sensazioni

da ''GRADIVA'' di Wilhelm JENSEN


... Con gli occhi aperti egli guardava lungo la via, ma eracome se lo facesse in sogno. Improvvisamente, un po'più avanti a destra, appena fuori della casa di Castore ePolluce, passando sopra le pietre di lava che costituivanoil passaggio dalla casa stessa all'altro lato della Via diMercurio, venne avanti con passo leggero la Gradiva.Non vi era dubbio che fosse lei, quantunque i raggi delsole ricoprissero la sua figura di un lieve riflesso dorato,egli ne afferrò in modo preciso sia il profilo che il rilievo.Teneva lievemente piegato il capo ricoperto da unasciarpa che ricadeva sulle spalle; la mano sinistra man-teneva un po' alzata la gonna assai ampia, e questa,giungendo appena alle caviglie, lasciava chiaramentescorgere che il piede destro, quando rimaneva addietro,si sollevava sulle punte delle dita, sia pure per un soloistante, col calcagno quasi perpendicolare. Solo non sitrattava di una immagine di pietra tutta egualmenteincolore: la veste evidentemente confezionata con unastoffa assai morbida non aveva il freddo aspetto del marmo, ma era di una calda tinta gialla mentre i capelli ,appena ondulati, sporgendo di sotto alla sciarpa sullafronte e sulle tempie, spiccavano con un riflesso brunodorato sul colore, alabastro del volto.  .......................       tratto da Gradiva di WILHELM JENSEN             [fantasia pompeiana]