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Pizzomunno con gerani rossi.

 

 
Pizzomunno

Lungo il tratto meridionale della costa viestana, ritroviamo una piccola spiaggia che deve il suo nome all’ imponente faraglione che dalle acque cristalline si erge sovrano a sorvegliare la città ed i suoi abitanti: la Spiaggia del Pizzomunno.

Qui sembra aver avuto luogo un’ interessante e fantastica vicenda che ha come protagonisti due giovani innamorati , entrambi originari di Vieste .

Pizzomunno , giovane ed attraente pescatore, e Cristalda , ragazza bellissima dai lunghissimi capelli color dell’ oro, si amavano teneramente e vivevano nella convinzione che nulla al mondo potesse intaccare un sentimento tanto forte e sincero.

Ogni sera, Cristalda scendeva in spiaggia per salutare il suo bel Pizzomunno prima che con la sua barca andasse incontro al mare aperto.

Ogni notte, in mare, Pizzomunno riceveva la visita delle sirene che cercavano di ammaliarlo con i loro canti soavi. Le regine del mare desideravano ardentemente che Pizzomunno diventasse il loro re ed amante.

Il giovane, però, non cedette mai alle avance delle sirene tentatrici , avendo già donato il suo cuore alla candida Cristalda.

I reiterati rifiuti del giovane, scatenarono la furia delle sirene .

Una sera, le sirene raggiunsero i due amanti sulla spiaggia ed aggredirono Cristalda con grande ferocia, inghiottendola nelle profondità del mare.

Pizzomunno
fu colto da un dolore devastante, talmente grande da pietrificarlo per sempre.

Il giorno seguente, i pescatori di Vieste trovarono Pizzomunno pietrificato sulla roccia che oggi porta il suo nome.

La leggenda vuole che, ogni cento anni, Cristalda riemerga dalle profondità del mare per incontrare Pizzomunno e rivivere con lui l’ emozione di una notte d’amore sulla spiaggia che li fece incontrare.

 

 

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Promontorio del Gargano

Il più delle volte si pensa che la storia antropologica ebbe inizio sul promontorio del Gargano con l'apparizione dell'Arcangelo Michele più di sedici secoli or sono quando ancora il Cristianesimo conviveva con le allora attuali religioni pagane. Ma se analizziamo le carte romane si nota che gli insediamenti sedentari sono precedenti all'apparizione dell'Arcangelo e si trovavano sulla costa e ai piedi del sontuoso monte (Ergitium ,Sipontum ,Merinum ,Teanum , ,Apulum ,Urium).
Si trovano degli insediamenti umani persino precedenti a questi ultimi, ma bisogna risalire addiritturà all'età del bronzo, tanto è vero che lungo la provinciale che collega Foggia con San Marco in Lamis, a qualche chilometro da Borgo Celano, in zona"Chiancata La Civita-Valle di Vitturo"  è stato ritrovato la necropoli più antica della intera Europa. Altre testimonianze sono date dagli insediamenti rupestri e dalla innumerevole presenza di oggetti litici e di mura megalitiche che si sono scoperti nel corso degli anni sul Gargano.
 

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Toro seduto

 

Per noi i guerrieri non sono quello che voi intendete. Il guerriero non è chi combatte, perché nessuno ha il diritto di prendersi la vita di un altro. Il guerriero per noi è chi sacrifica sé stesso per il bene degli altri. È suo compito occuparsi degli anziani, degli indifesi, di chi non può provvedere a sé stesso e soprattutto dei bambini, il futuro dell'umanità.

Toro seduto

 

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Messaggi del 08/07/2020

Viabilità, la Provincia sistema diverse strade ma la litoranea del Gargano è ancora una mulattiera

Post n°26592 pubblicato il 08 Luglio 2020 da forddisseche

Viabilità, la Provincia sistema diverse strade ma la litoranea del Gargano è ancora una mulattiera  

  
 

"Dopo qualche mese dal mio insediamento, percorsi la strada di ingresso a Manfredonia Sud che versava in condizioni pietose, un brutto biglietto da visita per una delle città più belle ed importanti  della Capitanata. La porta di accesso al Gargano. Mi dissero che si trattava di una strada provinciale che non veniva manutenuta da anni e subito chiesi agli uffici di poter finanziare l’opera di riqualificazione. Questa mattina è iniziata la posa dell'asfalto. Il nostro territorio ha bisogno di poche chiacchiere e tanta concretezza". E' il commento del presidente della Provincia di Foggia, Nicola Gatta. Bene, complimenti presidente!  E la litoranea Mattinata-Vieste? Qui siamo solo e sempre agli annunci. La strada è diventata una mulattiera e in questo periodo è percorsa anche da tanti turisti. Non è certo un bel biglietto da visita, presidente! Quindi anche in questo caso poche chiacchiere e tanta concretezza. Ma subito, no domani! Infine un consiglio ai tanti consiglieri regionali e candidati alle prossime regionali. della stessa parte politica di Gatta. Dove siete?

