"Senti amore, c'è profumo di primavera" .. aprire il balcone e vedere il sole che filtra in casa, sentire che si.. c'è odore di primavera. Rewind, come un videoregistratore d'epoca malandato, ritorno indietro. Primo giorno di primavera di due anni fa, ci siamo amati per la prima volta e per sempre. Da li inizia tutto, inizi a volermi.. inizi ad aver paura di me, della mia età.. della tua vita. Una matassa ingarbugliata, un caos dove ti rifugiavi silenziosamente. E lacrime, fiumi di lacrime sofferenze ed addii. Addi sempre troppo brevi, mai degni del nome che portano. Gelosie e solo tanta pazienza, nodo dopo nodo, con la consapevolezza che forse quella matassa sarebbe sata sempre troppo ingarbugliata per vederci felici insieme. E d'allora, da quel giorno una casa cresceva da una semplice quantità di metri quadri di terreno ma io, scettica ed un po' incredula non ci ho pensato. Non ci ho creduto finchè tutto è iniziato, quattordici febbraio di quest'anno.. quando in una settimana di noi abbiamo raccontato a quella casa la nostra vita e l'abbiamo fatta vivere finalmente di noi. Giorno dopo giorno, notte dopo notte.. attimi di follia e passione mescolati a dolci colazioni portate in camera. Dover organizzare,decidere insieme.. momenti di complicità che augurerei a tutti gli innamorati. Capirsi al volo, ricoprire ogni desiderio di chi ami e sorridere sempre ed in ogni dove. Sorridere con gli occhi e quella sensazione di serenità che ti avvolge. Chiudere la porta e lasciare il mondo fuori.
Incantevole.
"Senti amore, c'è profumo di primavera" .. aprire il balcone e vedere il sole che filtra in casa, sentire che si.. c'è odore di primavera. Rewind, come un videoregistratore d'epoca malandato, ritorno indietro. Primo giorno di primavera di due anni fa, ci siamo amati per la prima volta e per sempre. Da li inizia tutto, inizi a volermi.. inizi ad aver paura di me, della mia età.. della tua vita. Una matassa ingarbugliata, un caos dove ti rifugiavi silenziosamente. E lacrime, fiumi di lacrime sofferenze ed addii. Addi sempre troppo brevi, mai degni del nome che portano. Gelosie e solo tanta pazienza, nodo dopo nodo, con la consapevolezza che forse quella matassa sarebbe sata sempre troppo ingarbugliata per vederci felici insieme. E d'allora, da quel giorno una casa cresceva da una semplice quantità di metri quadri di terreno ma io, scettica ed un po' incredula non ci ho pensato. Non ci ho creduto finchè tutto è iniziato, quattordici febbraio di quest'anno.. quando in una settimana di noi abbiamo raccontato a quella casa la nostra vita e l'abbiamo fatta vivere finalmente di noi. Giorno dopo giorno, notte dopo notte.. attimi di follia e passione mescolati a dolci colazioni portate in camera. Dover organizzare,decidere insieme.. momenti di complicità che augurerei a tutti gli innamorati. Capirsi al volo, ricoprire ogni desiderio di chi ami e sorridere sempre ed in ogni dove. Sorridere con gli occhi e quella sensazione di serenità che ti avvolge. Chiudere la porta e lasciare il mondo fuori.