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« Matzneff il 68la Luna di Robin »

le consentement

Post n°1217 pubblicato il 15 Febbraio 2021 da garden8

Si vede qui come i ragazzini
 soprattutto le ragazzine
belle, ben fatte e gentili –
fanno malissimo ad ascoltare ogni sorta di gente,
e che non è cosa strana
se ce ne sono tante che il Lupo mangia.

Dico “il Lupo” perché non tutti i Lupi
sono della medesima genia;
ce ne sono di genio accorto
senza strepito, senza parole ed espressioni aspre 
che discretamente, con dolcezza e tatto,
seguono le giovani Signorine
fin dentro le case, fin nelle stradine;
ma chi non sa  ahinoi che quei Lupi deliziosi
sono i più pericolosi fra tutti i Lupi?

Ferrara lo elogia a Matzneff e Costanza 

Miriano lo attacca .

Costanza Miriano denuncia"

un’aggravante, semmai, e non

un’attenuante, al vizio che certo

mondo misura con due pesi e

due misure  stigma virulento se

si tratta di un ecclesiastico o di un

poveraccio, “aura da spirito libero

e ribelle” se si tratta di un intellettuale .

Volevo dire che per me la

classe e la cultura e la

raffinatezza non sono

attenuanti, bensì aggravanti.

E comunque, se anche fosse

la persona migliore del

mondo non me ne importerebbe

niente, perché non è di lui

che stiamo parlando. Quando

ci sono di mezzo dei minori,

non bisogna parlare dei grandi,

dei loro desideri, ma di quello

che questi comportano per i piccoli".

La pedofilia è un abuso sempre, anche

quando c’è un apparente consenso,

perché c’è un’età in cui parlare di

consenso è una follia. Puoi manipolare

un ragazzino in infiniti modi, e chi ha

a che fare con bambini e adolescenti

lo sa. È una violenza terribile che lascia

tracce profondissime, mai

completamente cancellabili. Ci sarà

sempre una cicatrice con cui fare i conti.

trea

In foto su Libération, nel 1979, in sostegno a un

certo Gérard R., accusato di vivere con

delle ragazzine dai sei ai dodici anni: firmata

anch’essa da importanti personalità

del mondo letterario.

Non lasciamo cadere anche l’ultimo confine

nel sentire comune, dopo

questo sarà la barbarie assoluta.

Nel 1977, una lettera aperta a favore

della depenalizzazione delle

relazioni sessuali tra minori e

adulti, intitolata À propos d’un proces”, fu pubblicata su Le Monde,

firmata e sostenuta da eminenti

intellettuali, psicanalisti e filosofi

di fama. Tra gli altri vi si leggono

i nomi di Roland Barthes, Gilles Deleuze,

Simone de Beauvoir, Jean-Paul Sartre,

André Glucksmann, Louis Aragon…

[…] | La petizione era firmata

anche da G.M. Si sarebbe dovuto

attendere il 2013 perché lo stesso

rivelasse di esserne stato l’iniziatore

(ne è pure il redattore), e di non

aver ricevuto all’epoca se non

pochissimi rifiuti nella richiesta

di firme (tra cui quelli, notevoli,

di Marguerite Duras, Hélène Cixous

e… Michel Foucault, che pure non

passa inosservato quando c’è da

denunciare una qualche forma di repressione.

Come prima di varcare la soglia

di una chiesa ci si deve segnare

a colpi d’acqua benedetta,

possedere corpo e anima una bambina

non è cosa che si faccia senza

un certo senso del sacro, vale a

dire senza un immutabile rituale.

Una sodomia ha le sue regole, si

prepara con applicazione, religiosamente.

Da un giorno all’altro, il brutto

anatroccolo s’era trasformato

«in una dea» , e mano

a mano che la descrizione avanza

verso gli atti di vera e propria

pedofilia fisica il linguaggio della

Springora si ammanta (pudore,

sublimazione) di riferimenti religiosi.

