Un giorno mi porsero un seme…….Io non volevo piantarlo, sapevo che poi avrei dovuto curarlo annaffiandolo e nutrendo la pianta che ne sarebbe nata e proprio non ne avevo desiderio.Troppi semi avevo piantato e troppo dolore era nato da loro.Ma dopo lunghe perplessità e ripensamenti…. lo feci.Scavai una buca profonda e lo posai….e dopo poco vidi spuntare foglie bellissime e rigogliose e subito dopo fiori coloratissimi e profumati.Rimasi abbagliata….affascinata dal profumo…dai colori…abbagliata a tal punto da non accorgermi che dietro i fiori erano nate spine appuntite e spesse.E presto queste spine iniziarono a pungere…e a farmi sanguinare.Ma l’oblio dei colori e dei profumi era più forte del dolore che provocavano le spine appuntite…e continuai a perdermi in lui….ma un bel giorno capii che l’oblio era effimero e finto…e presi una decisione.Tappai i miei sensi e mi spinsi verso le spine…le loro punte mi penetrarono la carne con dolore lancinante…ma non mi fermai e continuai a spingere….a sanguinare…ma non volli demordere…e pian piano il dolore superò l’oblio.I colori divennero meno accesi e i profumi si pacarono….E il dolore divenne insopportabile al punto di farmi prendere la decisione finale.A due mani ma con le lacrime agli occhi presi la pianta e la sradicai con forza…ma non la gettai.La posai a terra con delicatezza….e la guardai con pena e dolore.I giorni passavano e io continuavo a guardare la triste pianta che un giorno era così rigogliosa….i fiori poco a poco perdevano i loro colori luminosi e il profumo a breve svanì.Le spine invece erano apparentemente rimaste intatte ma, quando le toccavo si spezzavano deboli e fragili….e non pungevano più…Ora della mia pianta è rimasto solo il ricordo ben sistemato in uno dei miei tanti cassetti…troppo tempo è passato e i contorni si sono fatti opachi e flebili.E’ rimasto solo il monito…a non accettare più semi da nessuno.E vissero tutti felici e contenti.Così sia.
(tenuta in un cassetto per un po')
Un giorno mi porsero un seme…….Io non volevo piantarlo, sapevo che poi avrei dovuto curarlo annaffiandolo e nutrendo la pianta che ne sarebbe nata e proprio non ne avevo desiderio.Troppi semi avevo piantato e troppo dolore era nato da loro.Ma dopo lunghe perplessità e ripensamenti…. lo feci.Scavai una buca profonda e lo posai….e dopo poco vidi spuntare foglie bellissime e rigogliose e subito dopo fiori coloratissimi e profumati.Rimasi abbagliata….affascinata dal profumo…dai colori…abbagliata a tal punto da non accorgermi che dietro i fiori erano nate spine appuntite e spesse.E presto queste spine iniziarono a pungere…e a farmi sanguinare.Ma l’oblio dei colori e dei profumi era più forte del dolore che provocavano le spine appuntite…e continuai a perdermi in lui….ma un bel giorno capii che l’oblio era effimero e finto…e presi una decisione.Tappai i miei sensi e mi spinsi verso le spine…le loro punte mi penetrarono la carne con dolore lancinante…ma non mi fermai e continuai a spingere….a sanguinare…ma non volli demordere…e pian piano il dolore superò l’oblio.I colori divennero meno accesi e i profumi si pacarono….E il dolore divenne insopportabile al punto di farmi prendere la decisione finale.A due mani ma con le lacrime agli occhi presi la pianta e la sradicai con forza…ma non la gettai.La posai a terra con delicatezza….e la guardai con pena e dolore.I giorni passavano e io continuavo a guardare la triste pianta che un giorno era così rigogliosa….i fiori poco a poco perdevano i loro colori luminosi e il profumo a breve svanì.Le spine invece erano apparentemente rimaste intatte ma, quando le toccavo si spezzavano deboli e fragili….e non pungevano più…Ora della mia pianta è rimasto solo il ricordo ben sistemato in uno dei miei tanti cassetti…troppo tempo è passato e i contorni si sono fatti opachi e flebili.E’ rimasto solo il monito…a non accettare più semi da nessuno.E vissero tutti felici e contenti.Così sia.