c'era una volta qualche tempo fà una coppia di ragazzi diversi eppure tanto simili la loro storia cominciò nel'1989 quando il ragazzo perse nel'giro di quattro mesi la nonna la madre il padre e dopo due giorni la ragazza di allora dire che stesse male era un eufemismo da una famiglia di 5 persone gli restava solo il fratello con tanti problemi che un 19enne non dovrebbe affrontare compreso dover pagare un mutuo lasciatogli dal'padre che lo costrinse ad abbandonare gli studi per andare a lavorare per aiutare il fratello così due anni di scuola professionale di telefonia andarono in fumo compreso un lavoro quasi sicuro alla sip che era il pegno promesso dal'padre di alessandra per il loro futuro, fù un periedo oscuro di dolore era si circondato dagli amici che fecero di tutto per consolarlo ma sembrava fosse morto dentro era diventato un altra persona a ferirlo fù la ragazza che gli morì tra le braccia troppo anche per un ragazzo forte come lui , non reagiva si lasciava andare era sempre taciturno lui che prima bisognava tenerlo a bada per quanto era vivace gli amici non riuscivano a scuoterlo Ma una sera i sguardi di lui e lei s'incontrarono si erano seduti uno di fronte all'altro lui rimase colpito dalla bellezza di lei aveva un viso di un ovale perfetto dei occhi piccoli ma vivaci di un verde smeraldo chiari da mozzare il fiato nasino piccolo e grazioso bocca piccola ma carnosa che gli sorrideva " ciao.. sei tu francesco mi chiamo nunzia ...ti và di parlare un pò ..." nell' farlo gli aveva preso le mani ..andiamo fuori .. va bene si va bene disse lui uscirono dal'pub parlava con lieve accento campano sono una amica di marco f lui mi ha raccontato di quello che ti è successo sai forse posso capirti io non ho mai conosciuto mio padre ... va bene soggiunse lui ancora sorpreso e si lascio portare poco pù in là a via numitore lì lei trovò una piccola scaletta larga abbastanza per tutti è due seduti cominciarono a confidarsi i loro più intimi segreti come se fossero amici da sempre lui si aprì come forse non aveva fatto mai con nessuno anche lei gli disse tutto quello aveva avuto dei grossi problemi non da meno di lui il padre ucciso dalla mafia che non ha mai conosciuto era originaria di caso un paese del'casertano a tre anni la famiglia si trasferì a roma ma gli inizi non furono buoni vissero i primi anni di stenti in una baracca di tor sapienza andarono avanti così almeno fino a che dopo due anni e mezzo fino a quando la madre pina riusci a trovare un lavoro stabile che potesse che permise loro di trasferisi a finocchio in una casa in affitto poi quando anche il fratello roberto trovò lavoro anche lui comprarono un terreno e ci cominciarono a costruire casa ci misero un pò cinque mesi ma alla fine ebbero la loro casa abusiva si ( poi condonata) ma un tetto tutto loro durante la conversazione lei che lo aveva preso per mano senza mai mollarlo lo srinse più forte durante la descrizione dei problemi di lui si commosse quasi fin alle lacrime quando gli parlò della madre dei seri problemi che ebbe lo incoraggiò gli asciugo le lacrime che lui versò non seppe trattenersi propio non ci riusci , stettero oltre un ora a parlare ogniuno a raccontarsi i suoi problemi e a incoraggiarsi a vicenda lui si sorprese quando chiestole l'eta lei disse ho 15 anni aveva pensato che avesse la sua ètà stava studianto al classico ma non vedeva l'ora di lavorare lui vidde che aveva i capelli biondi tinti con un taglio insolito da punk (tanto per capire come quello della cantante dei roxette che all'epoca spopolavano) indossava un abito semplice verde petrolio scarpe bordeaux e borsetta blu notte a un certo punto venne un loro un loro amico alberto a cercarli contrariato quando li rinproverò loro si scambiarono