 
 
 

Le note di Ennio Morricone per celebrare le Faggete UNESCO della Foresta Umbra

Post n°26591 pubblicato il 08 Luglio 2020 da forddisseche

Le note di Ennio Morricone per celebrare le Faggete UNESCO della Foresta Umbra  

  
 

Con un omaggio al grande compositore Ennio Morricone si è aperto l’evento celebrativo del terzo compleanno delle Faggete UNESCO della Foresta Umbra. Un medley delle canzoni più celebri del cinema italiano intonate dal quartetto di sassofoni del Conservatorio Umberto Giordano di Foggia cui è seguito il messaggio del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

 

È una tappa importante per il Parco Nazionale del Gargano che celebra l'acquisizione di un riconoscimento internazionale che dà lustro e motivo di orgoglio alla sua comunità, al suo territorio, all'intero sistema delle aree naturali protette italiane. È un riconoscimento che inserisce il Gargano in una rete transnazionale di eccellenze naturalistiche.

 

Le “Antiche Faggete italiane”, infatti, rientrano nel contesto del sito ambientale europeo delle “Foreste primordiali dei faggi dei Carpazi e di altre regioni d’Europa”. Si tratta di obiettivi di primaria importanza a cui tutti noi, dal Ministero dell’Ambiente agli enti parco, d’intesa con tutte le istituzioni interessate, nazionali e locali, siamo chiamati con senso del dovere e responsabilità.

 

Un compito in cui rientrano anche altre funzioni altrettanto rilevanti: i boschi e le foreste dei parchi contribuiscono in maniera fondamentale all’assorbimento di CO2 svolgendo un ruolo importante nella mitigazione dei mutamenti climatici. Il binomio ambiente e sostenibilità oggi è ancora più necessario alla luce degli sforzi per la ripresa dopo la crisi sanitaria che ha investito tutti noi. Dai Parchi può e deve arrivare un segnale innovativo per la ripartenza della nostra amata Italia”.

 

L’evento, trasmesso in diretta streaming, è stato organizzato dall’Ente Parco Nazionale del Gargano e dal Comune di Monte Sant’Angelo, nell’ambito del progetto ‘Buon Compleanno @ #LACITTÀDEIDUESITIUNESCO’. Nell’occasione il Presidente Pasquale Pazienza e il sindaco Pierpaolo d’Arienzo hanno annunciato l’inagurazione di ‘Gargano Sacro di Natura’, un’installazione celebrativa dei due siti Unesco, in programma sabato 11 luglio alle 18.30 nel piazzale antistante il Comune di Monte Sant’Angelo.

 

Alla serata in Foresta Umbra, condotta dal caporedattore della TGR Puglia Giancarlo Fiume, hanno partecipato il Generale ANTONIO MOSTACCHI, Comandante Carabinieri Forestali Regione Puglia, il Maggiore MARIO PALMIERI, Comandante del reparto Carabinieri del Parco Nazionale del Gargano, il Colonnello CLAUDIO ANGELORO, Comandante reparto biodiversità di Foresta Umbra.

 

Ad augurare buon compleanno alle faggete UNESCO con un video-messaggio anche il Presidente di FederparchiGIAMPIERO SAMMURI, il Presidente della Regione Puglia Michele EMILIANO, il Segretario Generale della Commissione nazionale italiana UNESCO ENRICO VICENTI, il Presidente ENIT (Agenzia nazionale per il Turismo) GIORGIOPALMUCCI e ALFREDO DI FILIPPO, professore dell’Università della Tuscia di Viterbo e responsabile del processo di candidatura UNESCO delle Faggete Europee.

 
 
 

50 anni Regioni: mostra Consiglio apre iniziative Puglia

Post n°26590 pubblicato il 08 Luglio 2020 da forddisseche

50 anni Regioni: mostra Consiglio apre iniziative Puglia  

  
 

Il 13 luglio 1970, cinquant'anni fa, si teneva la prima seduta del Consiglio regionale della Puglia. Questo mezzo secolo di storia sarà raccontato con una serie di iniziative: una mostra con foto, documenti e video allestita nell'atrio del nuovo palazzo del Consiglio, un ciclo di seminari nelle scuole e nelle università della regione e la pubblicazione di un volume.

 

Grazie al progetto di ricerca "Storia del Consiglio regionale della Puglia", nell'ambito di una collaborazione con la Fondazione Gramsci di Puglia, sono stati raccolti buona parte dei contenuti alla base della mostra che sarà inaugurata proprio nella data simbolica del 13 luglio nella nuova sede di via Gentile.

