vagabondaggi

LA NOTTE DELLA LUNA ROSA


C’è silenzio intorno a me e dentro di me, un silenzio fatto di amarezza, dolore e delusione, impotenza di fronte all’ineluttabilità di un destino già scritto, un susseguirsi di eventi ormai già codificati. È così, il mio compleanno è un periodo infausto, a cominciare dalla morte di mio padre, per continuare su tutto  quello che nel corso di questi anni è avvenuto.E penso a tutte le assenze, a quel dolore che non devo mostrare, a tutto quello che non posso dire , ai sogni che non  mi concedo più il lusso di sognare, al vuoto che risuona dentro di me, guardo le cose come in un eterno saluto, una sorta di Addio ai monti di manzoniana memoria… Il mio guscio è qui, ma io sono ormai lontana, vi lascio parlare, vi lascio vivere e dispenso la mia placidità che è l’unica cosa che vi interessa, il mio ascolto, la mia supposta saggezza , i miei consigli, prendete senza problemi, una parola non si nega a nessuno, io sono stupida vi ascolterò e parteciperò ai vostri dolori e ai vostri guai, mi farò in 4 perché è la mia natura e non posso tradirla, ma io non ci sono da molto e nessuno di voi se ne è accorto …Sono stupida, perché credo alle persone, dimentico sempre di diffidare di chi ti dice “Non ti farò soffrire, avrai sempre sincerità da parte mia” Quando ti dicono quelle parole è la fine,  posso mettere la mano sul fuoco che saranno i miei più grandi dolori… Come chi ti dice “conte sempre su di me” e mi ritrovo sedere a terra perché la persona su cui contavo se l’è data a gambe… Allora ho imparato che non ho bisogno di nessuno, che anche se barcollante ce la faccio da sola  e che l’unica cosa che vorrei è che gli altri non mi rompessero le scatole, perché come ce la faccio io, ce la possono fare anche loro .