uno sguardo d'intesa e lui disse " scusami mi ero messo a parlare non me ne ero accorto " tornarono verso il pub con tutti gli amici che li aspettavano affiancati e mano nella mano lei camminava in modo sinuoso e sotto i vestiti s'intuiva un fisico atletico minuta ma bella ritornarono verso la casa di lui nella stessa macchina lei volle vedere dove abitava si salutarono lì verso mezzanotte dandosi un bacio sulla guancia lei intuendo la sua domanda gli disse " non ti proccupare ci rivedremo ancora e presto "prese carta e penna e gli scrisse il suo numero di telefono " chiamami ehh ..." certo lo faro senzaltro" rispose lui salendo su verso casa salutati gli altri amici sentì dentro di se come se fosse ritornata la fiducia nella vita una nuova speranza crebbe dentro il suo animo aveva ritrovato la voglia di vivere ed era bastato quel semplice gesto d'affetto a dargliela di nuovo a casa guardò il foglio capì che rappresentava una nuova speranza retrospettivamente debbo molto a lei perchè mi evitò do prendere una brutta strada sono passato molte volte dove accadde tutto ciò le scalette di un pane e oli all'epoca in uno spiazzo a via evandro da lì si vedeva il pub dove ci eravamo consciuti a via numitore ora il negozio non esiste più il pub è diventato un negozio di scarpe nike le cose cambiano lo so il giorno dopo verso sera presi in mano la cornetta del telefono la misi vicino all'orecchio sinistro e composi il numero aspettai dopo alcuni scatti sentì una vocina dire "pronto chi è " ciao sei la sorella di nunzia " si fù la risposta " me la puoi passare al telefono per favore " Va bene" attese alcuni secondi poi la voce desiderata arrivò alle sue orecchie " francesco ?" si sono io " come ti senti " ora molto meglio da quanto ti ho conosciuto sto bene assolutamente bene " sentì dal'altro capo del' telefono una risatina " ne sono felice sai non pensavo di farti questo effetto " non sai quanto è grande l'effetto che mi hai fatto " altra risata " allora possiamo vederci di nuovo ? ti và " certo che mi và.. dove e a che ora " rispose deciso lui" hummm..vediamoci davanti a san giovanni bosco ho la scuola là vicino diciamo..alle 13.40 ok " si che và bene non vedo l'ora di vederti ...un ultima cosa mi fai un bacetto !? " smackkk ciao a domani " il giorno dopo una giornata di tempo variabile a metà settembre arrivai 20 minuti prima ero vestito con un giubotto di pelle nera pantaloni della levis originali neri cintura della chiarro con fibbia in oro e scarpe da cowboy a punta nere il massimo della moda allora ad un tratto mi sentii coprire gli occhi capìì che era lei in vena di scherzare " chi sono " sussurro lei con voce suadente " nunzia" risposi cercando di calcare il più possibile il nome mi girai lei invece aveva uno spolverino marrone camicia azzurra e pantaloni di jeans azzurro pomice scarpette nere basse a zatterone " allora che facciamo " andiamo a casa di una mia amica qua vicino " d'accordo " risposi me la ero prefigurato da solo ma andava bene lo stesso meglio non fare il difficile al primo appuntamento camminnammo un bel 'pò l'amica stava dal'altra parte di piazza dei consoli arrivammo che erano quasi le due a via marco fulvio nobiliore la via dove stanno i viglili del'fuoco prendemmo l'ascensore stavano al'ultimo piano l'8° appena uscimmo s'apri una porta " ah eccoci qua" eclamò una ragazza capellona cogli occhiali da miope mi ricordo mafalda quella dei fumetti che spuntò da dietro la porta prima salutò nunzia abracciandola poi si rivolse a me " te lo sei scelto carino sei tu il ragazzo speciale " ehhh si sono io " risposi un poco imbarazzato cavolo lo sanno già tutte pensai tutte le ragazze hanno un amica del'cuore giulia era quella di nunzia prese i nostri soprabiti e li mise all'attacca