 

Ventidue pannelli fotografici e un video racconteranno i "50 anni del Consiglio regionale della Puglia" in un percorso espositivo con le foto dell'Archivio iconografico del Consiglio regionale e articoli di periodici locali che ripercorrono le dieci legislature dagli anni Settanta a oggi. E' stato realizzato anche un catalogo della mostra, a cura di Sfera edizioni, disponibile in formato digitale scaricabile gratuitamente sul sito di Teca del Mediterraneo, la biblioteca del Consiglio regionale della Puglia.
 

 

Tutte le iniziative per il cinquantenario del Consiglio regionale saranno inoltre contraddistinte da un logo, ideato per l'occasione, raffigurante il numero 50: il 5 blu, colore che è anche nello stemma della Regione, ricorda il mare che circonda le nostre coste, luogo di incontro e scambio con le popolazioni che si affacciano sul Mediterraneo. Il numero zero è stato segmentato, richiamando la pianta della nuova sede del Consiglio regionale della Puglia e al suo interno c'è lo stemma della Regione.

 

Alla presentazione delle iniziative per il cinquantenario del Consiglio regionale hanno partecipato il presidente Mario Loizzo, i due vicepresidenti Giuseppe Longo e Giacomo Diego Gatta e i segretari dell'ufficio di presidenza Giuseppe Turco e Luigi Morgante.

 

 "Abbiamo voluto raccontare la storia della Regione Puglia ripercorrono i momenti più significativi di questi 50 anni - ha detto il presidente Loizzo - e anche ricordando il tentativo che abbiamo fatto come ufficio di presidenza di strutturare un profilo politico-culturale. Ora la sfida principale che abbiamo davanti è quella di tirare fuori il nostri sistema economico-produttivo dalla situazione drammatica che si è creata con l'emergenza sanitaria"

 
 
 

A San Giovanni Rotondo presentazione del volume “La microgiungla del mare”. Con la presenza del ciclo-divulgatore e ricercatore

Post n°26589 pubblicato il 08 Luglio 2020 da forddisseche

A San Giovanni Rotondo presentazione del volume “La microgiungla del mare”. Con la presenza del ciclo-divulgatore e ricercatore Domenico D'Alelio  

  
 

Il circolo Legambiente di San Giovanni Rotondo,con il patrocinio del Comune di San Giovanni Rotondo, in collaborazione con l’associazione WildBoar Bike Club, organizza la presentazione del volume “La microgiungla del mare” (HOEPLI editore). L’iniziativa si svolgerà (con norme antiCovid) in Piazza Don Bosco, domenica 12 luglio alle ore 19.30. Discuteranno con l’autore il ricercatore Gianfranco Pazienza e il giornalista Gennaro Tedesco.

 

Domenico D'Alelio e un gruppo di cicloamatori, appartenenti al progetto di ciclo-staffetta “Maesothalassia” del luglio 2015, raggiungerà la città di san Pio con la sua inseparabile bicicletta, percorrendo un pezzo di via Francigena, da Siponto a Monte Sant’Angelo fino a San Giovanni Rotondo. Pedaleranno con D’Alelio anche i ciclisti dell’associazione WildBoar Bike Club. Sarà un modo per discutere dei tanti problemi legati al mare e per promuovere la mobilità sostenibile e il ciclo turismo garganico.

 

A partire dalla Stazione Zoologica nel Golfo di Napoli, dove svolge l'attività di ricercatore, Domenico d’Alelio, l'autore del testo, presenta il plancton in maniera multidimensionale, dettaglia l'enorme biodiversità di vegetali e di animali microbici, dalle forme aliene e dai comportamenti singolari, e svela la sua importanza globale.

 

La miriade di microscopiche forme di vita che abitano in una sola goccia di mare intesse senza sosta una fitta rete che lega gli elementi chimici e la fotosintesi acquatica, l'origine della vita e i cambiamenti climatici, le risorse ittiche e l'inquinamento umano. Domenico D'Alelio è ricercatore alla Stazione zoologica di Napoli e vice-presidente dell'Associazione Italiana di Oceanologia e Limnologia. Oltre che di numerose pubblicazioni scientifiche, è autore della rubrica mensile Profondo Blu su "Nuova Ecologia", rivista ufficiale di Legambiente.

 
 
 

Dal Lago di Varano ecco le ostriche coltivate nell’acqua di S. Michele. Una produzione visionaria di alcuni giovani del Gargano

Post n°26588 pubblicato il 08 Luglio 2020 da forddisseche

Dal Lago di Varano ecco le ostriche coltivate nell’acqua di S. Michele. Una produzione visionaria di alcuni giovani del Gargano che ha ottenuto grande successo. Ma non è l’unico tesoro.  

