La Via Strano gioire per la folgoreche mi prostrafra la danza di certezze cadutecome le carte di un giocoscomposto dal vento:mi hai rivolto una Parola.Mi rimane l’estremo del filo cheStringo fra le mani, sottile,invisibile, indissolubile, eternoSi dipana nella storia,disegna arabeschi di cuis’intravedono solopiccoli scorci:altissimo Mistero.Mi conduce a ciò cheho sempre cercato e possedutochiesto ed avutoconosciuto ed ignorato.Dagli abissi dello Splendoreai miei timidi riflessi,l’Amore narra la sua fecondità:amando il Padre genera Chi ama: spira il Dono. Emerge una danza dal nullaattorno alla Bellezza.Il canto riecheggia all’infinito.Fra Umberto Panipucci.
Post N° 57
La Via Strano gioire per la folgoreche mi prostrafra la danza di certezze cadutecome le carte di un giocoscomposto dal vento:mi hai rivolto una Parola.Mi rimane l’estremo del filo cheStringo fra le mani, sottile,invisibile, indissolubile, eternoSi dipana nella storia,disegna arabeschi di cuis’intravedono solopiccoli scorci:altissimo Mistero.Mi conduce a ciò cheho sempre cercato e possedutochiesto ed avutoconosciuto ed ignorato.Dagli abissi dello Splendoreai miei timidi riflessi,l’Amore narra la sua fecondità:amando il Padre genera Chi ama: spira il Dono. Emerge una danza dal nullaattorno alla Bellezza.Il canto riecheggia all’infinito.Fra Umberto Panipucci.