FOSCO

Mia figlia è SOPRAVVISSUTA!


SEBASTIANO SATTA: Poeta tra i massimi della Sardegna, avvocato, giornalista. Nacque a Nuoro nel 1867.  Esercitò la professione di avvocato penalista, distinguendosi per le profonde competenze in campo giuridico e per l'ispirata eloquenza.Sciagure familiari, ristrettezze economiche e una salute cagionevole avevano reso non facile la sua vita. Colpito da paralisi, il poeta visse gli ultimi sei anni in dolorosa immobilità, morendo a Nuoro, nel 1914, a 47 anni.Di lui, ho scelto una poesia struggente, dedicata alla figlia morta, per i motivi che esporrò sotto.SEPULTA DOMUSMi dicevan: - FulanoÈ ricco, ha molto armenti,ha vigneti fiorenti,pomarì ai poggi e al piano.E’ assai ricco Fulano! -Ed io cantavo nel mio cuor fedele:Ah! Più grande tesorol’ho io nella mia casa:Una figlietta, una bambina d’oroChe raggia d’astri tutti i mie pensieri.O bambina, bambina!Ed ecco tu sei morta.Ed io non ho più nulla;e invidio ora il mendicoche dà nel cavo della mano al figliol’acqua delle fontane;e invidio anche il tapinoche torna all’abituro senza panee trova il figlio lacero, piangentenella tenebra, privo di ogni cosa, ma vivo!                                              (Sebastiano Satta)Questa poesia, ricordo di scuola, mi ha accompagnato per due lunghi anni nella notte, come un ritornello, quando invece di dormire guardavo il soffitto in cerca di un segno di speranza che sembrava ogni giorno allontanarsi sempre di più. Inutile rammentare i vari consulti medici, le tante visite presso specialisti vicini  e lontani, e i tristi ricoveri ospedalieri.Mia figlia, una ragazza con uno stupendo personale, un fiore pieno di salute, qualche anno fà è entrata nel tunnel dell' ANORESSIA, a 17 anni...  L'ho vista morire giorno dopo giorno...la osservavo spegnersi come una candela, senza potere far nulla, senza che la medicina potesse far nulla, senza che lei volesse far nulla per guarire.Sono stati due anni terribili, due anni che non ho praticamente, vissuto, due anni che ho dovuto far finta di essere forte, paziente, sicuro, ma con l' anima ridotta a brandelli e il cuore strizzato come uno straccio. Una sera, quando ormai da qualche giorno viveva costantemente abbracciata al caminetto acceso, tremante di freddo e di paura, con meno di 40 battiti al minuto, con la pressione massima a poco più di 60, ridotta a meno di 35 kg. (è alta circa 170 cm.), praticamente morente, finalmente ci ha guardato con i suoi begli occhi tristi, scavati, e tra mille lacrime ci ha chiesto: AIUTATEMI, sto tanto male!E da quel giorno è cominciata una lenta, faticosa risalita, non priva di qualche ricaduta, ma alla fine vittoriosa. Non sta ancora bene del tutto, cura con troppa attenzione la sua alimentazione, a volte soffre di attacchi di panico, ogni tanto dorme male, ha varie paure e incertezze, è angosciata per ogni piccolo disturbo che avverte, non ha ancora ritrovato il suo peso forma (anche se la separano solo 3 o 4 kg)...l'anoressia le ha lasciato come ricordoquesta forma di depressione altalenante che spesso mi preoccupa, però può condurre una vita quasi normale, ha conseguito la laurea breve con 110 e lode pochi mesi fà, ma soprattutto, quel che più conta è che è  V I V A !!!Nonostante la sofferenza vissuta, e le problematiche che ancora sussistono, mi ritengo fortunato, perché tanti altri hanno visto i propri figli morire di anoressia, di bulimia, di droga, di malattia, e per incidenti vari....e alla perdita di un figlio credo che non ci si possa rassegnare MAI....In questa notte in cui il dolore vissuto è ritornato un po' a galla per fortuna solo come un brutto ricordo, vada il mio pensiero commosso a tutti coloro che invece hanno subito la stessa tragedia che colpì il poeta sardo....