La macchina della solitudine (alcune vittime)
Giorni fa, dopo circa quattro mesi, ho rivisto i miei cari... Non ho mai capito quanto amassi la mia famiglia tanto come adesso che, per via della mia scelta, posso rivederla fisicamente solo pochi giorni all' anno... ma non è questo ciò di cui voglio parlarvi...ho incontrato dei miei vecchi amici, alcuni di quelli di cui vi ho accennato nel mio post... loro non sono stati fortunati come me... due di essi che come me amavano esprimersi attraverso la poesia vivono da anni ai margini della società... non fanno una bella vita, non l'invidio affatto... alcuni di essi sono dediti al alcol altri sono sull'orlo della depressione (anzi già usano psicofarmaci da anni). ho incontrato una ragazza che ha avuto problemi di droga e con tanta fatica n'è uscta fuori... adesso ha una bambina, ma suo padre non ha voglia di vivere le sue responsabilità... vorrebbe non essere costretta a vivere sulle spalle della sua famiglia, ma da noi lavoro non se ne trova... Tutti questi hanno una cosa in comune, un etichetta invisibile che invita la gente "normale" a scansarli... mi è bastato scambiare qualche parola con loro per scorgere nel loro sguardo un barlume di riconoscenza... forse in me vedono una speranza... loro sanno che sono riuscito ad uscirne, o almeno a non farmi strappare la dignità che spetta a qualsiasi essere umano... Adesso ho dentro tanta rabbia che devo trasformare in energia, forza, volontà per fare qualcosa per loro....