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Un blog creato da g1b9 il 10/01/2009

Sentimentalmente

Tutto ció che mi dá emozioni....

 
 

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   Nel mio blog utilizzo  immagini trovate sul Web. Alcune siuramente hanno il copyright;  qui sono usate con scopo culturale , divulgativo  e critico, tuttavia toglierò immediatamente l'immagine, qualora questo uso dispiacesse agli autori.

 

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L'insostenibile leggerezza del vivere oggi...

Post n°4789 pubblicato il 22 Novembre 2020 da g1b9
 

 

 Mai come in questi periodi ,inimmaginabili fino a poco tempo fa la vita si sente, nel senso che ci accorgiamo di esistere, costretti come siamo da regole, che hanno sconvolto l'inconsapevolezza del vivere,  perchè la routine ci porta ad osservare solo i piccoli intoppi, il contrattempo risolvibile; eravamo abituati a ricercare tutto quello che, ricco di frivolezza e superficialità, pareva alleggerire la nostra quotidianità. Milan Kundera scriveva nel suo meraviglioso " L'insostenibile leggerezza dell'essere", romanzo di vita, d'amore, di filosofia esistenziale.  “Il fardello più pesante è quindi allo stesso tempo l’immagine del più intenso compimento vitale. Quanto più il fardello è pesante, tanto più la nostra vita è vicina alla terra, tanto più è reale e autentica”.   Leggere e rileggere questa affermazione mi fa capire che vivere non è quella leggerezza, che fa volare ed appartiene in  un certo senso al mondo dei sogni,ma  imparare a camminare coi piedi ben piantati per terra con la leggerezza di potere mettere il giusto impegno nel risolvere le difficoltà presenti e quelle future.   E poichè questo peso è anche sofferenza torno a Kundera con questa affermazione: “Non c’è nulla di più pesante della compassione. Nemmeno il nostro proprio dolore è così pesante come un dolore che si prova con un altro, verso un altro, al posto di un altro, moltiplicato dall’immaginazione, prolungato in centinaia di echi”.Visto con gli occhi dell'amore il dolore altrui riesce a essere più duro del proprio.. La compassione è un grande peso perché è un dolore irrisolvibile. Potremmo affrontare la nostra sofferenza, ma quella degli altri appartiene a loro, anche se ci fa parimenti soffrire.  Tutto quanto  ci accade ha quel velo opaco dell'imprevedibile, anche se conseguenze ovvie di cio che è al momento. E noi siamo tutti ignari, per quanta esperienza di vita si possa avere.  Non c'è differenza tra il vecchio e il bambino perchè: “Non si può mai sapere che cosa si deve volere perché si vive una vita soltanto e non si può né confrontarla con le proprie vite precedenti, né correggerla nelle vite future”, distruggendo l'idea che ogni vita debba avere la sua ragione di essere, il suo perchè. Ecco dove  sta l'insostenibile leggerezza della vita.

“La vita è uno schizzo di nulla, un abbozzo senza quadro”.

 

 
 
 

Questione di feeling...

Post n°4788 pubblicato il 21 Novembre 2020 da g1b9
 

 

 Il Cuore

Cosa c’è di più forte del cuore umano
che si schianta di continuo
e ancora vive.

Rupi Kaur

 

Da oggi riapro i commenti per coloro che mi hanno espresso il desiderio di potere commentare. Grazie a tutti e l'augurio affettuoso di una felice e serena fine di settimana...

 
 
 

Solitudine,t'amo e t'odio...

Post n°4787 pubblicato il 20 Novembre 2020 da g1b9
 

 

...e se penso che un tempo la solitudine era un optional, era un bisogno di riflessione,un momento in cui desideravo solo confrontarmi con me stessa, era il silenzio fuori dagli schiamazzi del quoditiano affannarsi dietro a tre figli piccoli, era un momento in cui mi piaceva abbracciare la felicità e la gioia di vivere,oggi che lei è la mia sola compagna di viaggio,vorrei che almeno avesse voce.Se penso  ai risvegli di un tempo, che avevano bisogno di quei drin fastidiosi o di un rumore assordante per strapparmi dal suo abbraccio, se penso alla felicità che mi regalava lo spettacolo dell'alba, quell'incredibile panorama, che mi immergeva nella natura col desiderio di uscire  subito, quelle brevi corse sulla rugiada dei prati tra il profumo dell'erba bagnata in estate, o meglio ancora nella neve d'inverno, che ci chiudeva sulla collina come una sorpresa nell'uovo di Pasqua; se penso al piacere di quei risvegli, vorrei almeno ancora un po' dell'energia di allora, che mi faceva volare nei cieli dell'entusiasmo, con cui ogni impegno, ogni lavoro era un fare piacevole col sorriso negli occhi. Era felicità semplice , felicità buona,quello che avevo era tutto ciò di cui avevo bisogno, i sogni e i desideri di quando ero ragazza diventati realtà. Ed è proprio l'entusiasmo a tingere  coi colori dell'alba le nostre giornate,quell'entusiasmo, che affievolendosi piano piano, si trasforma ogni giorno  di più in stanchezza, che non è solo quella fisica degli acciacchi dell'età, ma è quella fosca, cupa della mente, che si ostina a guardare avanti, come ad un vuoto che non ho voglia, nè interesse, nè passione per riempire, un vuoto che non faticherei a  riempire di lacrime. Ma bisogna vivere, nonostante tutto, e forse quella solitudine forzata a cui siamo sottoposti ci sarà maestra  per una vita nuova, fatta di niente, nel quale creare tante illusioni mentali, nelle quali  anche le pazzie saranno normalità e per queste aver ancora l'entusiasmo di un risveglio benedetto.

