C’è una voce che racconta un disagio continuo, ripetuto ogni mattina da decenni, e che oggi torna a farsi sentire con forza. È la voce dei lavoratori, pendolari di Foggia e del Gargano (Manfredonia, Mattinata, Monte Sant’Angelo, Vieste, etc.), che da anni percorrono quotidianamente la tratta mattutina per raggiungere il posto di lavoro.
«Il problema è risaputo da anni – spiegano –. Abbiamo inviato numerose lettere agli enti competenti, fino a Bari, ma non abbiamo mai ottenuto risposte concrete». Una situazione che col tempo non solo non è migliorata, ma che in alcuni periodi dell’anno è addirittura peggiorata, rendendo impossibile per molti lavoratori rispettare gli orari di servizio.
Attualmente, per raggiungere Vieste nelle prime ore del mattino, sono disponibili soltanto due pullman: uno in partenza alle 7.15 da Manfredonia e uno alle 7.10 da Monte Sant’Angelo. Quest’ultimo, nato come mezzo principalmente dedicato agli studenti dell’Istituto Alberghiero, oggi viaggia quasi vuoto, dal momento che molte sedi scolastiche sono state trasferite a San Giovanni Rotondo e Manfredonia. Nonostante ciò, la corsa viene spesso soppressa durante le festività e, soprattutto, nel periodo estivo.
Il risultato è che i lavoratori sono costretti ad affidarsi quasi esclusivamente al pullman proveniente da Manfredonia. Un mezzo che, nei mesi di luglio e agosto, effettua il giro da Pugnochiuso, allungando sensibilmente i tempi di percorrenza. «Si arriva a Vieste anche alle 9.15 o alle 9.20 – raccontano i lavoratori – quando invece dovremmo timbrare il cartellino alle 8.00. In queste condizioni è materialmente impossibile utilizzare il trasporto pubblico».
Una situazione che costringe molti dipendenti a organizzarsi autonomamente, con enormi sacrifici personali ed economici. «Io non dispongo di un mezzo mio – prosegue un lavoratore –. Mio marito è costretto ad accompagnarmi ogni mattina. Partiamo alle 5.20, arrivo sul posto intorno alle 6.00 e resto ad aspettare per oltre due ore prima di iniziare il turno. Poi lui deve rientrare e andare a lavorare». Un disagio che si traduce in stress, costi aggiuntivi e una qualità della vita fortemente compromessa.
Negli anni, l’unico riscontro ufficiale è arrivato da un esponente istituzionale, che ha riconosciuto come il problema sia noto, ammettendo però l’impossibilità di intervenire sul passaggio da Pugnochiiuso. Un’area in cui, peraltro, salgono e scendono pochi passeggeri, spesso sprovvisti di biglietto, come sottolinea la lavoratrice. «Se davvero non si può fare nulla per quel tratto – osservano – almeno si potrebbe garantire una corsa alternativa o mantenere attivo anche d’estate il pullman da Monte Sant’Angelo».
Le richieste avanzate sono chiare e ragionevoli: anticipare l’orario di partenza delle corse mattutine, garantire puntualità sia in inverno che in estate e istituire un pullman di linea intorno alle 7.00 o alle 6.50, in grado di far arrivare i lavoratori a Vieste in tempo per l’inizio del servizio. Una soluzione che, secondo la fisioterapista, risponderebbe alle esigenze di numerosi pendolari.
«Siamo in tanti – ribadiscono – non solo operatori sanitari, ma anche personale scolastico. Oggi, ad esempio, i collaboratori scolastici dell’Alberghiero non riescono più a prendere il pullman perché arrivano in ritardo e subiscono penalizzazioni senza possibilità di recupero». «Chiediamo solo di poter lavorare dignitosamente – concludono –. Se un articolo può servire a smuovere le coscienze e le istituzioni, allora questa è davvero la nostra ultima spiaggia».
statoquotidiano
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il 25/12/2024 alle 07:37
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