  
 

Chi viaggia in aereo verso la Pu­glia, li vedrà chiaramente perché preannunciano il promontorio del Gargano. La prima cosa che si nota dei due laghi di Lesina e Varano è che non sembrano neanche dei la­ghi per quanto sono attaccati al mare. Tagliati da lembi di terra chiara, sabbia e verde mediterra­neo che separano il dentro dal fuo­ri.

 

Arrivando dalla strada, dopo aver scavallato l’appennino o aver zigzagato lungo il saliscendi della litorale a picco, uno si aspettereb­be tante case tutte intorno all’ac­qua con larghi terrazzi panorami­ci, hotel che raccontano i fasti del­la storia, negozi, discoteche e risto­ranti lungo la passeggiata, invece no.

 

Oltre alla piccola cittadina lagu­nare normanna-federiciana di Lesi­na con la sua aria nordica che ben si presta a una esplorazione cam­minata, si troverà solo un ghirigo­ro di piccoli canali, qualche albe­ro, modesti orti, rifugi per gli uccel­li marini, case di pescatori, ricove­ri degli attrezzi dei contadini, vil­lette degli anni Settanta dal sapore un po’ vintage, ganci traino delle barche, barche e una vita che scor­re senza tanto rumore né voglia di mettersi in mostra ai turisti.

 

Val be­ne una passeggiata senza una me­ta precisa, tanto prima o poi ci si ri­troverà nel quartiere agricolo di Ripalta davanti al castello omonimo con la sua antica chiesa cistercen­se di Santa Maria.

 

Nella mia ricerca dei cibi segreti da incontrare in Puglia, questa po­trebbe sorprendere persino i più raffinati mangiatori. A Varano non si coltiva solo la terra ai bordi del la­go ma anche l’acqua stessa. Quan­do si parla di lago, solitamente si pensa a pesci dolciastri e ad alghe che non suscitano il vigore del ma­re.

 

Quello che succede sul lago di Varano invece è davvero mirabile. Benché non sia tradizione puglie­se, alcuni giovani visionari garganici sono riusciti a coltivare la prima ostrica made in Puglia in una riser­va naturale che è parte integrante del Parco nazionale del Gargano.

 

Questo inusuale prodotto per la Pu­glia ha assunto, pochissimo tempo dopo il lancio, una connotazione tutta locale; non sono ostriche ma Ostriche San Michele del Lago di Varano. Un nome e cognome proprio che le distingue dalle più generaliste ostriche e basta. Qui sotto il Gargano (ma anche sopra), San Michele è santo impor­tante che ha una sua dimora in ci­ma alla montagna, meta di pellegri­naggio internazionale. Ma cosa rende le Ostriche San Michele diverse e addirittura più invitanti del­le cugine di Normandia?

 

Nel lago di Varano sgorga una sorgente chiamata Fontana di San Michele. Secondo la leggenda, qui l’Arcange­lo stanco e affaticato dalla batta­glia contro Satana, si fermò e pog­giò la mano per terra. Dal punto toccato scaturì la sorgente. In que­sta storia c’è un sottile filo che lega il grande santo, il Gargano, Mont Saint-Michel in Normandia e l’ostri­ca, il più ricercato frutto del mare.

 

L’Abbazia di Mont Saint-Michel è stata infatti costruita su una pietra proveniente dal Santuario di Mon­te Sant’Angelo. Da qualche anno il legame antico tra le due città è sta­to suggellato da un gemellaggio. I due santuari si trovano su una idea­le linea retta chiamata Linea Sacra di San Michele che comprende in totale sette monasteri dedicati al santo dall’Irlanda a Israele. La baia di Mont Saint-Michel, in Norman­dia, ai piedi dell’Abbazia, è da sem­pre luogo privilegiato per l’alleva­mento delle ostriche.

 

A Varano le sorgenti sotterranee di acqua dolce, unite al caldo sole pugliese, garantiscono un ambien­te perfetto per lo sviluppo armoni­co e potente di questi meravigliosi frutti.

 

Quale desiderio o comanda- mento divino abbia spinto gli uomi­ni a coltivare l’acqua mi resta inde­cifrabile, va detto però che la dedi­zione qui raggiunge livelli inattesi: per riprodurre l’effetto dell’innalzamento e il ritrarsi delle maree, inesistenti nel Lago di Varano, le ostriche vengono sollevate e reim­merse a mano in acqua sulle loro palizzate.

