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Avril Lavigne-I'M With You (Per la Piccola Sarah)

Post n°78 pubblicato il 18 Ottobre 2010 da giove.8910

 
 
 

IL VENTO CHE ACCAREZZA L'ERBA

Post n°77 pubblicato il 05 Maggio 2010 da giove.8910

E' facile sapere contro cosa si combatte. Più difficile è sapere in cosa davvero si crede..

 
 
 

LA RIVELAZIONE DEGLI ANTICHI CAVALIERI

Post n°76 pubblicato il 31 Gennaio 2010 da giove.8910

Gian Marco Bragadin

C’e stato un tempo che Malta, l’isola dei Cavalieri di S. Giovanni, poi divenuti Sacro Ordine Ospitaliero dei Cavalieri di Malta, era il ponte ideale tra la Terrasanta e la Francia, allora Centro della Cristianità. Terra ideale, finite le Crociate, per mantenere e perpetuare lo spirito dei Cavalieri del tempo prima , templari o poi altri ordini di monaci guerrieri o cavallereschi. Essere cavaliere un tempo, povero soldato di Cristo, non significava solo combattere per il Cristo o assistere feriti, morenti o pellegrini. Ma soprattutto significava essere al servizio di Dio, per ogni causa ed in ogni momento, cioè essere soldati del Cristo, che andava servito con amore, onore, fede, devozione per la gloria di Colui che era il CAVALIERE DI TUTTO e di TUTTI. Questi erano gli ideali dei Cavalieri di un tempo, preparati a sottostare ad una rigida disciplina e ad offrire la propria vita per la gloria del Redentore. Sono tornato a Malta, forse dopo secoli, come tanti altri che furono Cavalieri, ed ho ricevuto dai Maestri un messaggio durissimo. Oggi nel mondo chi si è reincarnato ed era stato Cavaliere, non è più degno di portare quel titolo, perché con il passare dei secoli sono stati persi gli ideali, i sacri principi, che erano la forza dei Cavalieri, i valori su cui fondavano la loro disciplina. I monaci guerrieri che avevano dominato la scena europea delle Crociate al XVII secolo almeno, i depositari dei segreti più occulti, custodi delle grandi verità della nostra storia e della parola del Cristo, oggi, diceva il messaggio, hanno inseguito il potere, il danaro, i piaceri del mondo, come tutti. Anche quando erano ai più alti gradi delle sette segrete, degli organismi del potere economico e politico più o meno occulto, dei vari ordini ecclesiastici o vicini alle Chiese. E i Maestri ci ricordano tutto questo, come lo ricordano ad ogni uomo e a ogni donna che hanno perduto la fede, i principi e gli ideali del vivere secondo natura e coscienza. Un pellegrinaggio a Malta, nella Cattedrale di San Giovanni, dove centinaia di lapidi intarsiate di marmo colorato, ci ricordano la potenza e la gloria dei Cavalieri di un tempo, è come un viaggio nella nostra storia passata, alla ricerca dei sentimenti e dei principi che abbiamo perduto. Davanti a quelle tante lapidi, di nobili Cavalieri francesi, italiani, tedeschi, vissuti soprattutto tra il 1500 e il 1700, cercavo tra i nomi o le scritte in latino, qualche indicazione o riferimento che potesse farmi capire in quale di quelle tombe potevano esserci le ossa di chi aveva vissuto con la mia anima in quei tempi. E qual era stato il suo nome, il suo casato, il blasone, la nazionalità, le gesta, la gloria. Una ricerca senza fine, di lapide in lapide, questo ha un nome che somiglia al mio, questo aveva combattuto a Lepanto con un mio avo, quell’altro aveva i miei stessi natali, questo ha uno stemma che mi è familiare. E così via. Dopo alcune ore di ricerche, dopo aver fatto tante foto, e dopo qualche visita nell’attiguo museo, per rifarmi al vista con uno dei quadri più straordinari di tutti i tempi, il martirio del Battista di Caravaggio, mi chiusi in meditazione in un angolo di quella straordinaria Cattedrale, ricchissima di storia e di tesori artistici. La mia ricerca di quello che fui, sembrava fallita. E da dentro una sensazione, poi un pensiero, sempre più forte e chiaro mi saliva dal cuore alla mente. “Che cosa sei venuto a cercare tra tante tombe? Chi eri? E perché vuoi saperlo? Per vanità? Per curiosità? E che ne fai di un nome o della polvere di povere ossa? Non è una tomba o un nome quello che devi venire a cercare qui. Ma è lo spirito del Cavaliere che eri che devi cercare e trovare. Prega, supplica di trovarlo, perché è quello spirito che ha portato nel mondo i “poveri soldati di Cristo” di un tempo e che rese straordinaria, meravigliosa, la loro missione. E se tu credi di essere stato un Cavaliere, e di aver dato la vita sulle mura di Gerusalemme, o nell’assedio di Malta, o per qualsiasi altra azione a difesa dell’onore del Cristo, è quello lo spirito, l’ideale che devi ritrovare e che devi mettere al centro della tua vita, dentro il tuo cuore, per farti tornare a combattere. Non più contro gli infedeli, o i nemici del tuo Ordine, ma contro altri nemici, che cercano di impedire la tua nuova missione, o forse contro te stesso, quando sei preso dalla paura di non farcela, e vorresti abbandonare tutto per i piaceri del mondo. Ognuno di noi può trovare dentro di sé lo spirito del Cavaliere. Lo trovi, lo rafforzi, lo faccia diventare la bandiera della sua fede. E con questa bandiera spiegata potrà ricominciare a correre per i sentieri più gloriosi della sua strada, con rinnovato ardore, al servizio del Cavaliere di tutti i Cavalieri.

