L'Auditel non misura l'effettivo gradimento del pubblico. L'Auditel uccide la televisione. Quante volte il sistema di misurazione dell'ascolto televisivo è stato oggetto di polemiche irrisolte?!? Fin da quando apparso a fine anni 80' non ha entusiasmato gli addetti ai lavori e qualche critico televisivo che prende come base proprio i numeri elargisce teorie sui programmi televisivi sempre con una certa faciloneria. Ma davanti ai numeri che bocciano o premiano il lavoro di chi produce e idea un programma da qualche giorno si è presentata una novità che proviene proprio dal servizio pubblico radiotelevisivo.Tutti i format tv che vediamo, secondo il sistema progettato dalla Rai, non saranno più soltanto oggetto dell'Auditel ma ad essi sarà associato un gradimento di tipo qualitativo probabilmente di indubbia attendibilità.A regolare l'attività del nuovo Auditel sulla qualità sarà un apposito comitato composto da sei membri: tre nominati dalla Rai (il sociologo Mario Abis, il professor Giorgio Marbach, l'ex dirigente Rai Piero Zucchelli), uno dal Cnu, il Consiglio Nazionale degli Utenti (Remigio Del Grosso), uno dal Ministero delle Comunicazioni (il professor Giuseppe Sangiorgi), uno, infine, dall'Agcom, l'autorità per le garanzie delle comunicazioni. E sembra che Corrado Calabrò (presidente Agcom) abbia pensato non ad un tecnico ma ad un attore: Gabriele Lavia.