 

E così le si può ammirare al sole o alla luce della luna su uno specchio d’acqua fermo, Persino il carattere delle ostriche viene for­giato dalla natura, dal vento e alle intemperie per imparare a resiste­re a tutto. Il frutto è tra i più abbon­danti mai visti, di impatto breve­ mente iodato ma che vira subito al dolce e alla complessità.

 

Dapprima vegetale, poi con notevole persi­stenza di frutta secca e mineralità. Il modo migliore per gustare que­sto frutto di madreperla è con una gelatina di salicornia aromatizzata al ginepro, una foglia di menta e buccia di limone “Femminiella” del Gargano (creazione dello chef Mario Falco). Io le ho immaginate presentate, con tutta la loro grazia, nelle ceramiche di Valentina de Ca­rolis, designer della porcellana e grande sperimentatrice di forme, colori e temi, per la strabiliante connessione di cibo e ceramica a cui l’artista è dedita. In questa dan­za in cui l’una esalta l’altra in un in­contro gastrofisico e artistico di for­te impatto sulla tavola, le cerami­che di De Carolis creano una nuova identità locale dove tutto parte da un accurato percorso di osservazio­ne e progettazione che apre pro­spettive creative uniche ai visitato­ri di tutto il mondo che la vengono a cercare qui in Italia, in Puglia.

 

Le Ostriche San Michele e le cerami­che di Valentina De Carolis sono quello che potrei definire Bellezza by Design dove esiste un processo di costruzione in cui si parte dalla terra, dall’acqua, dall’intuito e for­se, anche dalla forza sacra dell’im­maginazione che spinge i visionari a saltare oltre qualunque ostacolo senza mai lasciarsi sopraffare, co­me la forza e la potenza di un Ar­cangelo. Il collegamento della desi­gner De Carolis e il cibo è in una simbiosi perfetta; le sue opere so­no cibo essenziale per lo spirito, so­no un approdo felice per gli occhi che trovano ristoro anche nel toc­co.

 

Ceramica, madreperla, salicor­nia e profumi che inebriano l’olfat­to. Senza dubbio questo piccolo percorso attraverso i miei cibi se­greti della Puglia meno conosciuta può concludersi qui lasciando una traccia, una linea retta che unisce punti invisibili come una traccia sul terreno fatta con una spada che protegge.

 

Nick Di Fino

 

Chi è

 

Comunicatore e Fondatore di Feed educational e sviluppo per il settore food e turismo. Coautore e protagonista del film “Alla Salute" in visione su LaEffeSKY135

 
 
 

Decreto Rilancio, approvato l’emendamento che proroga al 2033 le concessioni demaniali

Post n°26587 pubblicato il 08 Luglio 2020 da forddisseche

Decreto Rilancio, approvato l’emendamento che proroga al 2033 le concessioni demaniali  

  
 

“Giustizia è fatta! Tra le misure urgenti per le imprese e l’economia, il Decreto Legge Rilancio ha previsto un emendamento, consentendo la tanto agognata proroga al 2033 delle concessioni demaniali. La Commissione Bilancio ha infatti approvato, in sede parlamentare, tale, fondamentale modifica al provvedimento.

 

Adesso è il momento di dare certezza e stabilità al comparto balneare, con ammodernamenti e investimenti che sicuramente produrranno un importante benessere per centinaia di lavoratori. Speriamo che, una volta per tutte, venga finalmente innovata anche la responsabilità dei vari Enti autorizzativi”, con queste parola Mauro della Valle, Presidente di Federbalneari Salento, commenta l’emendamento all’interno del Decreto Rilancio, grazie al quale le concessioni demaniali verranno prorogate fino al 2033.

 

Il comparto balneare, grazie al differimento della scadenza dovrebbe saldare alla concessione demaniale i suoi relativi titoli autorizzativi e il prosieguo dell’attività senza dover rimuovere le strutture per soli 3 mesi all’anno. Soltanto così ci sarà un vero salto di qualità delle Imprese sul demanio. Siamo soltanto all’inizio di un percorso di una vera ‘Blue Economy’ e la Puglia, potrebbe essere la prima regione d’Italia, turisticamente parlando, se finalmente si volesse per esempio affrontare come si deve il problema dell’erosione costiera.

 

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il Presidente di Federbalneari della sezione di Fasano, Leonardo de Leonardis: “C’è grande soddisfazione, questo è un risultato che tranquillizza e stabilizza i concessionari, favorendo maggiori investimenti, in un settore trainante per il turismo nazionale e mondiale. Ottimo risultato, non di colore politico, vista la compattezza di maggioranza e opposizione”.

 

A questo punto titolari dei lidi balneari potranno finalmente tirare un sospiro di sollievo, scongiurato il timore di dover smontare le strutture, facilmente o difficilmente amovibili che fossero.