 
 
 

GIORNATA DELLA MEMORIA

Post n°75 pubblicato il 27 Gennaio 2010 da giove.8910

 

 

Giornata della memoria, per non dimenticare la Shoah in tutta Italia
Sono soprattutto i giovani e gli studenti delle scuole i destinatari delle tantissime iniziative che si terranno in tutta Italia per celebrare la "Giornata della Memoria", istituita in ricordo dello sterminio del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi di sterminio nazisti.
 

Sono soprattutto i giovani e gli studenti delle scuole i destinatari delle tantissime iniziative che si terranno in tutta Italia per celebrare la "Giornata della Memoria", istituita in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi di sterminio nazisti. Il 27 gennaio 1945 è riconosciuto come "Giorno della Memoria". Aiuta a tenere viva la memoria di quel terribile crimine che fu la Shoah, per costruire un mondo migliore senza discriminazione, torture e ogni forma di schiavitù. "Un mondo in cui, fin da piccoli, bambine e bambini imparino a vedere in ogni persona innanzitutto l'essere umano, portatore di una dignità innata e titolare dei diritti universali", come sottolinea Christine Weise, presidente della Sezione Italiana di Amnesty International, in occasione del 65° anniversario dell'apertura dei cancelli del campo di sterminio di Auschwitz.

Proprio il ricordo della Shoah e la volontà di impedire per sempre il ripetersi di simili tragedie, sono stati il motivo per cui l'Assemblea generale delle Nazioni Unite approvò, nel 1948, la Dichiarazione universale dei diritti umani. E la memoria di questo giorno, ogni anno, rivive nelle generazioni passate, presenti e future.

In tutta l'Emilia Romagna, da Bologna a Ravenna, da Reggio Emilia a Carpi, fino ai Comuni più piccoli come Maranello o Castenaso, il ricordo della Shoah sarà trasmesso alle nuove generazioni nei modi più vicini al loro linguaggio, a partire da proiezioni video, concerti e spettacoli teatrali. Tra i film più scelti in questi progetti scolastici ci sono l'ultimo lavoro di Giorgio Diritti, "L'uomo che verrà", interamente dedicato all'eccidio di Monte Sole, ma anche "Il bambino con il pigiamo a righe", "La rosa bianca" e "La vita è bella". È la storia di Anna Frank, invece, al centro di diverse pièce teatrali che vedranno in questi giorni intere classi sedute in platea. Non mancheranno incontri tra i ragazzi e i sopravvissuti delle deportazioni, come accadrà a Casalecchio di Reno, dove all'Itc "Salvemini" ci sarà Osvaldo Corazzo, superstiste dei lager.

Il rettore dell'ateneo fiorentino Alberto Tesi ricorderà, domani alle ore 9, gli universitari fiorentini allontanati da aule e cattedre a seguito delle leggi razziali, deponendo una corona d'alloro sulla lapide ad essi dedicata nell'atrio del rettorato (piazza San Marco, 4). Presso la Facoltà di Scienze della formazione è prevista, inoltre, la proiezione del film di George Stevens "Il diario di Anna Frank", tratto dall'omonimo romanzo (via Laura, 48, ore 13). Introduzione a cura dei docenti Renzo Stefano Martinelli e Silvia Guetta.

