Il Gargano disse che

La Puglia spreca ogni anno 310mila tonnellate di cibo, 76 kg a testa, nonostante la crisi. Nella giornata contro lo spreco


La Puglia spreca ogni anno 310mila tonnellate di cibo, 76 kg a testa, nonostante la crisi. Nella giornata contro lo spreco alimentare, Coldiretti lancia la sfida alla Regione: “subito una legge, gli strumenti ci sono”. StampaEmail 
 Ogni pugliese getta nella spazzatura, ogni anno, 76 chili di cibo. Cioè, 310mila tonnellate di prodotti che conserviamo in dispensa o in frigorifero vanno a finire nella pattumiera. Solo in questa regione. Nella giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare promossa dal Ministero dell’Ambiente, è Coldiretti a fotografare il cortocircuito su scala locale.Certo, qualcosa inizia a cambiare, complice anche la necessità di stringere la cinghia: il 56 per cento delle famiglie fa la spesa in modo più oculato, magari direttamente dal produttore con l’acquisto di cibi più freschi che durano di più; il 34 per cento ha ridotto le dosi acquistate; il 27 per cento utilizza quello che avanza per il pasto successivo e il 18 per cento presta più attenzione alla data di scadenza.Resta, però, l’abisso dello sperpero. E si annida soprattutto in casa: gli sprechi alimentari si rivelano per il 54 per cento al consumo, per il 21 per cento nella ristorazione, per il 15 per cento nella distribuzione commerciale, per l’8 per cento nell’agricoltura e per il 2 per cento nella trasformazione.Per questo Coldiretti ritiene urgente l’approvazione della legge regionale apposita, dopo quella nazionale entrata in vigore il 14 settembre scorso e che prevede appositi strumenti per favorire il recupero e la donazione delle eccedenze alimentari, di prodotti farmaceutici e di altri prodotti.Dal riuso degli avanzi in cucina alla richiesta di ‘agribag’ negli agriturismi e al ristorante, per portarsi a casa quello che resta. Ma per evitare che il cibo arrivi in discarica, tra l’altro aumentando anche gli impatti ambientali, c’è un ruolo nuovo da riconoscere al mondo agricolo, perché recuperi e doni alle persone bisognose i prodotti ritirati dalla vendita per assenza di domanda o per eventuali danni da eventi meteorologici o rimasti invenduti a causa di errori nella programmazione della produzione aziendale.