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Un blog creato da g1b9 il 10/01/2009

Sentimentalmente

Tutto ció che mi dá emozioni....

 
 

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   Nel mio blog utilizzo  immagini trovate sul Web. Alcune siuramente hanno il copyright;  qui sono usate con scopo culturale , divulgativo  e critico, tuttavia toglierò immediatamente l'immagine, qualora questo uso dispiacesse agli autori.

 

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All' Università di Torino un corso di Storia dell'omosessualità, il primo in Italia.

Post n°4996 pubblicato il 21 Giugno 2021 da g1b9
 

 

  L'Ateneo di Torino è il primo in Italia a proporre un corso di Storia dell'omosessualità tramite il Dams, di cui fa parte nell'offerta formativa triennale, ma inseribile in qualsiasi corso di laurea. La professoressa   Maya De Leo per spiegare come l'omosessualità sia stata vissuta, considerata e interpretata attraverso i tempi,parla dei libri e saggi, che nei secoli hanno provato a inquadrare questa variante naturale della sessualità, come fatto innato, esclusivo e irrinunciabile. Questo corso aiuta a capire la trasformazione della percezione dell'omosessualità, il ruolo dei generi che oggi sono racchiusi nella sigla LGBTTQ+,i modelli di mascolinità e femminilità. Nonostante il corso sia stato molto criticato dall'opinione pubblica e gradito dagli studenti, la De Leo lo difende ritenendo che possa essere la chiave per capire molte altre cose del passato,  la xenofobia ,i nazionalismi e i totalitarismi,fino  ai tanti processi  dell'età contemporanea. La professoressa spiega che questo potrebbe essere anche uno strumento per aiutare a combattere l'omofobia, in  un mondo che vive tanti cambiamenti sulla sua pelle, non preparato alla velocità con cui avvengono  e soprattutto perchè fin'ora ancorato a culture vecchie di secoli e a tanti tabù. Secondo lei  si deve avviare la crescita di una società che non veda più anomalie, ma una realtà multiforme normale. Ho appena comprato  il suo libro  "Queer:Storia della comunitàLGBT+",non ho letto ancora molto, ma si prospetta interessante per una curiosona, come sono io, che vive male questo mondo nuovo e per questo  desidero capire .

 

 

 
 
 

La felicità ,pensiero stupendo...

Post n°4995 pubblicato il 20 Giugno 2021 da g1b9
 

 

Bertrand Russell è stato lo scrittore che mi ha fatto amare la filosofia, dopo un rapporto di non molta simpatia durante il periodo scolastico. La sua storia della filosofia, invece, si legge come un romanzo, scorrevole e semplice,ed è stato attraverso la sua lettura che  ho compreso quanto la nostra crescita mentale dipenda da quanto siamo capaci di confrontarci col pensiero di tutti i filosofi del passato,uomini saggi , ognuno con la propria visione del mondo, dell'uomo, dell'universo e le divinità. Leggerli significa ampliare il nostro pensiero, liberarlo a  nuovo volo nel rispetto che la sensibilità di ognuno di noi ha verso  l'etica dell'uomo, che procede spedita sempre verso  la modernità, ma che non deve scordare mai certi principi  che sono gli unici  fondamentali ,da migliaia di anni ,nel distinguere l'uomo dagli animali.

 

Di tutte le caratteristiche della normale natura umana l'invidia è la più deprecabile; non soltanto la persona invidiosa desidera far del male e mette in atto il suo desiderio, se può farlo impunemente, ma l'invidia rende infelice anche lei. Invece di trovare piacere in ciò che ha, soffre per quello che gli altri hanno. [...]

L'unico rimedio contro l'invidia per gli uomini e le donne comuni è la felicità, e il difficile sta nel fatto che l'invidia è in sé stessa un terribile ostacolo alla felicità. [...] Ci si può liberare dell'invidia gustando le gioie che si trovano sul proprio cammino, svolgendo il lavoro che si deve svolgere, ed evitando di fare confronti con coloro che reputiamo, forse erroneamente, molto più fortunati di noi.

Bertrand Russell_La conquista della felicità.