Punto d’onore del pedofilo (così

signorile da vantarsene con ogni preda)

era che mai una fanciulla aveva

avvertito dolore durante la deflorazione,

e poiché la verginità della bambina

opponeva resistenza fisica laddove

quella psichica era stata disinnescata,

a Gabriel Matzneff bastò (gli sarebbe

bastato per un bel po’) violarla

prima contro natura.

La ragazzina dal vuoto siderale

nel cuore, che nessun ragazzo

guardava, si trovava all’improvviso

bella e desiderabile: il grande scrittore

le dava del voi, sembrava aver ben

individuato le tare affettive della

giovanissima preda, la quale sentiva

montare in sé l’imperativo di «non

avere l’aria di un’idiota soprattutto

non di una mocciosa che non sa

niente della vita» . Quando

per la prima volta il Lupo la portò

nella sua tana, egli ebbe perfino

l’accortezza di non stare dietro di

lei sulle lunghe rampe verso il sesto

piano, ma di passarle davanti:

senza dubbio perché non mi

sentissi in trappola, perché

potessi ancora credere che mi

fosse possibile tornare indietro.

vde

 
 
 
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Un blog di: garden8
Data di creazione: 28/10/2006
 

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SEX CRIMES

la visione della trasmissione di stasera di Anno Zero, la fatidica puntata con la trasmissione dell'inchiesta choc della BBC.

Personalmente sono molto soddisfatto, il programma è stato equilibrato, non ha avuto paura di mostrare i casi scabrosi di pedofilia che riguardano il clero, non ha evitato di mostrare integralmente Sex Crimes and Vatican, ha usato la giusta sensibilità e prudenza nel mandare in onda il filmato solo dopo la prima interruzione pubblicitaria avvertendo più volte che si trattava di argomenti che potevano urtare la sensibilità dei minori lasciando ai genitori la scelta di far vedere o meno ai loro figli questo documento.

Sono reduce dalla visione della trasmissione di stasera di Anno Zero, la fatidica puntata con la trasmissione dell'inchiesta choc della BBC.

Gli interventi di Don Di Noto e Monsignor Fisichella sono stati garantiti nel pieno rispetto di un equo contradditorio. La presenza in studio di Colm O'Gorman, autore dell'inchiesta è stata preziosa, soprattutto per chiarire il punto più controverso e meno sostanziale della vicenda, quello riguardante il famoso documento segreto, il Crimen Sollicitationis. Non sta certo a me dire chi è risultato più credibile fra i contendenti, ma certamente il fatto che il confronto non si sia svolto essenzialmente su un'interpretazione giuridica, formale degli articoli del documento redatti in latino, bensì sul problema delle vittime, delle mancanze della Chiesa nella collaborazione con la giustizia ordinaria, sulla prassi di trasferire in altre parrocchie preti già accusati dalla polizia di abusi su minori, è innegabilmente positivo.

Credo, e resto convinto, che la bagarre politica generata prima della trasmissione di questa puntata, il fatto che politici si siano addirittura sbilanciati sostenendo in diretta tv che "il documentario non andrà in onda", che il consiglio d'amministrazione abbia tentato in ogni modo di limitare la libertà d'espressione e di censurare preventivamente Santoro e la sua redazione, resti un fatto grave. Un precedente pericoloso ed inquietante che lascia un interrogativo piuttosto deprimente: quanti giornalisti, in Rai come in Mediaset, che non hanno la "forza" e il seguito di Santoro, si sentiranno liberi di trattare argomenti tanto delicati in futuro?

Questa è la mia opinione, la parola va ora ai lettori, ovviamente sperando che coloro che votano siano anche stati spettatori della trasmissione e che il risultato - seppur dal valore relativo- non venga inquinato da quanti possono votare guidati da un semplice pregiudizio ideologico.
Cosa ne pensate?

 

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