 
 
 

“Peschici in bianco e nero”, il racconto di Matteo Pazienza

Post n°26586 pubblicato il 08 Luglio 2020 da forddisseche

“Peschici in bianco e nero”, il racconto di Matteo Pazienza  

  
 

Se la incontri te ne innamori, lei è lì, sul mare, ed è la vera bomboniera del Gargano. Uscito il libro dell’architetto foggiano Matteo Pazienza dal titolo “Peschici in bianco e nero” edito da Andrea Pacilli Editore che racconta anche attraverso le straordinarie immagini di Michele Sepalone il suggestivo borgo sito a strapiombo sul mare, nel cuore del Gargano e dell’intera Capitanata.

 

“Abbiamo territori bellissimi che non sanno rac­contarsi - esordisce a l’Attacco l’autore dei testi, Matteo Pazienza - i tan­tissimi turisti che vi arrivano restano ammaliati dai paesaggi mozzafiato ma nel momento in cui vorrebbero approfondire sulle radici e sulla storia di quei luoghi non vi trovano nulla. Personalmente mi è capitato spesso che recan­domi in alcune librerie di Peschici per trovare qualche testo che ne raccon­tasse la storia, non vi ho poi trovato niente.

 

Tempo fa viaggiai in costiera amalfitana dove non da ieri, ma da due secoli a questa parte raccontano be­nissimo ciò che son stati e che sono quei posti, meravigliosi spaccati di vita di luoghi altrettanto belli e dei tanti artisti che hanno vissuto quelle terre”. In- somma non un semplice racconto ma un viaggio quasi intimo nella “perla garganica”, così come più volte definita dall'autore che ha poi aggiunto: “Un paesino gioiello, Peschici fu scelta anche dal celebre pittore, ballerino e co­reografo tedesco Alfredo Bortoluzzi, ultimo superstite della Bauhaus di Dessau, una grande scuola di architettura".

 

Di fatto, nel lontano 1958, nonostante il valore della sua opera pittorica fos­se unanimemente riconosciuto dai maggiori critici europei, Bortoluzzi si ri­tirò nel piccolo paese della provincia di Foggia insieme all'amico Fritz Lang. Nella cittadina pugliese, come annotò nei suoi Frammenti..., riprese il suo "lavoro di pittore". I paesaggi del Gargano furono per lui una fonte inesauri­bile di ispirazione che influì grandemente nella evoluzione del linguaggio più maturo dell'opera bortoluzziana.

 

Dopo il grigiore, metaforico e reale, che la guerra aveva portato nella vita degli artisti di quella generazione, il Garga­no rappresentò la rinascita, con il suo sole, la natura da vivere quotidiana­mente con un rapporto simbiotico, gli splendidi colori del promontorio pu­gliese. Sono gli anni in cui riprende, con intensità, l'attività espositiva di Bor­toluzzi, che allestì numerose personali e partecipò ad importanti rassegne. Insomma l’artista scelse Peschici come sua ultima residenza; morì a fine di­cembre di 25 anni fa e tutte le sue opere, tra disegni e schizzi, vennero poi acquistate dalla Banca del Monte di Foggia.

 

“Possibile mai che Peschici non organizzi una mostra d’arte o un premio let­terario? Sorrento, Rimini così come tutto il Salento fanno tantissime inizia­tive. Poi arrivi sul Gargano e tutto si blocca. Silenzio - ribadisce Pazienza. Il libro vuole essere un primo tentativo di raccontare uno dei nostri meravi­gliosi paesi”. Una Peschici da scoprire, “dove il privilegio dei chiaroscuri so­stituisce l’esplosione dei colori di un lembo d’Italia, il Gargano, che non ci si stanca mai di raccontare”.

 

“Una fotografia a colori si esprime già per quello che è. Quando invece non ci sono i colori, i dettagli devono essere scoperti - commenta Pazienza - attraverso il bianco e nero si cerca di arrivare al­l’essenza di un luogo. Con questo testo si cerca infatti di entrare nell’intimo di quei posti, di quella popolazione”. Attraverso i racconti di Matteo Pazienza e l’occhio attento di Michele Sepalone si cerca di entrare in punta di piedi nell’anima stessa di un paese che per millenni è stato dimenticato. “L’ultimo momento di gloria l’hanno vissuto nel medioevo, con le crociate, poi sono stati abbandonati - racconta l’autore - d’altronde la storia d’Italia è stata fat­ta da tutt’altra parte.