 

 
 
 

Oggi si vende di tutto...il niente va pure all'asta.

Post n°4994 pubblicato il 19 Giugno 2021 da g1b9
 

 

Venduta scultura che non esiste: Salvatore Garau e l’immateriale .Operazione concettuale a 15mila euro, prossima tappa a New York.

Milano, 29 mag. (askanews) – Pochi giorni fa, per la prima volta nella storia dell’arte contemporanea è stata venduta all’asta un lotto che, nella realtà, non esisteva: si tratta della scultura immateriale “IO SONO” di Salvatore Garau, che è stata aggiudicata per 15mila euro presso Art-Rite, auction house milanese. Un evento che arriva a distanza di 104 anni dalla dall’invenzione del ready made di Marcel Duchamp, concetto per il quale qualunque oggetto di uso comune diventa arte se è un artista ad affermarlo. Garau si è spinto ancora oltre, arrivando a sostenere che anche il nulla può essere un’opera d’arte, purché lo dica un artista. Un’idea che rimanda comunque alla grande stagione concettuale degli anni Sessanta, che videro, solo per fare un esempio, il “Manifesto per l’Esposizione internazionale di Niente”, firmato, tra gli altri, Enrico Castellani, Otto Piene e Piero Manzoni, l’artista che forse più di ogni altro ha esplorato questo territorio con le celebri uova firmate e mangiate o i palloncini della serie “Corpo d’aria”. Il progetto di opere che non esistono di Garau, comunque non si ferma a questa prima vendita e prosegue: nascerà infatti di fronte alla Federal Hall e a pochi passi dalla Borsa di New York, “Afrodite piange”, la terza di sette opere “immateriali” dell’artista sardo che verranno collocate in altrettante città sparse in tutto il mondo.

L’opera è realizzata grazie al sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura di New York, che dedica al pittore sardo un focus in anteprima e una “stanza virtuale” sulla piattaforma dedicata all’arte e alla cultura italiane. Come nei due casi che l’hanno preceduta, anche “Afrodite piange” è una scultura immateriale che esiste soltanto perché lo ha deciso l’artista. Un’opera fatta di sola aria, che prende forma grazie all’immaginazione di chi osserva, ma soprattutto a impatto ambientale zero e non riproducibile in rete: a differenza dell’arte digitale degli NFT, infatti, le sculture di Garau non sono pixel, non sono un’immagine, ma sono la sua negazione. “Stiamo vivendo un momento – ha detto Salvatore Garau – in cui la nostra fisicità, il nostro esserci è sostituito dalle nostre immagini virtuali e dalla nostra voce, anche questa impalpabile. Il nostro essere carne e ossa deve fare i conti con l’assenza che è la vera presenza in questi tempi”.

da AskaNews

 Esseri aperti al nuovo che avanza mi pare logico, soprattutto per le nuove generazioni, che questo mondo dovranno viverlo, ma abdicare all nostra intelligenza perchè questa si rifuta di accettare certe verità che il "game",come lo chiama Baricco ,ci propone no.Mi pare assurdo temere di essere emarginati perchè ci rifiutiamo di adeguarci. L'idea, ormai imperante del_la pensi come me,oppure sei fuori, un cerebroleso, un emarginato della nuova società_ mi spaventa davvero tanto . L'intervista all'autore di questa opera fatta d'aria si legge cliccando QUESTA IMMAGINE.

 

 

 
 
 

Una bella risata...

Post n°4993 pubblicato il 18 Giugno 2021 da g1b9
 

 

Ridi e sarai padrone del mondo. Se lo  scriveva Giacomo Leopardi, che non mi pare proprio essere stato un ridanciano, un giocherellone, sicuramente c'è da crederci.  Giacomo aveva una malinconia innata, che si tirava appresso e poi, a dire il vero, non è che la vita gli fosse stata molto amica  .Iniziò col dargli una salute cagionevole, poca beltà  e poco o nulla fortuna in amore. Con lui la vita fu grama, ma la sua arte poetica fu  fortunata, la sua intelligenza altissima e arguta e ci ha lasciato meravigliosi pensieri, che sono ancora ars vivendi.

