NO MORE SEX

ANCHE OGGI FIACCO...


Leggendo il post della Foolletta PornoRomantica, mi ha colpito il titolo: “Due di Picche”. Sembra incredibile ma in questi ormai 38 anni e 2 giorni di vita, non ho mai ricevuto un rifiuto, il cosiddetto due di picche. Con qualsiasi donna io ci abbia provato è sempre andata bene. Del resto la tecnica messa a punto non consentiva fallimenti.Innanzitutto puntavo la preda. Verso fine serata, dopo innumerevoli giri a vodka o black russian o negroni, non capivo più un cazzo e tutte le donne mi sembravano belle. Immancabilmente approcciavo una brutta, ambita come il tartaro sui denti. Andavo al bancone del bar, prendevo due drink, in uno versavo una pozione composta da topicida, Vernel liquido e due gocce di Don Bairo e mi presentavo a lei.”Ti posso offrire da bere?”Ovviamente lei, che la sola volta in cui era stata vista vicino a un essere umano di sesso maschile fu durante la cresima, pur di mostrare alla gente che qualche pazzo la poteva desiderare diceva di si. Chiaramente oltre che cessa doveva essere pure mezza cecata dal momento che non vomitava alla vista di un rudere umano quale sono sempre stato (stranamente da bambino, adolescente, ragazzo e uomo non sono mai stato piacente…cazzo avrò fatto di tanto brutto per meritare ciò…).Mi sedevo e porgevo a lei il bicchiere con la pozione. Lo tracannava sperando che l’alcol le ofuscasse i sensi e mi vedesse meno schifoso di come ero in realtà.La pozione me la insegnò uno sciamano di una tribù in Amazzonia. Causa un naufragio a seguito di una tempesta durante un’estate a Misano che mi sorprese mentre col pedalò inseguivo una coppia di F.I. (Fighe Imperiali) in topless e perizoma, mi ritrovai sul Rio delle Amazzoni. Fortuna volle che imbarcai senza volere una commessa Ukraina di 202 kg. Arrivato sul Rio vidi un uomo cadare in acqua e un branco di piranha dirigersi verso di lui. L’uomo mi urlò:“Ti prego salvami! Sono uno sciamano e farò qualche cosa per te se mi salverai”Uno dei miei peggiori difetti è la bontà d’animo. Non potevo lasciar morire quell’uomo. Decisi di buttar giù dal pedalò la commessa di 202 Kg così i pirahna, allettati dal lauto pasto, lasciarono perdere lo sciamano e si divorarono la donna Ukraina. Lo sciamano in cambio mi insegnò la pozione che avrebbe fatto cadere tutte le donne che l’avessero bevuta ai miei piedi.E così fu. La ragazza approcciata iniziava dopo una decina di minuti a sentirsi un po’ stanca. Si alzava barcollante, andava verso la macchina (io la seguivo passo passo) e poi dopo poco cadeva esanime. Non era morta ma in uno stato di catalessi.Io la soccorrevo e le chiedevo:”Ascolta, ti va di venire a casa mia a bere qualche cosa? Non rispondi? Beh, chi tace acconsente” e la portavo a casa mia. Ecco il segreto che mi ha consentito, nonostante non sia certo un adone, di avere un numero discreto di donne. Ma vorrei comunque riabilitare il due di picche. Innanzitutto questo modi di dire nasce perché questa carta viene associata all’insuccesso, alla sconfitta da parte di moti giocatori. Ma vi dimostro che non è sempre vero.Ci troviamo in un bar di pessima fama. Al tavolo 4 giocatori con un bottiglione di vino. Siamo all’utimo giro di una tiratissima partita a briscola. Tutti i giocatori hanno l’ultima carta in mano. Parto io con il due di spade (ovvero il due di picche), avversario numero 1 gioca il re di danari, il mio socio il tre di danari e l’avversario numero 2 il fante di bastoni. La briscola era coppe. Ecco quindi che il due di spade (o di picche) fa un bel sedici punti e vince la partita. Ergo: anche se la situazione sembra di merda le cose si possono sempre girare al meglio (ovvero, se vi trovate nel letto Fool, potrebbe sempre citofonare il lattaio).Nella foto: un po’ che non si faceva vedere eh…