La delegazione di 650 tra studenti, lavoratori e pensionati organizzata da Cgil e Cisl della Lombardia con le scuole della regione, e composta anche da un gruppo di studenti lavoratori francesi, ha visitato oggi la città di Cracovia dopo essere partita con il Treno della memoria alle 15 di ieri dal binario 21 della stazione Centrale di Milano. L'ex capitale polacca, teatro del film Schindler List, è stata raggiunta dopo un viaggio di circa 19 ore che ha ripercorso le tappe dei treni diretti ai campi di sterminio nazisti dal dicembre del 1943 al maggio del 1944. Oltre alla fabbrica di Oskar Schindler, che è servita a salvare oltre 1.100 ebrei dal campo di sterminio, i partecipanti al viaggio della memoria hanno potuto visitare il ghetto ebraico sulla cui piazza Bohaterow Gietta (dedicata agli eroi del ghetto) il 16 marzo 1943 furono confinati 20 mila ebrei da deportare poi nei campi di sterminio.

La storia dell'amicizia di due bambini, uno ebreo e l'altro figlio di un ufficiale nazista, divisi dal filo spinato di un campo di concentramento. È la proiezione del film "Il bambino con il pigiama a righe", a cui diverse classi delle scuole medie di Roma hanno assistito oggi nel cinema Aquila. L'evento, organizzato dall'assessorato capitolino alle politiche educative scolastiche in collaborazione con la Fondazione Museo della Shoah di Roma, si inserisce nell'ambito delle iniziative per il Giorno della Memoria che si svolgono durante l'anno. Gli stessi alunni delle scuole medie, che hanno assistito alla proiezione, partecipano al progetto "Viaggi nella Memoria. Per non dimenticare la tragedia del '900 - percorso di Fossoli", che comprende un visita guidata, tra marzo e aprile, al campo di Fossoli (Reggio Emilia) e coinvolgerà circa 200 ragazzi romani. Il campo di Fossoli, allestito dagli italiani nel 1942, fu successivamente utilizzato dai nazisti come principale campo di concentramento e transito per la deportazione in Germania di ebrei e oppositori politici.

"Per non dimenticare il passato e dare memoria al futuro" è l'iniziativa organizzata dalla Provincia di Palermo. Si tratta di una tre giorni di iniziative che si rivolgono in modo particolare ai ragazzi delle scuole e che prevedono l'intervento di Eno Mucchiutti, cantante lirico triestino dalla carriera di altissimo livello che nel 1943 visse l'orrore della deportazione in quattro diversi lager della Germania. Le manifestazioni cominciano oggi, martedì 26 gennaio, alle ore 16 nel Salone monumentale del Liceo Scientifico "Benedetto Croc" dove, alla presenza di Eno Mucchiutti, saranno premiati i vincitori del concorso "Se questa Europa", promosso dall'Ente lo scorso anno.

Daria Raiti
 
 
 

PREGHIAMO PER LORO

Post n°74 pubblicato il 13 Gennaio 2010 da giove.8910

APPELLO DELLA CRI PER IL TERREMOTO AD HAITI - La CRI lancia un appello per raccogliere fondi destinati alle popolazioni colpite dal terremoto ad Haiti del 12 gennaio 2010.

Rocca (Cri): "Pronti a partire con uomini e mezzi"

Alle ore 16 del 12 gennaio 2010 - ore 23.00 in Italia - un terribile terremoto ha colpito l'Isola di Haiti. 4 forti scosse di magnitudo 7,3 Richter, il cui PREGHIAMOepicentro è situato a 15 km della capitale Port-au-Prince, hanno colpito i centri abitati sbriciolando centinaia di palazzi. Migliaia di morti e feriti, migliaia di sfollati, ingenti danni alle infrastrutture, con taglio del rifornimento di acqua e di elettricità, in diverse città: questa la situazione che si è presentata questa mattina agli occhi dei soccorritori.

Il terremoto ha colpito una regione in cui abitano circa 2,2 milioni di persone, Le città più colpite sono Port-au-Prince, Carrefour and Jacmel, con il crollo di infrastrutture residenziali, palazzi governativi e ospedali.

La Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa ha immediatamente allertato il proprio Centro Logistico di Soccorso che si trova a Panama. Una squadra di valutazione è stata inviata sul luogo del disastro ed uno primissimo stanziamento di 1,7 milioni di Euro è stato effettuato per venire incontro alle prime necessità.

