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Pizzomunno con gerani rossi.

 

 
Pizzomunno

Lungo il tratto meridionale della costa viestana, ritroviamo una piccola spiaggia che deve il suo nome all’ imponente faraglione che dalle acque cristalline si erge sovrano a sorvegliare la città ed i suoi abitanti: la Spiaggia del Pizzomunno.

Qui sembra aver avuto luogo un’ interessante e fantastica vicenda che ha come protagonisti due giovani innamorati , entrambi originari di Vieste .

Pizzomunno , giovane ed attraente pescatore, e Cristalda , ragazza bellissima dai lunghissimi capelli color dell’ oro, si amavano teneramente e vivevano nella convinzione che nulla al mondo potesse intaccare un sentimento tanto forte e sincero.

Ogni sera, Cristalda scendeva in spiaggia per salutare il suo bel Pizzomunno prima che con la sua barca andasse incontro al mare aperto.

Ogni notte, in mare, Pizzomunno riceveva la visita delle sirene che cercavano di ammaliarlo con i loro canti soavi. Le regine del mare desideravano ardentemente che Pizzomunno diventasse il loro re ed amante.

Il giovane, però, non cedette mai alle avance delle sirene tentatrici , avendo già donato il suo cuore alla candida Cristalda.

I reiterati rifiuti del giovane, scatenarono la furia delle sirene .

Una sera, le sirene raggiunsero i due amanti sulla spiaggia ed aggredirono Cristalda con grande ferocia, inghiottendola nelle profondità del mare.

Pizzomunno
fu colto da un dolore devastante, talmente grande da pietrificarlo per sempre.

Il giorno seguente, i pescatori di Vieste trovarono Pizzomunno pietrificato sulla roccia che oggi porta il suo nome.

La leggenda vuole che, ogni cento anni, Cristalda riemerga dalle profondità del mare per incontrare Pizzomunno e rivivere con lui l’ emozione di una notte d’amore sulla spiaggia che li fece incontrare.

 

 

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Promontorio del Gargano

Il più delle volte si pensa che la storia antropologica ebbe inizio sul promontorio del Gargano con l'apparizione dell'Arcangelo Michele più di sedici secoli or sono quando ancora il Cristianesimo conviveva con le allora attuali religioni pagane. Ma se analizziamo le carte romane si nota che gli insediamenti sedentari sono precedenti all'apparizione dell'Arcangelo e si trovavano sulla costa e ai piedi del sontuoso monte (Ergitium ,Sipontum ,Merinum ,Teanum , ,Apulum ,Urium).
Si trovano degli insediamenti umani persino precedenti a questi ultimi, ma bisogna risalire addiritturà all'età del bronzo, tanto è vero che lungo la provinciale che collega Foggia con San Marco in Lamis, a qualche chilometro da Borgo Celano, in zona"Chiancata La Civita-Valle di Vitturo"  è stato ritrovato la necropoli più antica della intera Europa. Altre testimonianze sono date dagli insediamenti rupestri e dalla innumerevole presenza di oggetti litici e di mura megalitiche che si sono scoperti nel corso degli anni sul Gargano.
 

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Toro seduto

 

Per noi i guerrieri non sono quello che voi intendete. Il guerriero non è chi combatte, perché nessuno ha il diritto di prendersi la vita di un altro. Il guerriero per noi è chi sacrifica sé stesso per il bene degli altri. È suo compito occuparsi degli anziani, degli indifesi, di chi non può provvedere a sé stesso e soprattutto dei bambini, il futuro dell'umanità.

Toro seduto

 

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Tutto ciò che l'uomo ha imparato

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona e il seguente testo "Tutto ciò che l'uomo ha imparato dalla storia, é che l'uomo dalla storia non ha imparato niente. Hegel"

 

Servo di Dio Don Antonio Spalatro .

 

Messaggi del 10/04/2026

LA CROCE ROSSA ITALIANA/ A MANFREDONIA LA 4ª EDIZIONE DELLE OLIMPIADI DI PRIMO SOCCORSO 10 Aprile 2026 La Croce Rossa Italiana

Post n°34393 pubblicato il 10 Aprile 2026 da forddisseche

LA CROCE ROSSA ITALIANA/ A MANFREDONIA LA 4ª EDIZIONE DELLE OLIMPIADI DI PRIMO SOCCORSO

La Croce Rossa Italiana – Comitato Regionale Puglia ha scelto la città di Manfredonia per ospitare la 4ª edizione delle Olimpiadi di Primo Soccorso, un’importante iniziativa dedicata alla formazione dei giovani, alla diffusione della cultura del primo soccorso e alla promozione dei valori del volontariato, della solidarietà e della prevenzione.