panni ci fece strada fino alla sala da pranzo " ecco ho preparato il pranzo mettetevi sedurti " ma io ho già mangiato" non era vero ma tutta questa premura mi metteva in imbarazzo giula si girò e nunzia mi disse al'orecchio "falla contenta si crede una gran cuoca ? " ah siii " dissi io in preda a un presentimento culinario catastrofico " ah ssi ssi " feci per distogliere l'attenzione mentre l'amica arrivava con il primo presi il primo cucchiao di pasta come se mi stessero condanando a morte trovai che non era male anzi era propio buona rinfrancato mangiai di gusto arrivò il secondo il secondo un polpettone un disastro feci un gran sforzo di volontà fingento che mi piacesse nunzia davanti a me si mise la mano davanti alla bocca per non ridere ma lo sguardo diceva tutto giulia mangiava felice senza sospettare nulla , il terzo arrivò e io memore della delusione precedente misi il cucchiaio di macedonia in bocca sperando fosse buona non male quasi mangiabile nunzia mangiava e taceva giulia pure finito il terzo "che vi porto da bere " chiese giulia " un caffè " dissi io " un cappuccino " rispose nunzia appena s'allontano le dissi "lo sai che sei propio una disgraziata " non te la prendere voleva conoscerti a tutti costi disse lei sorridendo e sedendosi vicino a me e mettendomi un braccio attorno al collo mi dette " il bello deve ancora venire " mi disse suonava come una bella promessa e così fù rimanemmo tutto il pomeriggio a parlare e io aiutai tutte e due a fare i compiti ci rivedemmo molte altre volte a casa di giulia o più tardi dopo i compiti quando lavoravo scoprii molte cose a riguardo di nunzia (giulia si rivelo un ottima fonte ) giocava a calcio cosa rara al'epoca ma non si fermava a quello era una ottima nuotatrice e ogni tanto correva la maratona amava follemente i gelati anche fuori stagione e la cioccolata bianca tanto che non riuscivo a capire come non ingrassase mai gli piaceva il cinema quando potevamo andavamo sempre a vedere un film lei mi chiamava il mio grande cucciolone io a lei la mia leonessa (per via della capigliatura a ricci che portava)a un certo punto mi soprannominò tom cruise le avevo detta che mi piaceva l'aviazione mi diceva sempre con la sua voce sottile e sinuosa " sei il mio top gun " aveva una dote speciale riusciva spesso a intuire le mie intenzioni forse ero prevedibile o forse un sesto senso femminile fatto sta che mi capiva alla perfezione amava le carezze le effusioni tanto che quando eravamo soli passavamo le ore a baciarci e carezzarci tanto che spesso riusciva a farmi girare letteralmente la testa era curiosa e s'interessava a tutto quello che facevo senza pregiudizi e critiche di sorta voleva sapere tutto e le interessava tutto come se avesse una gran voglia di sapere e spesso partecipava a tutte le cose che facevo costruimmo insieme uno dei miei primi modelli di carrii armati che conservo come una reliquia ascoltava la mia stessa musica ( così ha imparato ad apprezzare i simple minds depeche mode e spandaw ballet ) scriveva e anzi era quasi brava quanto me ci scambiavamo consigli ed impressioni a vicenda quando voleva qualcosa me la chiedeva mettendomi una mano sul'cuore non riuscivo quasi mai a dirle di no anche se debbo dire che aveva in fondo poche pretese sorrideva sempre ed era molto vivace ed allegra amava insomma la vita nelle sue cose migliori eravamo felici e quando le chiedevo se mi amava " si ti amo perche sei il ragazzo più onesto e sincero che conosco sei la mia bella favola e io sono la tua fatina " nei suoi splenditi occhi verdi vedevo la felicità ritrovata e anzi speravo che questo durasse in eterno dolci illusioni giovanili delle dense e minacciose nubi stavano per addensarsi sul nostro futuro....
