sensazioni

da ''Il nuovo Spoon River'' di Edgar Lee MASTER


PHILIP EARLINGOgni mia bellezza avvizzì alla fine,di tutti i miei doni rimase la misera consolazionedi raccontare dei giorni della vita passata e dei sogni svaniti,dolci come il miele selvatico, dicevano con la saggezza della        vecchiaia.A che fine, Dei di misteri lungisaettanti,udii una musica grandiosa prima di questa nascita in Spoon        Rivere mai potei sulla terra sopportare la musica terrena?E perchè il ricordo di visioni di catene di cristallie di pascoli di luceche tornavano alla mia mente nella mia misera vita di doveri.Io , il sognatore di volte proiettate nel futuro, il possente,intrappolato in un Karma di sacrificio e di sudoreper guadagnare il pane per la prole, in lotta con l'Avidità  e        L'Invidia?Ero un serpente cacciato dal paradiso?O un uomo predestinato ad essere il fratello di Michele,tratto dal fango alle stelle della musica e dai sogni?Che sempre mi chiamavano e mai mi davano pace?Alla fine ero cieco, ma l'occhio interiore penetravale nebbie terrene fino al cielo! E che musica allora!Al di sopra di qualsiasi musica mai udita in terra,in accordo con le maree e la campana della boa,che s'innalzava e s'abbassava con onde lunghe un miglio e           raccoglievanel suono e nel ribollire la luce del sole che affondava.                       EDGAR LEE MASTER