Protagonisti dell’evento saranno gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado provenienti da tutta la Puglia, che si confronteranno in realistiche simulazioni sanitarie, rese possibili grazie al contributo degli operatori trucco e simulo della Croce Rossa Italiana. Le prove permetteranno ai partecipanti di mettere in campo competenze tecniche, capacità operative e spirito di squadra.

Le attività saranno valutate da giudici volontari della CRI, tra cui monitori e Trainer Manovre Salvavita (TMSAP). I monitori sono volontari specializzati e abilitati all’insegnamento di specifiche materie sanitarie e socio-assistenziali. I Trainer Manovre Salvavita (TMSAP) sono volontari qualificati, formati per insegnare tecniche di primo soccorso alla popolazione e abilitati a svolgere attività formative BLSD adulto e pediatrico, diffondendo manovre fondamentali come la rianimazione cardiopolmonare (RCP) e le tecniche di disostruzione delle vie aeree.

Accanto agli scenari di emergenza sanitaria, saranno proposti anche momenti formativi dedicati all’educazione alla pace e alla sensibilizzazione su tematiche di grande rilevanza sociale, tra cui il contrasto ai pregiudizi, la sicurezza stradale, la salute sessuale e l’inclusione sociale, ampliando così il valore educativo dell’iniziativa.

La manifestazione rappresenta un significativo momento di crescita e consapevolezza sui temi della sicurezza, dell’educazione sanitaria e della tutela della vita umana, valori fondamentali promossi dalla

Croce Rossa Italiana nel pieno rispetto dei Sette Principi Fondamentali del Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa: Umanità, Imparzialità, Neutralità, Indipendenza, Volontariato, Unità e Universalità.

Le città di Manfredonia e di Vieste hanno risposto con entusiasmo all’organizzazione dell’evento, concedendo il patrocinio e sostenendo il Comitato territoriale della Croce Rossa Italiana attraverso un concreto supporto economico, logistico e la fornitura di beni necessari alla realizzazione della manifestazione.

L’evento si svolgerà nella suggestiva cornice di Piazza del Popolo e nel cuore del centro storico di Manfredonia, che per l’occasione si trasformerà in un vero e proprio villaggio della prevenzione e del soccorso, aperto anche alla cittadinanza nella giornata di domenica 19 aprile.

Lunedì 13 aprile alle ore 18.30 presso la sala consiliare del Comune di Manfredonia è prevista una conferenza stampa in presenza del Presidente CRI Puglia Raffaele Pio Di Sabato e il Presidente del comitato territoriale CRI di Manfredonia Andrea Nobile.

PROGRAMMA

  • Manfredonia – Piazza del Popolo –

Domenica 19 aprile 2026

Ore 09:00 – Cerimonia di inaugurazione

Ore 09:30 – Inizio delle gare

Ore 13:30 – Pausa pranzo

Ore 14:30 – Ripresa delle attività

Ore 17:30 – Conclusione delle gare

Ore 18:00 – Cerimonia di premiazione

 

 
 
 

QUANDO LE DEROGHE DIVENTANO LA REGOLA: IL CASO DI VIESTE. LA REPLICA DI ALESSIO NOBILETTI 10 Aprile 2026 Replica alla Redazione

Post n°34392 pubblicato il 10 Aprile 2026 da forddisseche

QUANDO LE DEROGHE DIVENTANO LA REGOLA: IL CASO DI VIESTE. LA REPLICA DI ALESSIO NOBILETTI

Replica alla Redazione di ReteGargano
In merito all’articolo recentemente pubblicato dalla testata “ReteGargano”, notiamo come, dietro lo schermo del “riceviamo e pubblichiamo”, siano state diffuse accuse senza alcuna firma autografa, celando l’identità dell’autore dietro un generico riferimento a una “e-mail”.
A differenza di chi sceglie l’anonimato, noi abbiamo deciso di rispondere mettendoci la faccia, con la trasparenza che ci ha sempre contraddistinto e senza alcuna necessità di nasconderci.

