sensazioni

da ''53 POESIE'' di Cesare PAVESE


SOGNORide ancora il tuo corpo all'acuta carezzadella mano o dell'aria, e ritrova nell'ariaqualche volta altri corpi? Ne ritornano tantida un tremore del sangue, da un nulla. Anche il corpoche si stese al tuo fianco, ti ricerca in quel nulla.Era un gioco leggero pensare che un giornola carezza dell'aria sarebbe riemersaimprovviso ricordo nel nulla. Il tuo corposi sarebbe svegliato un mattino, amorosodel suo stesso tepore, sotto l'alba deserta.Un acuto ricordo ti avrebbe percorsae un acuto sorriso. Quell'alba non torna?Si sarebbe premuta al suo corpo nell'ariaquella fresca carezza, nell'intimo sangue,e tu avresti saputo che il tiepido istanterispondeva nell'alba a un tremore diverso,un tremore dal nulla. L'avresti saputocome un giorno lontano sapevi che un corpoera steso al tuo fianco.                                        Dormivi leggerasotto un'aria ridente di labili corpi,amorosa di un nulla. E l'acuto sorriso ti percorse sbarrandoti gli occhi stupiti.Non è più ritornata, dal nulla quell'alba?          CESARE PAVESE