- Ho letto il suo curriculum, mi sembra piuttosto interessante. Ora le dovrei fare qualche domanda.- Dica.- Tra le sue esperienze ho visto che ha lavorato per un asilo. Che mansioni aveva?- In realtà facevo la bidella. Sostituivo la signora di ruolo che era in maternità.- Quindi non aveva contatto diretto con i bambini.- No- Capisco, e ho letto anche che ha collaborato con una ditta che organizza campi scuola. Che ruolo svolgeva in questa azienda?- Ero la segretaria di riferimento. Raccoglievo le iscrizioni, rispondevo al telefono, scrivevo a macchina qualche lettera...- Ho capito. Anche in questo frangente non aveva contatti con i bambini.- No, non proprio.- Allora in quale tra le sue esperienze, ha avuto modo di lavorare con i bambini?- In quella di volontaria presso l'ospedale.- E perché non l'ho letta sul suo curriculum?- Perchè non si trattava di un lavoro. Non ero retribuita.- Beh per noi è un particolare piuttosto importante. Ha altre esperienze riconducibili al nostro campo?- Non saprei, ero animatrice in parrocchia.- Come mai non lo è più?- Perché sono troppo bigotti e il parroco è un porco!- Va bene, andiamo avanti.- Cosa pensa che le dirò alla fine del colloquio?- Che non vado bene per questo lavoro.- Perché?- Perché ho poca esperienza e perché sono troppo franca. E se non me lo dirà alla fine del colloquio, me lo dirà alla fine della prova.- La franchezza è un bene raro. Lo sa?- Infatti, vorrei che lei sia franco con me.- Lo sono. Lei mi sembra una brava ragazza, ma il mio è un giudizio superficiale. Cerchiamo ragazze con determinate caratteristiche. Primo fra tutte il contatto con i bambini, la pazienza e soprattutto l'educazione. L'esperienza la può fare qui con noi, se è questo che le manca, i giochi di intrattenimento, li impara sul campo. La pazienza e l'educazione li deve avere acquisiti fuori di qui. Il nostro colloquio non è un interrogatorio, ma una conversazione, dove dovrebbero emergere le caratteristiche salienti di una persona.- E cosa è emerso fino ad ora?- Possiamo darci del tu?- Certo.- Vedi Rosalba, secondo me, tu questo posto lo farai tuo. Diventerai la migliore delle dipendenti del baby parking. Ad un patto.- Quale?- Dovrai indossare una divisa, con un cappellino.- Maglietta e cappellino...- Tuta e scarpe da ginnastica.- Tuta? Scarpe da ginnastica?- Esatto. Niente gonne con spacco, niente tacchi, poco trucco.- Cos'è siete dei moralisti?- Non credo di esserlo mai stato, ma i genitori che portano i bambini qui vogliono trovare un ambiente che non li disturbi.- Pensi che il mio abbigliamento potrebbe disturbare?- A me non disturba affatto, ma io sono un uomo sensibile alle belle ragazze. La maggior parte delle mamme che viene qui sarebbe invidiosa di te. Purtroppo lo sarà anche senza tutto il contorno di presentazione. Non voglio nemmeno che si crei invidia tra colleghe. Non mi sembrano condizioni durissime.- No non lo sono.- Bene allora la prova comincia da domani pomeriggio.- Grazie.- Di cosa? - Di avermi fatto capire.- Non capisco.- Mi ero vestita così per avere qualche chance in più per il posto. Mi ha fatto capire che il suo giudizio va oltre le apparenze.- A furia di lavorare con i bambini si impara da loro...
Quando i colloqui li facevo dalla parte di chi esamina...
- Ho letto il suo curriculum, mi sembra piuttosto interessante. Ora le dovrei fare qualche domanda.- Dica.- Tra le sue esperienze ho visto che ha lavorato per un asilo. Che mansioni aveva?- In realtà facevo la bidella. Sostituivo la signora di ruolo che era in maternità.- Quindi non aveva contatto diretto con i bambini.- No- Capisco, e ho letto anche che ha collaborato con una ditta che organizza campi scuola. Che ruolo svolgeva in questa azienda?- Ero la segretaria di riferimento. Raccoglievo le iscrizioni, rispondevo al telefono, scrivevo a macchina qualche lettera...- Ho capito. Anche in questo frangente non aveva contatti con i bambini.- No, non proprio.- Allora in quale tra le sue esperienze, ha avuto modo di lavorare con i bambini?- In quella di volontaria presso l'ospedale.- E perché non l'ho letta sul suo curriculum?- Perchè non si trattava di un lavoro. Non ero retribuita.- Beh per noi è un particolare piuttosto importante. Ha altre esperienze riconducibili al nostro campo?- Non saprei, ero animatrice in parrocchia.- Come mai non lo è più?- Perché sono troppo bigotti e il parroco è un porco!- Va bene, andiamo avanti.- Cosa pensa che le dirò alla fine del colloquio?- Che non vado bene per questo lavoro.- Perché?- Perché ho poca esperienza e perché sono troppo franca. E se non me lo dirà alla fine del colloquio, me lo dirà alla fine della prova.- La franchezza è un bene raro. Lo sa?- Infatti, vorrei che lei sia franco con me.- Lo sono. Lei mi sembra una brava ragazza, ma il mio è un giudizio superficiale. Cerchiamo ragazze con determinate caratteristiche. Primo fra tutte il contatto con i bambini, la pazienza e soprattutto l'educazione. L'esperienza la può fare qui con noi, se è questo che le manca, i giochi di intrattenimento, li impara sul campo. La pazienza e l'educazione li deve avere acquisiti fuori di qui. Il nostro colloquio non è un interrogatorio, ma una conversazione, dove dovrebbero emergere le caratteristiche salienti di una persona.- E cosa è emerso fino ad ora?- Possiamo darci del tu?- Certo.- Vedi Rosalba, secondo me, tu questo posto lo farai tuo. Diventerai la migliore delle dipendenti del baby parking. Ad un patto.- Quale?- Dovrai indossare una divisa, con un cappellino.- Maglietta e cappellino...- Tuta e scarpe da ginnastica.- Tuta? Scarpe da ginnastica?- Esatto. Niente gonne con spacco, niente tacchi, poco trucco.- Cos'è siete dei moralisti?- Non credo di esserlo mai stato, ma i genitori che portano i bambini qui vogliono trovare un ambiente che non li disturbi.- Pensi che il mio abbigliamento potrebbe disturbare?- A me non disturba affatto, ma io sono un uomo sensibile alle belle ragazze. La maggior parte delle mamme che viene qui sarebbe invidiosa di te. Purtroppo lo sarà anche senza tutto il contorno di presentazione. Non voglio nemmeno che si crei invidia tra colleghe. Non mi sembrano condizioni durissime.- No non lo sono.- Bene allora la prova comincia da domani pomeriggio.- Grazie.- Di cosa? - Di avermi fatto capire.- Non capisco.- Mi ero vestita così per avere qualche chance in più per il posto. Mi ha fatto capire che il suo giudizio va oltre le apparenze.- A furia di lavorare con i bambini si impara da loro...