c'era una volta una ragazza e un ragazzo .....1° parte
c'era una volta qualche tempo fà una coppia di ragazzi diversi eppure tanto simili la loro storia cominciò nel'1989 quando il ragazzo perse nel'giro di quattro mesi la nonna la madre il padre e dopo due giorni la ragazza di allora dire che stesse male era un eufemismo da una famiglia di 5 persone gli restava solo il fratello con tanti problemi che un 19enne non dovrebbe affrontare compreso dover pagare un mutuo lasciatogli dal'padre che lo costrinse ad abbandonare gli studi per andare a lavorare per aiutare il fratello così due anni di scuola professionale di telefonia andarono in fumo compreso un lavoro quasi sicuro alla sip che era il pegno promesso dal'padre di alessandra per il loro futuro, fù un periedo oscuro di dolore era si circondato dagli amici che fecero di tutto per consolarlo ma sembrava fosse morto dentro era diventato un altra persona a ferirlo fù la ragazza che gli morì tra le braccia troppo anche per un ragazzo forte come lui , non reagiva si lasciava andare era sempre taciturno lui che prima bisognava tenerlo a bada per quanto era vivace gli amici non riuscivano a scuoterlo Ma una sera i sguardi di lui e lei s'incontrarono si erano seduti uno di fronte all'altro lui rimase colpito dalla bellezza di lei aveva un viso di un ovale perfetto dei occhi piccoli ma vivaci di un verde smeraldo chiari da mozzare il fiato nasino piccolo e grazioso bocca piccola ma carnosa che gli sorrideva " ciao.. sei tu francesco mi chiamo nunzia ...ti và di parlare un pò ..." nell' farlo gli aveva preso le mani ..andiamo fuori .. va bene si va bene disse lui uscirono dal'pub parlava con lieve accento campano sono una amica di marco f lui mi ha raccontato di quello che ti è successo sai forse posso capirti io non ho mai conosciuto mio padre ... va bene soggiunse lui ancora sorpreso e si lascio portare poco pù in là a via numitore lì lei trovò una piccola scaletta larga abbastanza per tutti è due seduti cominciarono a confidarsi i loro più intimi segreti come se fossero amici da sempre lui si aprì come forse non aveva fatto mai con nessuno anche lei gli disse tutto quello aveva avuto dei grossi problemi non da meno di lui il padre ucciso dalla mafia che non ha mai conosciuto era originaria di caso un paese del'casertano a tre anni la famiglia si trasferì a roma ma gli inizi non furono buoni vissero i primi anni di stenti in una baracca di tor sapienza andarono avanti così almeno fino a che dopo due anni e mezzo fino a quando la madre pina riusci a trovare un lavoro stabile che potesse che permise loro di trasferisi a finocchio in una casa in affitto poi quando anche il fratello roberto trovò lavoro anche lui comprarono un terreno e ci cominciarono a costruire casa ci misero un pò cinque mesi ma alla fine ebbero la loro casa abusiva si ( poi condonata) ma un tetto tutto loro durante la conversazione lei che lo aveva preso per mano senza mai mollarlo lo srinse più forte durante la descrizione dei problemi di lui si commosse quasi fin alle lacrime quando gli parlò della madre dei seri problemi che ebbe lo incoraggiò gli asciugo le lacrime che lui versò non seppe trattenersi propio non ci riusci , stettero oltre un ora a parlare ogniuno a raccontarsi i suoi problemi e a incoraggiarsi a vicenda lui si sorprese quando chiestole l'eta lei disse ho 15 anni aveva pensato che avesse la sua ètà stava studianto al classico ma non vedeva l'ora di lavorare lui vidde che aveva i capelli biondi tinti con un taglio insolito da punk (tanto per capire come quello della cantante dei roxette che all'epoca spopolavano) indossava un abito semplice verde petrolio scarpe bordeaux e borsetta blu notte a un certo punto venne un loro un loro amico alberto a cercarli contrariato quando li