 

Circa trent’anni fa quasi nessuno conosceva il nostro Gargano. Col bianco e nero si cerca di entrare in un paese recentemente scoperto in maniera sbagliata dal grande turismo. Credo che Peschici, co­sì come i suoi abitanti, non si senta ancora parte attiva della storia”. Un rac­conto leggero ma profondo: Peschici in bianco e nero rappresenta un lavo­ro certosino che, più che colmare un pesante e gravoso vuoto narrativo, ten­ta di accendere i riflettori su luoghi ancora troppo poco conosciuti. Vuole in qualche maniera spronare le coscienze di tutti i cittadini garganici e non so­lo verso attente e intense riflessioni.

 

mauro pitullo

 

l’attaco

 
 
 

Interrogazione del consigliere regionale Napoleone Cera sull’esclusione di alcune tappe storiche dal tracciato della via Franci

Post n°26585 pubblicato il 08 Luglio 2020 da forddisseche

Interrogazione del consigliere regionale Napoleone Cera sull’esclusione di alcune tappe storiche dal tracciato della via Francigena del Sud  

  
 

Il consigliere regionale dei Popolari, Napoleone Cera, ha presentato un’interrogazione alla Giunta Regionale riguardo l’esclusione di alcune importanti tappe storiche dal tracciato ufficiale delle Vie Francigene.

 

“In modo particolare”, evidenzia Cera, “il tratto tra Stignano e San Giovanni Rotondo, per la parte ricadente nel territorio di San Marco in Lamis, non corrisponde al tracciato storico, pur essendo, ancor oggi, una tappa importante dei pellegrini che (si veda, solo per fare un esempio, le “compagnie” di Vasto e San Salvo) si recano a Monte Sant’Angelo”.

 

Altre incongruenze, sottolinea ancora il Consigliere, si notano “anche per quello che riguarda il Santuario dell’Incoronata di Foggia, che meriterebbero una riconsiderazione del percorso”.

 

A tal proposito, il consigliere Cera interroga l’Assessore competente, Loredana Capone, “se da parte del Comune di San Marco in Lamis vi sia stata una qualche osservazione su tale spostamento del tracciato, in considerazione del fatto che lo stesso Comune ha incentrato sul tracciato “storico” della Via Francigena il Piano di Rigenerazione Urbana, ottenendo anche finanziamenti a tal fine; se non sia il caso di rivedere il tracciato in parola per ristabilire verità storiche che persistono nel presente e per evitare che intere comunità cittadine siano, ingiustamente, tagliate fuori da opportunità culturali, civili ed economiche importanti”.

 
 
 

8 Luglio/ FILOSOFIA

Post n°26584 pubblicato il 08 Luglio 2020 da forddisseche

8 Luglio/ FILOSOFIA  

  
 

«Filosofia» significa in verità: essere in cammino. Le interrogazioni e le do­mande sono per essa più essenziali delle risposte, e ogni risposta viene nuo­vamente e continuamente rimessa in questione.

 

KARL JASPERS

 

Honoré de Balzac, nel suo romanzo La pelle di zigrino, dichiarava: «La chiave di tutte le scienze è indiscutibilmente il punto di doman­da. Dobbiamo la maggior parte delle grandi scoperte al "Come?". E la saggezza della vita consiste nel chiedersi, a qualunque proposito, "Perché?"».

 

Qualcosa del genere c'è anche nella definizione di «filo­sofia» che ci ha lasciato un importante pensatore tedesco, Karl Ja­spers (1883-1969), nella sua opera intitolata appunto Introduzione alla filosofia (1953).

 

È molto suggestiva l'idea che il vero amore per la sa­pienza (tale è il valore del vocabolo greco «filosofia») sia l'«essere in cammino». Già Platone nell'Apologià di Socrate ci ammoniva che «una vita senza ricerca non mette conto d'essere vissuta». Le rispo­ste non dovrebbero essere approdi comodi, ma tappe di un ulteriore percorso verso la Verità suprema e piena che è infinita.

 

Uno scrittore francese contemporaneo, Christian Bobin, afferma­va che «verità è ciò che arde. Essa non è tanto nella parola definitiva, è negli occhi, nelle mani, nel silenzio. La verità sono occhi e mani che ardono in silenzio». Il Salmista invita nella luce di Dio a vedere altra luce, in una sorta di continuo pellegrinaggio colmo di sorprese. Ciò che ai nostri giorni si è perso è proprio questa ansia della scoper­ta, il fremito della ricerca, il coraggio di andar oltre il luogo comune.

 

Ci si ciba di slogan pubblicitari, ci si accontenta di modeste eviden­ze. Sono, invece, le grandi e ultime domande a mettere in moto l'ani­ma e a dar senso alla vita.