 

Se solo uno pensa alla necessaria solitudine… le lunghe pause del dubbio… E quei momenti di felicità così gratuiti come la felicità dell’alba,quelle mattine in cui l’idea ti fa saltar giù dal letto… perché non è il canto del  gallo a svegliarti, ne il camion della spazzatura… non è neppure la prospettiva del premio o l’ambizione di lasciare una traccia… E’ l’urgenza di quel piccolo tocco di scalpello a cui pensavi  ieri sera quando ti sei addormentato… quella pennellata di ocra rosso all’angolo destro della tela, lassù in cima… ecco cosa ti fa saltar giù dal letto! Il suono inebriante di una nota, che cambierà tutto… un nonnulla in punta di penna, forse una virgola, una semplice virgola… una sfumatura essenziale… il minuscolo dell’opera… una cosa da niente… solo la necessità… Dio mio, la bellezza di quelle mattine necessarie, nella casa addormentata…

Daniel Pennac

 
 
 

Le malinconie della sera...

Post n°4786 pubblicato il 19 Novembre 2020 da g1b9
 

 

 Le malinconie della sera sono le più tristi da sopportare, eppure bisogna vivere.  Ceno quasi in silenzio, il Covid ha trasformato la tavola di casa in un lungo tavolo di un convento. Due a capotavola, io al centro del lato lungo.  Il silenzio è quasi assoluto,  le mascherine abbassate sotto il mento, pronte a salire tra una portata e l'altra, in quel momento in cui azzardo di iniziare un piccolo dialogo, che ormai  è limitato all'essenziale, le difficoltà per le attività ferme, la salute, la stanchezza per questa esistenza che non ha più senso, solo preoccupazioni economiche, niente futuro, una politica assente e bugiarda nei contenuti. Di fronte a me quel vuoto che si perde nella notte, fuori dalla finestra,e i ricordi e la tristezza iniziano a farsi strada .  Presto sarà dopo cena,e anche stasera sarò sola, loro saliranno nelle  loro stanze, io aprirò la porta e allargherò le braccia a quel meraviglioso fagotto che è la mia Ashley, sarà un romantico tete e tete, io e lei a coccolarci,i suoi occhi che mi guardano con quell'aria sorniona, che tuttavia scaldano così tanto un cuore che batte in me, ma è lontano, oltre il cielo, oltre l'infinito , a cercarti, amore mio!

 

  La nostra cena è semplice, ma noi siamo meravigliosi Stai vicino alla finestra mentre le luci ammiccano lungo la strada. Da qualche parte un tram, che porta a casa commesse e impiegati, passa sferragliando in questa sera del Sabbath. Un gatto nel cortile piange perché trova il bidone dell’immondizia chiuso; gli strilloni iniziano il loro giro che trasforma omicidi in penny. Siamo chiusi in casa, per un po’ al sicuro, salvi fino a domani. Ti sfili il vestito, ti arrotoli le calze, attenta a non smagliarle. Nuda ora,soffice luce su soffice carne, ti fermi un attimo; ti volti di fronte a me –sorridi come sanno fare solo le donne che hanno giaciuto a lungo con il loro amante uscendone più vergini- La nostra cena è semplice, ma noi siamo meravigliosi.

Kenneth Patchen

 

 
 
 

Amarsi per amare ed essere amati...

Post n°4785 pubblicato il 18 Novembre 2020 da g1b9
 

 

Voler essere qualcun altro è uno spreco della persona che sei.

Marilyn Monroe -

 

 Eppure quante persone vivono sul palcoscenico della vita come degli attori.Sono quelle persone con un carattere talmente fragile, che per continuare a vivere devono fingersi quello che non sono, secondo il momento, il luogo e le persone. In fondo al loro animo non sanno più nemmeno chi sono ,non sanno amare, perchè non si amano.

 

 
 
 
 

 

 
 

RELATHIONSHIP

Don't let someone become a priority in your life , when you are an  optional in their life... Relationships work best when they are balanced.

 

 

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