 

 

Due o più persone in un luogo pubblico o in un'adunanza qualsivoglia, che stieno ridendo tra loro in modo osservabile, né sappiano gli altri di che, generano in tutti i presenti tale apprensione, che ogni discorso tra questi divien serio, molti ammutoliscono, alcuni si partono, i più intrepidi si accostano a quelli che ridono, procurando di essere accettati a ridere in compagnia loro.

Come se si udissero scoppi di artiglierie vicine, dove fossero genti al buio: tutti n'andrebbero in scompiglio, non sapendo a chi possano toccare i colpi in caso che l'artiglieria fosse carica a palla. Il ridere concilia stima e rispetto anche dagl'ignoti, tira a se l'attenzione di tutti i circostanti, e dà fra questi una sorte di superiorità. E se, come accade, tu ti ritrovassi in qualche luogo alle volte o non curato o trattato con alterigia o scortesemente, tu non hai a far altro che scegliere tra i presenti uno che ti paia a proposito, e con quello ridere franco e aperto e con perseveranza, mostrando più che puoi che il riso ti venga dal cuore: e se forse vi sono alcuni che ti deridano, ridere con voce più chiara e con più costanza che i derisori.

Tu devi essere assai sfortunato se, avvedutisi del tuo ridere, i più orgogliosi e i più petulanti della compagnia, e quelli che più torcevano da te il viso, fatta brevissima resistenza, o non si danno alla fuga, o non vengono spontanei a chieder pace, ricercando la tua favella, e forse profferendotisi per amici. Grande tra gli uomini e di gran terrore è la potenza del riso: contro il quale nessuno nella sua coscienza trova se munito da ogni parte. Chi ha coraggio di ridere, è padrone del mondo, poco altrimenti di chi è preparato a morire.

Giacomo Leopardi, Pensieri - LXXVIII (1845, pubblicazione postuma).

 

 
 
 

Al di là del bene e del male...

Post n°4992 pubblicato il 17 Giugno 2021 da g1b9
 

 

Pandora portò il vaso coi mali e lo aprì. Era il dono degli dèi agli uomini, un dono di fuori bello e seducente, chiamato «vaso della felicità». Subito tutti i mali, esseri vivi e alati, volarono fuori: da allora girano per il mondo e arrecano danno agli uomini di giorno e di notte. Un unico male non era ancora guizzato fuori dal vaso: allora Pandora riabbassò per volontà di Giove il coperchio, e così esso vi rimase dentro. Ora l'uomo ha in casa per sempre il vaso della felicità e crede mirabilia del gran tesoro che in esso possiede: esso è a sua disposizione, egli lo prende, quando gliene viene voglia; poiché non sa che quel vaso che Pandora portò era il vaso dei mali, e tiene il male rimasto lì dentro per il più gran bene di felicità – esso è la speranza. Giove volle cioè che l'uomo, per quanto tormentato dagli altri mali, tuttavia non gettasse via la vita, e continuasse invece a farsi tormentare sempre di nuovo. Perciò egli dà agli uomini la speranza: essa è in verità il peggiore dei mali, perché prolunga le sofferenze dell'uomo.

Friedrich Nietzche, Al di là del bene e del male, 1886.

 

 

Io sono certa di aver condiviso da sempre questo pensiero, senza averlo letto, conoscendo la storia mitologica del vaso di Pandora. La speranza , in fondo, non è altro che un desiderio, affidato magari a preghiere, promesse, con lo scopo di veder realizzato un qualcosa che ci sta particolarmente a cuore, importante, a volte fondamentale.  Ma sappiamo tutti  quanto pochi siano i desideri realizzati, e nonostante tutto, forse anche inconsciamente, continuiamo e esprimerne dentro il  cuore. La speranza in fondo è la negazione del fallimento dei desideri; per questo Nietzche la definisce  il male perenne, il peggiore di tutti.

 
 
 
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RELATHIONSHIP

Don't let someone become a priority in your life , when you are an  optional in their life... Relationships work best when they are balanced.

 

 

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