte "Moriremo tutti! Si salvi chi può!!" e che usa i suoi escrementi come bombe a mano.- Peccato perché il prezzo era veramente vantaggioso.- E dovrei pagare per questo?- Ovviamente, sai la luce il gas...- Carla?- Chiamami per qualche altro motivo. - Ok. Volevo solo farti un favore...- Certi favori non me li proporre.- Va bene...- Ciao.- Ciao, ma se ci ripensi, chiamami.- Non mi costringere a cancellare il numero dalla rubrica.- Ma non accetteresti nemmeno se ti dicessi che due notti a settimana verrei io a tenerti compagnia?- L'offerta è solo leggermente meno svantaggiosa, ma non accetterei nemmeno se ti trasferissi lì con me ogni sera. Sai sono stato già sposato, ricordi?- Eccome, mi ha fatto tanto male saperlo. Ho invidato Sara per mesi...- Cambiamo discorso, va bene.- Ok. Mi passi a prendere per una pizza sabato?- Ci sentiamo più tardi e ne parliamo. Ora sono sull'autobus e temo d'aver dato fin troppo spettacolo. Ciao- A dopo...Attacco il telefono e lo infilo nuovamente nella tasca. La tipa che mi ha avvertito del telefono che vibrava mi guarda e mi dice.- Cerchi casa?- Si.- Io sono in affitto in un appartamento vicino la metro, e la settimana prossima se ne va una delle inquiline. Se vuoi ne posso parlare al padrone di casa. Sai stavamo pensando che il prossimo inquilino sarebbe dovuto essere un maschio. - Beh se ne potrebbe parlare.- Segnati il mio numero e chiamami domani, 'stasera sento il padrone di casa, ne parlo con le altre e ti faccio sapere.- Quante siete?- Tre, dal momento che se ne va RosaMaria.- Con me quattro?- Si ma abbiamo due bagni....
Cercando una stanza 3.
Sull'autobus pieno. Siamo uno addosso agli altri. Impossibile capire cosa sta toccando la tua schiena e cosa sta toccando il tuo braccio. Le bestie macellate, nelle celle frigorifere stanno più larghe. Una ragazza mi guarda e mi dice:- stai tremando.- Scusa? Mi tolgo una cuffia dell'I-pod e nonostante lo tenga ad un volume basso, credo di non aver afferrato ciò che mi sta dicendo.- Stai tremando, lo sento dal fianco.- Ah no è il vibracall del cellulare. Scusa.Faccio il contorsionista e rispondo in modo del tutto innaturale.- Pronto?- Sandro?- Sono io. Chi è?- Carla.- Ciao Carla, dimmi.- Ho saputo che cerchi casa.- Come l'hai saputo?- Non mi ricordo chi me l'ha detto, forse Gino che l'ha saputo da Leo o Leo che l'ha saputo da Gino. Che te frega?- Così, tanto per sapere.- Hai una casa da affittarmi?- Beh, non proprio, però ho pensato una cosa...- Cosa?- Ti ricordi mia nonna?- Come no, la simpatica signora paranoica, rivoluzionaria terrorizzata dai bolscevichi che produce quintali di escrementi...- Lei. Vedo che te la ricordi bene. Beh, lei abita in una casa piuttosto grande.- Allora?- Allora la badante che la cura si sposa e non può più dormire da lei.- Mi dispiace. In tutto ciò che c'entro io?- Che potresti prendere in affitto la stanza degli ospiti e trasferirti lì per qualche tempo.- Interessante!- Davvero?- No! Carla davvero, non ho nessuna intenzione di andare a finire in un appartamento con una pazza furiosa che si mette a gridare nel cuore della notte "Moriremo tutti! Si salvi chi può!!" e che usa i suoi escrementi come bombe a mano.- Peccato perché il prezzo era veramente vantaggioso.- E dovrei pagare per questo?- Ovviamente, sai la luce il gas...- Carla?- Chiamami per qualche altro motivo. - Ok. Volevo solo farti un favore...- Certi favori non me li proporre.- Va bene...- Ciao.- Ciao, ma se ci ripensi, chiamami.- Non mi costringere a cancellare il numero dalla rubrica.- Ma non accetteresti nemmeno se ti dicessi che due notti a settimana verrei io a tenerti compagnia?- L'offerta è solo leggermente meno svantaggiosa, ma non accetterei nemmeno se ti trasferissi lì con me ogni sera. Sai sono stato già sposato, ricordi?- Eccome, mi ha fatto tanto male saperlo. Ho invidato Sara per mesi...- Cambiamo discorso, va bene.- Ok. Mi passi a prendere per una pizza sabato?- Ci sentiamo più tardi e ne parliamo. Ora sono sull'autobus e temo d'aver dato fin troppo spettacolo. Ciao- A dopo...Attacco il telefono e lo infilo nuovamente nella tasca. La tipa che mi ha avvertito del telefono che vibrava mi guarda e mi dice.- Cerchi casa?- Si.- Io sono in affitto in un appartamento vicino la metro, e la settimana prossima se ne va una delle inquiline. Se vuoi ne posso parlare al padrone di casa. Sai stavamo pensando che il prossimo inquilino sarebbe dovuto essere un maschio. - Beh se ne potrebbe parlare.- Segnati il mio numero e chiamami domani, 'stasera sento il padrone di casa, ne parlo con le altre e ti faccio sapere.- Quante siete?- Tre, dal momento che se ne va RosaMaria.- Con me quattro?- Si ma abbiamo due bagni....