sensazioni

da ''Cento sonetti d'Amore''di Pablo NERUDA


Per tanto amore la mia vita si tinse di violae andai di rotta in rotta come gli uccelli ciechifino a raggiungere una finestra, amica mia:tu sentisti un rumore di cuore infrantoe lì dalle nebbie mi sollevai al tuo petto,senz'essere e senza sapere andai alla torre del frumento,sorsi per vivere tra le tue mani,mi sollevai dal mare alla tua gioia.Nessuno può dire ciò che ti devo, è lucidociò che ti devo, amore, ed è come una radicenativa d'Araucania, ciò che ti devo, amata.E' senza dubbio stellato tutto ciò che ti devo,ciò che ti devo è come il pozzo d'una zona silvestredove il tempo conservò lampi erranti.                      PABLO NERUDA