rinproverò loro si scambiarono uno sguardo d'intesa e lui disse " scusami mi ero messo a parlare non me ne ero accorto " tornarono verso il pub con tutti gli amici che li aspettavano affiancati e mano nella mano lei camminava in modo sinuoso e sotto i vestiti s'intuiva un fisico atletico minuta ma bella ritornarono verso la casa di lui nella stessa macchina lei volle vedere dove abitava si salutarono lì verso mezzanotte dandosi un bacio sulla guancia lei intuendo la sua domanda gli disse " non ti proccupare ci rivedremo ancora e presto "prese carta e penna e gli scrisse il suo numero di telefono " chiamami ehh ..." certo lo faro senzaltro" rispose lui salendo su verso casa salutati gli altri amici sentì dentro di se come se fosse ritornata la fiducia nella vita una nuova speranza crebbe dentro il suo animo aveva ritrovato la voglia di vivere ed era bastato quel semplice gesto d'affetto a dargliela di nuovo a casa guardò il foglio capì che rappresentava una nuova speranza retrospettivamente debbo molto a lei perchè mi evitò do prendere una brutta strada sono passato molte volte dove accadde tutto ciò le scalette di un pane e oli all'epoca in uno spiazzo a via evandro da lì si vedeva il pub dove ci eravamo consciuti a via numitore ora il negozio non esiste più il pub è diventato un negozio di scarpe nike le cose cambiano lo so il giorno dopo verso sera presi in mano la cornetta del telefono la misi vicino all'orecchio sinistro e composi il numero aspettai dopo alcuni scatti sentì una vocina dire "pronto chi è " ciao sei la sorella di nunzia " si fù la risposta " me la puoi passare al telefono per favore " Va bene" attese alcuni secondi poi la voce desiderata arrivò alle sue orecchie " francesco ?" si sono io " come ti senti " ora molto meglio da quanto ti ho conosciuto sto bene assolutamente bene " sentì dal'altro capo del' telefono una risatina " ne sono felice sai non pensavo di farti questo effetto " non sai quanto è grande l'effetto che mi hai fatto " altra risata " allora possiamo vederci di nuovo ? ti và " certo che mi và.. dove e a che ora " rispose deciso lui" hummm..vediamoci davanti a san giovanni bosco ho la scuola là vicino diciamo..alle 13.40 ok " si che và bene non vedo l'ora di vederti ...un ultima cosa mi fai un bacetto !? " smackkk ciao a domani " il giorno dopo una giornata di tempo variabile a metà settembre arrivai 20 minuti prima ero vestito con un giubotto di pelle nera pantaloni della levis originali neri cintura della chiarro con fibbia in oro e scarpe da cowboy a punta nere il massimo della moda allora ad un tratto mi sentii coprire gli occhi capìì che era lei in vena di scherzare " chi sono " sussurro lei con voce suadente " nunzia" risposi cercando di calcare il più possibile il nome mi girai lei invece aveva uno spolverino marrone camicia azzurra e pantaloni di jeans azzurro pomice scarpette nere basse a zatterone " allora che facciamo " andiamo a casa di una mia amica qua vicino " d'accordo " risposi me la ero prefigurato da solo ma andava bene lo stesso meglio non fare il difficile al primo appuntamento camminnammo un bel 'pò l'amica stava dal'altra parte di piazza dei consoli arrivammo che erano quasi le due a via marco fulvio nobiliore la via dove stanno i viglili del'fuoco prendemmo l'ascensore stavano al'ultimo piano l'8° appena uscimmo s'apri una porta " ah eccoci qua" eclamò una ragazza capellona cogli occhiali da miope mi ricordo mafalda quella dei fumetti che spuntò da dietro la porta prima salutò nunzia abracciandola poi si rivolse a me " te lo sei scelto carino sei tu il ragazzo speciale " ehhh si sono io " risposi un poco imbarazzato cavolo lo sanno già tutte pensai tutte le ragazze hanno un amica del'cuore giulia era quella di nunzia prese i nostri