La vicenda che ha coinvolto il Mistral Café è stata trattata da qualcuno come esempio di irregolarità, ma la verità è ben altra. Chi oggi alza la voce e parla di legalità, per anni ha potuto agire indisturbato, trasformando autorizzazioni modeste in operazioni edilizie di ben altro livello. Parliamo di strutture nate come centri benessere e divenute relais di lusso, con tanto di insegna e camere affittate ai turisti, in aree dove ogni variazione d’uso avrebbe richiesto ben altre valutazioni.

Tutto questo a pochi metri da noi, e sempre con lo stesso copione: progetti approvati in sordina, sanatorie “costruite” su misura, controlli che sparivano davanti a nomi noti e a rapporti che intrecciavano tecnici comunali ed ex amministratori oggi divenuti soci in affari. Questo è il vero nodo della questione: non la presunta irregolarità del Mistral, ma un sistema di relazioni che per troppo tempo ha permesso a pochi di fare e disfare, piegando le regole agli interessi personali.

Chi oggi si erge a difensore della legalità dovrebbe prima spiegare come sia stato possibile che per anni si sia chiuso un occhio (e spesso due) su trasformazioni palesemente in contrasto con la pianificazione urbanistica e ambientale. E dovrebbe chiarire perché chi lavori con trasparenza e rispetti ogni procedura venga invece sottoposto a una lente tanto più rigida.

A Vieste non serve una legalità “a orologeria”, che si accende e si spegne a seconda di chi è coinvolto. Serve una svolta morale e civile, che separi in modo netto l’amministrazione pubblica dagli interessi privati e che restituisca credibilità alle istituzioni.

Non accetto lezioni da chi ha fatto del doppio standard una regola di comportamento. Il Mistral Café ha sempre agito alla luce del sole, nel rispetto delle leggi e con l’unico intento di offrire lavoro, musica e socialità a questa comunità. La vera sfida, adesso, è far emergere la verità e chiudere definitivamente la porta a quel sistema opaco che ha umiliato la nostra città e tradito la fiducia dei cittadini onesti.

Alessio Nobiletti

Egregio Alessio Nobiletti,

l’articolo poc’anzi pubblicato è regolarmente firmato e inviato via mail. ReteGargano non pubblica contenuti anonimi o artefatti. L’autore, come previsto dalla legge, può chiedere la non pubblicazione della firma, fermo restando che la Redazione ne verifica l’identità.

La testata è uno spazio di informazione e libero pensiero al servizio dei cittadini, non una cassetta postale per contenuti privi di rilevanza informativa o civica.

Da sempre per evitare equivoci: non pubblichiamo contributi non firmati né richieste di visibilità fondate su un uso distorto del diritto di replica.

L’articolo in questione è firmato.

la redazione

 

 
 
 

VIESTE – “Pranzo con i poveri”, annuale iniziativa di solidarietà del ristorante “Il Capriccio” Il Apr 10, 2026 672 Condividi

Post n°34391 pubblicato il 10 Aprile 2026 da forddisseche

VIESTE – “Pranzo con i poveri”, annuale iniziativa di solidarietà del ristorante “Il Capriccio”
672

Una esperienza di fraternità e di gioia a servizio dei meno fortunati. E’ quella che hanno vissuto ieri un’ottantina di nostri concittadini meno abbienti con il “Pranzo con i poveri” nel ristorante “Capriccio”, sul molo Sud del porto peschereccio di Vieste, grazie alla grande disponibilità dello chef, Leonardo Vescera, che ogni anno predispone l’iniziativa di solidarietà. Al pranzo sono state invitate persone facenti parte delle varie parrocchie cittadine dalle quali vencono seguiti ed aiutati constantemente, grazie anche al coordinamento del responsabile vicariale della Caritas dioceana, don Gioacchini Strizzi, dei responsabili e operatori parrocchiali e della benemerita associazione caritativa del “Buon Samaritano” di Vieste. Hanno partecipato anche alcuni parroci, sempre pronti ad aiutare chi ne ha bisogno. Un aiuto dioscreto e silenzioso con cui si cerca di colmare le sacche di povertà che anche a Vieste, purtroppo, esistono. L’arcivescovo, padre Franco Moscone, impossibilitato a partecipare, ha manifestato il suo compiacimento per la bella iniziativa sententosi comunque vicini a tutti.
Un bel momento di fraternità e di attenzione verso i più bisognosi a cui la chiesa viestana guarda e sostiene con grande attenzione. Da evidenziare anche la lodevole iniziativa dello chef, Leonardo Vescera, gestore del Capriccio, che offre il pranzo e che organizza il tutto, rimanendo sempre disponibile, tutti i giorni dell’anno, verso chi ha veramente bisognoe bussa alla porta del suo rinomato ristorante sul porto.

