AVIDAMENTE ALLARGO LA MIA MANOIn povertà di carne, come sonoeccomi, Padre; polvere di stradache il vento leva appena in suo perdono.Ma se scarnire non sapevo un tempola voce primitiva ancor rozza,avidamente allargo la mia mano:dammi dolore cibo cotidiano. SALVATORE QUASIMODO
da ''53 POESIE'' di Salvatore QUASIMODO
AVIDAMENTE ALLARGO LA MIA MANOIn povertà di carne, come sonoeccomi, Padre; polvere di stradache il vento leva appena in suo perdono.Ma se scarnire non sapevo un tempola voce primitiva ancor rozza,avidamente allargo la mia mano:dammi dolore cibo cotidiano. SALVATORE QUASIMODO