Avevo incontrato Renzo al bar dopo un sacco di tempo. Mi aveva chiesto come andava, io avevo alzato le spalle, che in quel momento voleva dire: non rompere che sto leggendo la Gazzetta, non ho un lavoro, tiro avanti con gli avanzi e passo le giornate a leggere pagine rosa e a guardare film. Allora Renzo, mi aveva detto che aveva un lavoro facile. Solo una visitina in casa di due vecchietti, non hanno neanche la porta blindata, ho già controllato, mi aveva detto. Paolo lo Sciacallo, vuole che si prelevi una cosa per lui, una busta o un documento, è un lavoro pulito, pulito, niente scazzi. Un po’ di appostamenti per capire i movimenti, due, tre foto, quattro appunti e si entra. Se ci va bene non serve neanche che sfondiamo e non se ne accorge nessuno. Io non ero tanto dell’idea, era da un po’ che ero fuori dal giro e sinceramente, indulto o no, non avevo per niente voglia di tornar dentro. Mi stava uscendo un po’ di quella cosa che i grandi chiamano coscienza, credo. Ma ero a corto di soldi, mi arrangiavo vivendo sulle costole dei miei. Loro non è che fossero granchè contenti e non mi riusciva difficile capirne il motivo. Dopo la storia della rapina con i pusher credo di averli destabilizzati definitivamente. Ma da qualche parte, dicono che non è mai troppo tardi per ricominciare così, una volta uscito, mi ero messo in cerca di un lavoro qualsiasi. Pare, però, che la mia fama arrivasse prima della mia faccia, per merito del Magher e di certi suoi amici che me l’avevano giurata. Alla fine avevo accettato, Renzo è uno che ci sa fare, prende sempre le sue precauzioni e poi siamo amici da una vita. Ieri mattina ero arrivato quasi in ritardo all’appuntamento, ero talmente tranquillo che non avevo nemmeno sentito la sveglia. Vedo Renzo che mi aspetta alla fermata dell’autobus, legge il giornale con fare indifferente e mi porge il mio biglietto. Per l’autobus?! Non voglio storie, aveva detto. Saliamo sul 15 e scendiamo alla fermata della Stanga. Effettivamente, penso, con tutto il casino che c’è per Via Anelli, cosa vuoi che sia una visita in casa d’altri? Secondo le tabelle di Renzo la villetta dovrebbe essere vuota per le prossime due ore. Il mercoledì lui va nel suo vecchio studio, fino a mezzogiorno. Lei è al mercato, non torna mai prima delle 11. Sono le 9 meno cinque. Abbiamo tutto il tempo. (Continua)More Later
TROVARE LAVORO (2)
Avevo incontrato Renzo al bar dopo un sacco di tempo. Mi aveva chiesto come andava, io avevo alzato le spalle, che in quel momento voleva dire: non rompere che sto leggendo la Gazzetta, non ho un lavoro, tiro avanti con gli avanzi e passo le giornate a leggere pagine rosa e a guardare film. Allora Renzo, mi aveva detto che aveva un lavoro facile. Solo una visitina in casa di due vecchietti, non hanno neanche la porta blindata, ho già controllato, mi aveva detto. Paolo lo Sciacallo, vuole che si prelevi una cosa per lui, una busta o un documento, è un lavoro pulito, pulito, niente scazzi. Un po’ di appostamenti per capire i movimenti, due, tre foto, quattro appunti e si entra. Se ci va bene non serve neanche che sfondiamo e non se ne accorge nessuno. Io non ero tanto dell’idea, era da un po’ che ero fuori dal giro e sinceramente, indulto o no, non avevo per niente voglia di tornar dentro. Mi stava uscendo un po’ di quella cosa che i grandi chiamano coscienza, credo. Ma ero a corto di soldi, mi arrangiavo vivendo sulle costole dei miei. Loro non è che fossero granchè contenti e non mi riusciva difficile capirne il motivo. Dopo la storia della rapina con i pusher credo di averli destabilizzati definitivamente. Ma da qualche parte, dicono che non è mai troppo tardi per ricominciare così, una volta uscito, mi ero messo in cerca di un lavoro qualsiasi. Pare, però, che la mia fama arrivasse prima della mia faccia, per merito del Magher e di certi suoi amici che me l’avevano giurata. Alla fine avevo accettato, Renzo è uno che ci sa fare, prende sempre le sue precauzioni e poi siamo amici da una vita. Ieri mattina ero arrivato quasi in ritardo all’appuntamento, ero talmente tranquillo che non avevo nemmeno sentito la sveglia. Vedo Renzo che mi aspetta alla fermata dell’autobus, legge il giornale con fare indifferente e mi porge il mio biglietto. Per l’autobus?! Non voglio storie, aveva detto. Saliamo sul 15 e scendiamo alla fermata della Stanga. Effettivamente, penso, con tutto il casino che c’è per Via Anelli, cosa vuoi che sia una visita in casa d’altri? Secondo le tabelle di Renzo la villetta dovrebbe essere vuota per le prossime due ore. Il mercoledì lui va nel suo vecchio studio, fino a mezzogiorno. Lei è al mercato, non torna mai prima delle 11. Sono le 9 meno cinque. Abbiamo tutto il tempo. (Continua)More Later