L'umiltà dei fioriTra i fiori che non nascono nelle aiuoleper ricordarmi l'umiltà del cuorein sogno ricevetti alcune viole,profumatissime...di bosco,colte da poco, umide di rugiada...Dovevo regalarle ad un'amicaper renderla nell'animo felicee le giornate sue non maledica,arrossandole di sangue e amaro pianto,come quando non si sa perchè si vive.Notai di poi nel mezzo a un vasto campoun tipo in tinta, biondo in volto e snello,gaio sorridente e disinvoltodi quei di cui s'esclama: oh, che bello!Strano però, non replicava sguardo,non rispondeva al dir degli occhi mieieppure io gioivo e l'ammiravodel modo suo d'osservar gli dei.Nemmeno una sbirciata verso me,ciò nonostante in lui superbia niente.Di fronte allora posai la mia personae in un secondo improvvisamente...freddo, notte fonda, cuore all'ingiù,un baratro...Si ripetè un inferno interiormenteil girasole cupo a testa in giùnon rimandava fuoco alla mia mente.Compresi allora nel sogno una parola antica, l'Umiltàche mai in amore si schiera da nemica.Gli effluvi di violette non sono in bellavistadi nascosto donano e servono...si sentono, si avvertono e non mostrano di sè.Di contro il Girasole, in vista e senza orgoglio,in luce deve stare, per indicare a tutti che di riflesso amiamo...Non siamo noi gli autori dell'odor che siamo,qualunque sia il nome del fior che più stimiamo.(ginè
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L'umiltà dei fioriTra i fiori che non nascono nelle aiuoleper ricordarmi l'umiltà del cuorein sogno ricevetti alcune viole,profumatissime...di bosco,colte da poco, umide di rugiada...Dovevo regalarle ad un'amicaper renderla nell'animo felicee le giornate sue non maledica,arrossandole di sangue e amaro pianto,come quando non si sa perchè si vive.Notai di poi nel mezzo a un vasto campoun tipo in tinta, biondo in volto e snello,gaio sorridente e disinvoltodi quei di cui s'esclama: oh, che bello!Strano però, non replicava sguardo,non rispondeva al dir degli occhi mieieppure io gioivo e l'ammiravodel modo suo d'osservar gli dei.Nemmeno una sbirciata verso me,ciò nonostante in lui superbia niente.Di fronte allora posai la mia personae in un secondo improvvisamente...freddo, notte fonda, cuore all'ingiù,un baratro...Si ripetè un inferno interiormenteil girasole cupo a testa in giùnon rimandava fuoco alla mia mente.Compresi allora nel sogno una parola antica, l'Umiltàche mai in amore si schiera da nemica.Gli effluvi di violette non sono in bellavistadi nascosto donano e servono...si sentono, si avvertono e non mostrano di sè.Di contro il Girasole, in vista e senza orgoglio,in luce deve stare, per indicare a tutti che di riflesso amiamo...Non siamo noi gli autori dell'odor che siamo,qualunque sia il nome del fior che più stimiamo.(ginè