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L' Arte bruta di Moacir

Post n°286 pubblicato il 10 Febbraio 2011 da LivinginFortaleza
 

La sua casa si vede a distanza ..la si distingue fra tutte, nel piccolo villaggio di Vila Sao Jorge, nell'interno del Goìas. Una casa  umile ma decorata interamente da dipinti coloratissimi, dentro e fuori, come se l'autore, nonchè proprietario, avesse una sorta di horror vacui. Moacir in effetti un orrore in passato ce l'aveva e non tanto per lo spazio quanto per le persone.. i due anziani genitori raccontano che ogni volta che arrivava qualcuno a casa, Moacir andava a nascondersi o scappava di casa  contrariato, rintanandosi nel bosco.

Raramente usciva fuori ed i pochi contatti che aveva, avvenivano attraverso un buco in una coperta in cui, come in un bozzolo, si avvolgeva. Comportamenti eccentrici ed asociali che lo facevano additare come pazzo, ma vari esami hanno comprovato la sua sanità mentale.

Insolito lo è di sicuro, come insolita è la sua storia : analfabeta, non sa leggere nè scrivere, una famiglia poverissima,  è costretto per un certo periodo ad andare a lavorare in miniera per sopravvivere. A cinque anni recupera pezzetti di carbone o cocci di ceramica e disegna su pietra, carta, sul pavimento e sulle pareti di casa. A sette anni chiede alla madre carta e matite ed il suo universo interiore può finalmente liberarsi. Unico suo modo di comunicare. 

E' un universo onirico dove sacro e profano si mescolano, si intersecano, non metaforicamente ma proprio visivamente, e dove le metamorfosi sono un tema costante, fra uomo e donna, fra uomo e animale, fra animali, fra diavoli ed angeli. Nei suoi disegni, nelle sue pitture troviamo di tutto, da Gesù Cristo ad animali domestici, da strane creature zoomorfe, a scene di sesso, dalla Madonna ai fiori, vegetali, coltelli. Moacir assicura che tutto ciò che dipinge lo vede, di notte nell'oscurità come se fosse vivo, per lui è reale, vero.. sono visioni che si materializzano davanti a lui e gli girano intorno come fossero fumo, diffondendosi nell'aria, ma nessuno gli crede.." e per forza- dice lui- non le vedi !"

Alcune le riconosce, le spiega, le decrive, altre non riesce assolutamente a decifrarle.. le ha viste, le ha disegnate, ma non sa nemmeno lui cosa siano.. Le donne nude sono un 'idea fissa, di schiena, a cosce spalancate ed i genitali femminili che si moltiplicano, si accavallano fino ad assomigliare a pesci stilizzati. Chi lo conosce giura che Moacir non è mai stato con una donna, non  ne ha mai vista una nuda, e quasi quasi trovano la cosa divertente.. "Le disegna ma non ne capisce niente.."



Moacir ha problemi uditivi e difficoltà di linguaggio, ma adesso ha superato la paura della gente.. accoglie tanti turisti che vengono a vedere e comprare i suoi quadri.. ora si può permettere di vivere solo per la sua pittura, che gli ha permesso di comprarsi la casa e mantenersi.

Di distrazioni non ne ha, a parte guardare  la tv o farsi un giro in bicicletta per il paese, con una grande maschera di diavolo sul davanti. Dice che lo fa per propaganda. C'è a chi piace e a chi no. Alcuni vicini tempo fa lo hanno denunciato alla Polizia perchè infastiditi dai disegni di donne nude sulla sua porta di casa. Intervenuti i poliziotti, Moacir ha dovuto rimuovere i disegni "offensivi" ma ha proseguito  a ricrearli al suo interno, imperterrito..


Non sa quanti anni ha, ma il suo documento di identità dichiara che ha 45 anni e l'unica cosa che sa scrivere è il suo nome, imparato da solo. La sua è una pittura che parte da dentro e va verso l'esterno.. Tutto passa dentro di lui ed esce sotto forma di un brioso groviglio, talvolta inquetante, di fauna e flora, di diavoli  e scarafaggi, di serpenti e pappagalli,  pesci e gatti, multitudine di teste a formarne una sola in un inglobarsi reciproco, in un divorarsi continuo per trasformarsi in qualcos'altro..



Sette giorni di riprese, sette giorni di intrusi in casa, sette giorni di interviste per poterlo raccontare..ed il risultato è il bel documentario "Moacir - Arte bruta" di Walter Carvalho.

Inutile chiedersi se sia normale o no, si rimane incantati dalla facilità innata del tracciare linee, del creare dal foglio bianco un'immagine che è giusta così com'è, che altrimenti non sarebbe perfetta. Come se qualcuno gli spingesse la mano, guidato da madre Natura che se tanto gli ha tolto, tanto gli ha dato. E mentre Moacir si interrompe e ti fissa con uno sguardo enigmatico, di una cosa si è assolutamente sicuri : lui alla sua arte non rinuncerà mai.

 
 
 
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