 

 
 
 

URIA GARGANICA: PATRIMONIO ARCHEOLOGICO PERSO O OPPORTUNITÀ DI CRESCITA? 10 Aprile 2026 Il 17 e 18 ottobre del 1987, si svolse

Post n°34390 pubblicato il 10 Aprile 2026 da forddisseche

URIA GARGANICA: PATRIMONIO ARCHEOLOGICO PERSO O OPPORTUNITÀ DI CRESCITA?

Il 17 e 18 ottobre del 1987, si svolse a Vieste unimpegnativo e influente convegno internazionale di studi dal titolo “Uria garganica e la grotta di Venere sull’isolotto del faro di Vieste (III secolo a. C.), organizzato dal nato da pochi anni Centro di Cultura “Niccolò Cimaglia” e patrocinato dall’Assessorato alla promozione culturale della Regione Puglia, dall’Assessorato alla cultura dell’amministrazione provinciale di Foggia, dalla Società di Storia Patria per la Puglia, dal Comune di Vieste.

Fu un convegno che riscosse un enorme successo, le cui risonanze a distanza di quasi 40 anni non si sono del tuttoaffievolite. Vide la partecipazione attiva e autorevole di illustri personalità del mondo culturale pugliese e italiano, delle università di Bari e di Lecce, della Società di Storia Patria per la Puglia, finendo per dare il via nel 1991 all’istituzione a Vieste della settima sezione provinciale della Società di Storia Patria per la Puglia.

Fu un convegno importante quanto necessario, considerato che in un precedente convegno tenutosi sempre a Vieste nel 1982 sulla ricerca archeologica nel territorio garganico, il professore Enzo Lippolis aveva prospettato, a differenza delle tesi prevalenti dell’epoca, l’identificazione di Uria con Vieste, quando diversi studiosi ipotizzavano la sua presenza nei dintorni del lago di Varano, pur non essendo ancora noti i risultati degli scavi del 1953 nella piana di Carpino condotti dal professore Cosimo D’Angela, e quando non era stata ancora scoperto sull’isolotto del faro di Vieste il santuario dedicato a Venere Sosandra.

Il prof. Lippolis, nella relazione “Testimonianze di età romana nel territorio garganico”, aveva individuato le forme urbanizzate presenti nel Gargano in età romana, nonostante le limitate e incerte fonti letterarie peraltro tutte a carattere geografico, ritenendo fantasiosa e a carattere campanilistico la letteratura locale degli ultimi due secoli che ammetteva quali centri urbanizzati oltre Uria anche Matinum, Merinum, Apenestae e diversi siti dell’area settentrionale (Monte Tabor, Monte Civita).

Tra le fonti letterarie Lippolis teneva in particolare considerazione quella di Strabone, il quale aveva individuato la punta del Gargano quale limite tra il Mare Ionio e quello Adriatico, come attestato anche da Tolomeo. Lippolis riteneva che l’unico centro garganico ad essere dotato di strutture urbane definite dal IV secolo a.C. in avanti fosse la città di Vieste, avendo una cinta muraria (blocchi isodomici), un porto sicuramente aperto ai traffici commerciali con l’Oriente, mentre invece dal II secolo a.C. le altre forme insediative presenti sul Gargano erano tramontate.

Dal confronto delle fonti letterarie indicanti quale centro urbanizzato la città romana di Uria con le evidenze archeologiche rinvenute nel territorio di Vieste, molte delle quali ricercate e descritte dall’ispettore onorario delle Sovrintendenze Michele Petrone(tombe, corredi, epigrafi messapiche, pavimento tardorepubblicano, decorazioni musive, mosaici, ceramiche varie, statuetta di Venere, raccolta numismatica, ecc.), e ora raccolte in parte nel Museo Archeologico di Vieste a lui intitolato, il professor Lippolis concludeva che Vieste costituiva il centro principale del Gargano più orientale, in quanto unica comunità politicamente organizzata: «… fino al V-IV secolo a.C. assistiamo alla compresenza di almeno quattro insediamenti: S. Tecla, S. Salvatore, Vieste e Monte Tabor, tra i quali prende il sopravvento quello costiero di Vieste, discretamente interessato dalle correnti commerciali marittime. Quest’ultimo si urbanizza abbastanza velocemente nel corso del IV secolo a.C., mantenendo tradizioni linguistiche locali, ma aprendosi sensibilmente al processo di ellenizzazione culturale che pervade l’intera regione apula. Dall’età augustea il centro urbano conosce una notevole decadenza, mentre acquista rilievo un fundus di discrete dimensioni, quello di S. Maria di Merino…».