Tutte le 186 Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa sono state poste in stato di allarme per l'organizzazione di un ponte aereo per inviare soccorsi sanitari, viveri, coperte e tende.

La Croce Rossa Italiana fa appello alla solidarietà degli italiani per sostenere questo intervento di aiuto umanitario. I contributi finanziari, raccolti dalla CRI, saranno impiegati a sostegno delle attività di assistenza alle popolazioni terremotate, in stretta collaborazione con la Croce Rossa haitiana e la Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.

"Siamo pronti a dare il massimo supporto possibile alla nostra consorella di Haiti e proprio per questo abbiamo dato la nostra disponibilità immediata all'invio di mezzi e uomini della Croce Rossa Italiana", ha dichiarato il Commissario straordinario della Croce Rossa Italiana, Francesco Rocca. 
Il Capo dipartimento delle attività socio sanitarie e delle operazioni in emergenza di CRI, Leonardo Carmenati, è presente da questa mattina nell'Unità di Crisi della Protezione Civile dove l'Associazione ha messo a diposizione i propri operatori per un intervento immediato che in questo momento si profila di carattere sanitario. Per il primo team di intervento organizzato da Protezione Civile, in partenza oggi pomeriggio, la CRI ha messo a disposizione un medico e un logista.
 
Le donazioni alla CRI si posso effettuare tramite:

- Conto Corrente Bancario
C/C BANCARIO n° 218020 presso: Banca Nazionale del Lavoro-Filiale di Roma Bissolati -Tesoreria - Via San Nicola da Tolentino 67 - Roma
intestato a Croce Rossa Italiana Via Toscana, 12 - 00187 Roma.
Coordinate bancarie (codice IBAN) relative sono:
IT66 - C010 0503 3820 0000 0218020
Causale PRO EMERGENZA HAITI


- Conto Corrente Postale n. 300004
intestato a: Croce Rossa Italiana, via Toscana 12 - 00187 Roma
c/c postale n° 300004
Codice IBAN: IT24 - X076 0103 2000 0000 0300 004
Causale: Causale PRO EMERGENZA HAITI

- Donazioni on line
È anche possibile effettuare dei versamenti online attraverso il sito web della CRI www.cri.it
all'atto della scelta del progetto selezione "Pro emergenza Haiti"



 
 
 
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CROCE DELLE8 BEATITUDINI

templaretemplari 

 

Tra le croci simboliche annoverate nel gruppo dei simboli templari, ve n'è una che ha un'importanza particolare, la Croce delle Otto Beatitudini, così chiamata perché presenta otto punte, o cuspidi, nella sua periferia esterna. Questa croce, dipinta solitamente nel colore rosso sugli edifici sacri (vedi, ad es., su questo sito, la Chiesa templare di San Francesco, a Sermoneta, Latina), era comune anche all'Ordine di San Lazzaro ed a quello degli Ospitalieri, ed è rimasta oggi l'emblema ufficiale dei Cavalieri di Malta, eredi degli antichi Ospitalieri di San Giovanni e di Rodi. Questo simbolo deriva direttamente dall'Ottagono, tracciando alcune delle sue diagonali e dei suoi raggi, e pertanto ne eredita tutta la simbologia associata all'Ottonario. Una delle sue caratteristiche fondamentali è che essa si raddoppia in una croce interna più piccola (si veda, in proposito, anche la successiva figura 2, che riporta le linee di costruzione), formata da quattro triangoli isosceli identici, opposti al vertice, che assumono la forma di una croce patente

 

IL BALTEO

Al termine al Neo-Cavaliere viene consegnato:
  1. Il Balteo, una sciarpa bianca con i simboli che richiamano i valori cristiani, a perenne ricordo di percorrere definitivamente la Via Iniziatica per pervenire alla Redenzione dello Spirito.
  2. La Spada, per combattere contro l’Ingiustizia, senza mai considerare come nemico l’avversario sconfitto, ma avendo la forza di esercitare la Misericordia.
  3. Il mantello bianco, con una Croce della Passione rossa sul petto sinistro, a simboleggiare la purezza che devono sempre avere le azioni del Cavaliere Templare, con l’aiuto del cristianesimo iniziatico.
 