soprabiti e li mise all'attacca panni ci fece strada fino alla sala da pranzo " ecco ho preparato il pranzo mettetevi sedurti " ma io ho già mangiato" non era vero ma tutta questa premura mi metteva in imbarazzo giula si girò e nunzia mi disse al'orecchio "falla contenta si crede una gran cuoca ? " ah siii " dissi io in preda a un presentimento culinario catastrofico " ah ssi ssi " feci per distogliere l'attenzione mentre l'amica arrivava con il primo presi il primo cucchiao di pasta come se mi stessero condanando a morte trovai che non era male anzi era propio buona rinfrancato mangiai di gusto arrivò il secondo il secondo un polpettone un disastro feci un gran sforzo di volontà fingento che mi piacesse nunzia davanti a me si mise la mano davanti alla bocca per non ridere ma lo sguardo diceva tutto giulia mangiava felice senza sospettare nulla , il terzo arrivò e io memore della delusione precedente misi il cucchiaio di macedonia in bocca sperando fosse buona non male quasi mangiabile nunzia mangiava e taceva giulia pure finito il terzo "che vi porto da bere " chiese giulia " un caffè " dissi io " un cappuccino " rispose nunzia appena s'allontano le dissi "lo sai che sei propio una disgraziata " non te la prendere voleva conoscerti a tutti costi disse lei sorridendo e sedendosi vicino a me e mettendomi un braccio attorno al collo mi dette " il bello deve ancora venire " mi disse suonava come una bella promessa e così fù rimanemmo tutto il pomeriggio a parlare e io aiutai tutte e due a fare i compiti ci rivedemmo molte altre volte a casa di giulia o più tardi dopo i compiti quando lavoravo scoprii molte cose a riguardo di nunzia (giulia si rivelo un ottima fonte ) giocava a calcio cosa rara al'epoca ma non si fermava a quello era una ottima nuotatrice e ogni tanto correva la maratona amava follemente i gelati anche fuori stagione e la cioccolata bianca tanto che non riuscivo a capire come non ingrassase mai gli piaceva il cinema quando potevamo andavamo sempre a vedere un film lei mi chiamava il mio grande cucciolone io a lei la mia leonessa (per via della capigliatura a ricci che portava)a un certo punto mi soprannominò tom cruise le avevo detta che mi piaceva l'aviazione mi diceva sempre con la sua voce sottile e sinuosa " sei il mio top gun " aveva una dote speciale riusciva spesso a intuire le mie intenzioni forse ero prevedibile o forse un sesto senso femminile fatto sta che mi capiva alla perfezione amava le carezze le effusioni tanto che quando eravamo soli passavamo le ore a baciarci e carezzarci tanto che spesso riusciva a farmi girare letteralmente la testa era curiosa e s'interessava a tutto quello che facevo senza pregiudizi e critiche di sorta voleva sapere tutto e le interessava tutto come se avesse una gran voglia di sapere e spesso partecipava a tutte le cose che facevo costruimmo insieme uno dei miei primi modelli di carrii armati che conservo come una reliquia ascoltava la mia stessa musica ( così ha imparato ad apprezzare i simple minds depeche mode e spandaw ballet ) scriveva e anzi era quasi brava quanto me ci scambiavamo consigli ed impressioni a vicenda quando voleva qualcosa me la chiedeva mettendomi una mano sul'cuore non riuscivo quasi mai a dirle di no anche se debbo dire che aveva in fondo poche pretese sorrideva sempre ed era molto vivace ed allegra amava insomma la vita nelle sue cose migliori eravamo felici e quando le chiedevo se mi amava " si ti amo perche sei il ragazzo più onesto e sincero che conosco sei la mia bella favola e io sono la tua fatina " nei suoi splenditi occhi verdi vedevo la felicità ritrovata e anzi speravo che questo durasse in eterno dolci illusioni giovanili delle dense e minacciose nubi stavano per addensarsi sul nostro futuro....