Ritornando al 1987, il presidente del convegno internazionale, il vice presidente della Società di Storia Patria per la Puglia e cittadino onorario della città di Vieste Pasquale Soccio, comunicava che nel mese di maggio Angelo Russi dell’Università degli Studi di Lecce gli aveva riferito entusiasta che, a seguito di una ricognizione archeologica sullo scoglio di S. Eugenia a Vieste, era stato scoperto un santuario con testimonianza  epigrafica dedicata a Venere Sosandra, destinato a modificare gli elementi di storia e di topografia garganica, considerato che trovava conferma nel carme 36 di Catullo facente riferimento a Uria garganica.

Un altro studioso, Aldo Siciliano dell’Università degli Studi di Bari, produceva una relazione sulla monetazione di Uria, riprendendo la tesi del professore Lippolis che identificava Uria con Vieste e chiarendo che l’unica zecca presente nel Gargano era situata a Uria e che, inoltre, Vieste ipoteticamente conteneva le caratteristiche ricercate in Uria: centro peschereccio e agricolo, città più orientale del Gargano, unico centro urbanizzato sin dal IV-III secolo a.C., cinta muraria, presenza di un faro, ritrovamento unico di grandi quantità di monete di Uria, iscrizioni daunie.

A seguire, il professore Vittorio Russi della Sovrintendenza ai Monumenti e alle Antichità della Puglia, in una corposa relazione riguardante l’archeologia e la topografia antica del Gargano settentrionale, affermava che la scoperta di un santuario dedicato a Venere Sosandra sull’isolotto del faro di Vieste, unitamente alle tesi proposte dal professor Lippolis cinque anni prima, cambiavano radicalmente le ipotesi fino ad allora proposte sugli insediamenti antichi del promontorio garganico e aprivano interessanti prospettive legate alla localizzazione di Uria a Vieste.

Nella successiva relazione, il professore Cosimo D’Angela dell’Università degli Studi di Bari troncava le aspettative di quanti, studiosi, appassionati, cittadini, avevano sostenuto la tesi dell’ubicazione di Uria nella piana di Carpino. Infatti, in riferimento agli scavi del 1953, il professore D’Angela concludeva che le risultanze emerse escludevano l’eventualità dell’esistenza di un insediamento urbano qual era Uria, trattandosi tuttavia di un prezioso insediamento altomedievale succeduto ad una villa rustica garganica.

Infine, Marina Mazzei della Sovrintendenza Archeologica della Puglia e Giuliano Volpe dell’Università degli Studi di Bari, esaminando la documentazione archeologica di Vieste e ricordando i meriti dell’opera svolta nelle ricerche di Michele Petrone e di Giuseppe Ruggieri (unitamente a Antonio Cirillo e Angelo Vaira), entrambi anche se in epoche diverse Ispettori Onorari delle Sovrintendenze, rifacendosi alla relazione svolta dal professore Lippolis nel precedente convegno di Vieste del 1982, concludevano in sintesi che «a differenza di altri siti abitati in età preromana in quest’area garganica (Monte Civita, Monte Tabor, Coppa dei Fossi, San Salvatore), a Vieste è invece riconoscibile una forma di urbanizzazione dell’insediamento fra il IV e il III secolo a. C., legato a contemporanee organizzazioni del sistema fondiario dell’agro circostante».

Si vuol concludere, quindi, che lo stato del patrimonio archeologico di Vieste e dell’intero Gargano merita una gestione attenta, affrancata da speculazioni e interessi particolari, poiché evidentemente suscettibile di notevoli interessi pubblici di sviluppo, non solo culturali, potendo saldamente concorrere a rinsaldare e completare le già grandi potenzialità del comparto turistico balneare, finora ristrette alla stagione estiva.

Politica, associazionismo e cittadinanza aprano un dibattito serio e costruttivo su un patrimonio che costituisce un prezioso bene comune, meritevole di tutela e valorizzazione.