 

Gianfranco Ravasi

 
 
 

Obiettivo plastic free, a Vieste un progetto di prevenzione

Post n°26583 pubblicato il 08 Luglio 2020 da forddisseche

Obiettivo plastic free, a Vieste un progetto di prevenzione  

  
 

Vassallo ha parlato: il progetto della Fondazione incentrato sulla pulizia dei fondali marini si è rivelato im­portante in ambito internazionale, ma in Italia e in particolare in Puglia non ha ri­trovato i riscontri necessari a realizzarsi. Un problema, secondo lo stesso Dario Vassalo, attribuibile solo all’amministrazione regionale.

 

L’obiettivo del progetto della Fondazione Vassallo prevedeva un intervento tempe­stivo e programmato in mare e negli ocea­ni, dividendo in tanti quadrati e individuando le zone dove (alternativamente) è possi­bile pescare e dove no. Questo al fine non solo di tutelare le specie marine, ma an­che di definire delle linee guida per i pe­scatori e i potenziali ritrovamenti in mare di rifiuti come la plastica.

 

L’obiettivo è quello di eliminare la plastica e promuovere comportamenti virtuosi per evitare di compromettere maggiormente l’ecosistema. Preso in esame come esempio di Comune virtuoso è Vieste, che con un recente provvedimento bandisce la plastica nel proprio territorio comunale, al fine di promuovere una serie di azioni che pongano maggiore attenzione alla sa­lute del pianeta. Provvedimento che ad oggi vede un certo ritardo a causa del­l’emergenza sanitaria da coronavirus. “Abbiamo fatto l’ordinanza plastic free che abbiamo sospeso a causa del Covid, che entrerà in vigore a gennaio del pros­simo anno - dichiara a l’Attacco il Sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti - Abbiamo dato una mano alle aziende che avremmo altrimenti aggravato di costi portando

 

avanti il provvedimento. Siamo inoltre Co­mune capofila in un progetto regionale per realizzare un’azione che vada nella dire­zione della prevenzione e della pulizia dei fondali. Si fa riferimento in particolare alle reste. Per il progetto sono circa 250 mila euro, noi siamo il Comune capofila per questo progetto di prevenzione per la pu­lizia dei fondali, al fine di prevenire ap­punto il fenomeno. La finalità è quella di evitare che la plastica arrivi e si depositi sui fondali. Cerchiamo di fare il nostro e aiutare quanto possibile”.

 

Su questo progetto interviene il Sindaco di Rodi Garganico Carmine D’Anelli. “Un’ottima iniziativa e si sta attivando - di­chiara a l'Attacco - Pulire i fondali marini non è una cosa semplice, se avessimo fondali marini inguaiati non avremmo questo tipo di mare.

 

Oggi abbiamo acqua limpida e cristallina e non c’è sporcizia. Il problema è relativo in determinate zone dove c’è l’accumulo di situazioni indu­striali. Purtroppo abbiamo il problema del­le reti dei pescatori, chi però con le barche con il motore a turbine raccolgono telline. Spesso le troviamo sulle battigie quando ci sono le mareggiate”.

 

L’obiettivo è quello di creare una cittadi­nanza consapevole, che si attivi per man­tenere il mare pulito e aiutare le creature che lo abitano, per far fronte ad un proble­ma ambientale.

 

Nei mari è emergenza plastica e le tartarughe marine sono tra le specie maggiormente soggette a intrappolamento e ingestione di questo mate­riale inquinante, che non solo danneggia gravemente la struttura dell’ecosistema, ma può provocare danni importanti alle specie marine.

 

A lanciare l'allarme in oc­casione della giornata mondiale delle tartarughe è il Wwf, che sul Mediterraneo av­verte che le correnti fanno tornare sulle coste l'80% dei rifiuti di plastica. Un pro­blema importante non solo per i Comuni che affacciano sul mare, ma per l’intera fi­liera che gira attorno al mercato ittico. Sempre più numerosi ì casi di pesci o al­tre specie che ingeriscono micro e nano plastica.

 

 

 

silvia guerrieri

 

l’attacco

 
 
 

07 Lug - 19:44:55 Vieste – L’ASSESSORE STARACE: “IL CONVENTO DEI CAPPUCCINI SARÀ IL CARDINE DEL POLO CULTURALE VIESTANO”

Post n°26582 pubblicato il 08 Luglio 2020 da forddisseche

07 Lug - 19:44:55
Vieste – L’ASSESSORE STARACE: “IL CONVENTO DEI CAPPUCCINI SARÀ IL CARDINE DEL POLO CULTURALE VIESTANO” [VIDEO]
La piena disponibilità del Comune di Vieste per il Convento Beata Vergine degli Angeli (ex Convento Cappuccini annesso alla Parrocchia del SS Sacramento) ha particolarmente soddisfatto l’assessore comunale alla Cultura Graziamaria Starace. In questa intervista ne spiega la motivazioni.