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Idee sclerotiche


Amo paragonare le idee a degli esseri viventi. Esse infatti, proprio come questi sono generate dalla relazione fra altre idee, nascono in forma embrionale, si sviluppano, diventano mature, poi poco a poco invecchiano e muoiono… per rinascere. Inoltre esse hanno una struttura complessa e organica: sono una sintesi dell’ elaborazione di più esperienze messe a confronto, hanno bisogno di nutrimento: utilizzano altre esperienze che confermino la loro attendibilità, una volontà propria: entrano in contrasto con altre possibili ipotesi che la nostra stessa mente crea per confutare e provare la loro attendibilità…(mi fermo qui, il paragone potrebbe continuare a lungo). Esse sono il frutto più complesso del nostro apparato cognitivo. Sempre sulla scia del paragone con gli essere viventi anche queste possono subire delle patologie… una di queste è il pregiudizio. Dal mio vocabolario: “ Pregiudizio 1) Opinione preconcetta capace di far assumere atteggiamenti ingiusti spec. Nell’ ambito del giudizio o dei rapporti sociali.” Ecco cosa ritengo sia un pregiudizio: un idea morta.. Personalmente sono convinto che un pregiudizio sia un idea “calcificata”, una malattia del nostro apparato cognitivo. Chi ne è affetto perde la cognizione reale dell’oggetto verso cui è rivolto. Ad esempio: una persona convinta che i meridionali siano tutti sfaticati, anche di fronte ad una palese dimostrazione del contrario, continuerà caparbiamente a sostenere la sua “tesi”. Conseguentemente, chi ne è affetto vive una dissociazione parziale dalla realtà. Certo chi possiede un buon bagaglio culturale e una discreta intelligenza, possiede un arma in più per difendersi da questo problema, ma non per questo se ne rende immune. Ci sono, purtroppo, tantissimi esempi di persone colte che hanno pregiudizi stupidissimi. Secondo voi qual’è la causa dei pregiudizi? Una o tante? Si può curare?