Michele Eugenio Di Carlo

(Società di Storia Patria per la Puglia, sezione Gargano)

 

 
 
 

VIESTE – FIDA PASCOLO 2026: VIA LIBERA AGLI INDIRIZZI PER L’ASSEGNAZIONE DEI TERRENI COMUNALI 9 Aprile 2026 Il Comune di Vieste

Post n°34389 pubblicato il 10 Aprile 2026 da forddisseche

VIESTE – FIDA PASCOLO 2026: VIA LIBERA AGLI INDIRIZZI PER L’ASSEGNAZIONE DEI TERRENI COMUNALI

Il Comune di Vieste definisce gli indirizzi per la concessione dei terreni demaniali destinati alla fida pascolo per l’anno 2026, confermando l’impianto regolamentare vigente e avviando la predisposizione di un nuovo avviso pubblico per l’assegnazione delle aree.

In Giunta comunale ad illustrare il provvedimento è stato il sindaco che ha richiamato le precedenti deliberazioni con cui sono stati approvati il regolamento comunale in materia e le tariffe attualmente in vigore. Il sistema di gestione della fida pascolo si inserisce in un contesto normativo consolidato, volto a disciplinare l’utilizzo del demanio civico a destinazione silvo-pastorale.

Il patrimonio comunale, costituito da vaste superfici di pascoli e aree boschive, rappresenta una risorsa essenziale per numerose aziende agro-zootecniche del territorio, in particolare per quelle che operano in aree marginali o caratterizzate da ridotta disponibilità di terreni propri. La concessione annuale consente infatti di sostenere concretamente l’attività produttiva locale, garantendo al contempo una gestione controllata delle risorse pubbliche.

L’assegnazione dei terreni avverrà nel rispetto del principio di priorità a favore dei residenti, titolari del diritto di uso civico. Solo le eventuali superfici eccedenti potranno essere destinate ad aziende non residenti, secondo criteri definiti dall’Amministrazione e nel rispetto delle normative vigenti.

Per il 2026, il Comune ha stabilito che la superficie complessivamente concedibile non dovrà superare, in media, quella assegnata negli ultimi cinque anni, così da mantenere un equilibrio tra domanda e disponibilità.

Resta invariato il sistema tariffario: 82,37 euro per UBA per i residenti e 123,55 euro per UBA per i non residenti. È prevista inoltre la possibilità di rateizzare il canone in tre momenti distinti: una prima quota pari al 40% al momento del rilascio della concessione, seguita da un secondo versamento del 30% entro il 30 settembre e dal saldo del restante 30% entro il 30 novembre 2026.

L’avviso pubblico che sarà predisposto dal Settore Ambiente richiederà ai partecipanti la dichiarazione, tramite autocertificazione, di una serie di requisiti obbligatori. Tra questi rientrano l’identificazione dell’azienda zootecnica, la qualifica professionale dell’operatore, la registrazione presso l’ASL competente, il numero dei capi espressi in UBA e correttamente identificati, nonché la conformità ai dati del fascicolo aziendale validato AGEA.

Particolare attenzione è riservata anche agli aspetti sanitari: gli animali dovranno essere indenni da brucellosi e accompagnati da certificazione sanitaria valida al momento dell’immissione al pascolo. La mancanza di tali requisiti comporterà la revoca della concessione.

Ulteriori condizioni riguardano l’assenza di condanne penali per reati contro il patrimonio, il rispetto della normativa antimafia, la regolarità amministrativa e contributiva e il rispetto delle disposizioni contenute nel regolamento comunale, nelle prescrizioni forestali e nella normativa regionale e nazionale di riferimento.

Tra i criteri preferenziali per l’assegnazione vengono considerati la residenza nel Comune di Vieste, la qualifica di imprenditore agricolo professionale o coltivatore diretto, la localizzazione dell’azienda sul territorio comunale o in aree limitrofe, la regolarità nei pagamenti relativi alle precedenti concessioni e l’esperienza già maturata nella gestione dei terreni comunali.

In via eccezionale, il Comune consentirà anche ad allevatori non residenti, ma proprietari di terreni confinanti con il territorio di Vieste, di accedere alla concessione per superfici adiacenti ai propri fondi, applicando le tariffe previste per i non residenti.

Il provvedimento si inserisce in un contesto economico complesso per il settore zootecnico, segnato da difficoltà legate a fattori climatici e produttivi. L’Amministrazione comunale ribadisce così l’intento di sostenere il comparto attraverso strumenti regolati, trasparenti e orientati alla valorizzazione del patrimonio pubblico e alla continuità delle attività agricole locali.

 

 
 
 
 
 

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