Chi ci regalerà il tuo sguardo,chi ci regalerà il tuo sorriso,chi si perderà con noi,nei nostri giochi e nei nostri pensieri,chi ci accompagnerà nella vita con mamma e papà?Quando ormai saremo grandi, chi ci farà confessare cose che solo uno zio può capire?Avevamo tanto da offrirti,volevamo renderti orgoglioso…Come faremo a non sentire più il rombo della tua moto a non vedere i tuoi occhi complici, a non sentire più il tuo cuore batterePerché? Perché?Perché tutto questo è stato permesso?Perché così piccole dobbiamo già fare a meno di te?Non è giusto!!Ci piace pensarti lassù in sella alla tua moto che ci segui vigile in ogni giorno della nostra vita.Vogliamo credere e, abbiamo bisogno di farlo, che ora stai meglio e che i tuoi splendidi occhi risplendano giorno e notte illuminati dall’immenso amore che solo uno zio come te avrebbe potuto insegnarci a provare.Facci credere che verrà il giorno in cui ti rivedremo e potremo recuperare tutto il tempo che questa vita ha voluto rubarci.Guidaci nelle scelte e fa si che i nostri cuori diventino pieni d’amore, almeno quanto lo era il tuo.Abbracciaci di notte e ridi con noi di giorno.Perché non ci hai dato il tempo di dirti quanto eri importante per noi?Eri qui e poi all’improvviso sei andato via per sempre…sarai il nostro angelo e vivrai finchè ti ricorderemo…Aiutaci a rimanere uniti e a sopravvivere a questo dolore…
CAFASSE: LA TRAGEDIA DI UN MOTOCICLISTA “Qualcuno ci racconti come è morto il nostro Cristiano” <<<"Se qualcuno ha visto, o passava di lì ci aiuti a capire perché nostro figlio è morto in quel modo tremendo". E' un appello quello dei genitori di Cristiano Bet, il trentacinquenne di Mathi, residente in via Pometti 5, vittima di un incidente stradale, giovedì sera, poco prima delle 21 a Cafasse, sulla Direttissima per la Mandria. A bordo della sua motocicletta, una Yamaha R1 1000, stava facendo ritorno a casa. "Aveva fatto un giretto - racconta la mamma - stava già rincasando perché noi dovevamo uscire e la nonna non può rimanere sola". Cristiano, carattere allegro, ma serio e posato, lavorava nell'impresa di famiglia, a Mathi, la Elettronica Bera, con il padre, la sua grande passione le moto. "Adorava la moto, la possedeva da 10 anni - prosegue la mamma - ma era un tipo tranquillo e prudente, non sarebbe mai andato troppo forte". Cristiano nel marzo scorso era sfuggito miracolosamente al destino. Mentre in auto percorreva la strada per La Cassa, dopo la collisione con un cinghiale era finito fuori strada, ribaltandosi più volte. Quella volta ne era uscito quasi illeso, giovedì sera, invece, ha perso il controllo della moto, strisciando sull'asfalto per qualche centinaio di metri e ha finito poi la sua corsa contro il guard rail, che lo ha decapitato. L'esatta dinamica è per ora al vaglio dei carabinieri di Lanzo. >>>>>