ORDINE DEI CAVALIERI TEMPLARI

Con la seconda Crociata gli eserciti di Goffredo di Buglione, Boemondo di Taranto e numerosi altri, nel 1099 conquistarono Gerusalemme, ma la morte dopo un anno di Re Goffredo tolse alla Cristianità la forza e l’ organizzazione necessarie a mantenere un territorio ostile per mentalità e religione. Il nuovo Re di Gerusalemme Baldovino II riusciva a malapena a conservare i territori occupati, dovendo affrontare diatribe interne e grossi problemi col Patriarcato di Costantinopoli.
Le strade e i pellegrini erano quindi facilmente soggette ad attacchi ed imboscate, fino a quando la loro difesa venne assunta da un nuovo tipo di milizia costituita da monaci combattenti, gli Ospitalieri, i Templari e altri.

tempioNel 1118 i nobili cavalieri Ugo de Payns e Goffredo di Saint-Omer insieme ad altri sette cavalieri, si recarono in Terra Santa, ricevendo da re Baldovino II l’ autorizzazione a fissare la loro residenza in un edificio che aveva qualcosa di storico e leggendario insieme: c’ è chi sostiene che era costruito sulle macerie del Tempio di re Salomone, chi su quelle del Tempio di Erode a sua volta costruito sulle macerie di quello di re Salomone. L’unica certezza è che si trattava di un luogo ritenuto sacro, posto sulla spianata del Tempio - e da qui nacque il loro primo nome “Cavalieri del Tempio” o “Templari”. Successivamente l’edificio divenne la Moschea araba di Al Aqsa, che oggi tra gli islamici è superata in sacralità solo dalla Mecca e da Medina.
In breve tempo quei nove divennero una schiera numerosa richiamata dalla Fede o da qualcosa di più terreno. E qui comincia il rincorrersi di certezze, dubbi ed ipotesi.
Non vi sono dubbi invece che tra il 1125 e 1127 l’ Abate Bernardo di Clairvaux redige la “Regola dei Cavalieri del Tempio”, che viene approvata dal Concilio di Troyes, con il Papa che promuove i Templari al rango di Ordine Sacro alle sue dirette dipendenze, quale Organo ufficiale della Chiesa in Terra Santa, con tutti gli onori, prebende ed esenzioni conseguenti.

 

MALTA

Ordine Cavalieri di MaltaIl Sovrano Ordine Militare dei Cavalieri di Malta ebbe inizio intorno al 1080 come Ordine religioso di obbedienza benedettina, quando venne istituito a Gerusalemme un ospedale, intitolato a San Giovanni Battista, per la cura dei pellegrini che si recavano in visita alla Città Santa, ancora in mano mussulmana.
Per questa ragione i monaci erano anche conosciuti come “Ospitalieri”.
Nel 1113 vennero riconosciuti dal Papa come un Ordine religioso dedicato alla cura dei poveri e dei malati. Infine dopo il 1128, sulla scia ed esempio dei Cavalieri Templari, si trasformarono in ordine militare, pur conservando le funzioni ed il nome di Ospitalieri di San Giovanni. In questa veste svolsero un ruolo importante in difesa dei possedimenti cristiani in Palestina e Siria per tutto il tempo delle Crociate. Sull’ esempio dei Templari essi stabilirono una fitta rete di Commende in tutta l’ Europa cristiana, da cui traevano le risorse umane ed economiche per le operazioni in Terra Santa.
Con la caduta del regno di Gerusalemme nel 1291, gli Ospedalieri trasferirono il loro quartiere generale a Rodi, che governarono come potere sovrano. Per questa ragione l’ Ordine è conosciuto anche con il nome di Cavalieri di Rodi.
Nel 1522 i Turchi conquistarono l’ isola, e i Cavalieri si trasferirono a Malta, assumendo quindi il nome di Cavalieri di Malta con cui sono conosciuti oggi.
Napoleone Bonaparte si prese l’ isola nel 1798, e da quel momento le funzioni militari dell’ Ordine cessarono, e il loro unico compito rimase quello originario di Ospedalieri.
Nel 1834 l’ Ordine stabilì il proprio Quartier Generale a Roma, dove si trova tuttora. Esso è ancor oggi riconosciuto come Ordine Sovrano da molti stati, compreso quello italiano, che gli riconosce il diritto di extra-territorialità.
Già in questa breve cronistoria risalta il passaggio dalla leggenda ebraica del Tempio di Salomone ad una visione dei principi cristiani.
La cerimonia ha due tempi: nel primo al Neofita viene fatto rivivere un episodio relativo allo sbarco di Paolo nell’ isola di Melita (Malta), che termina con un’ agape mistica con la quale riceve il simbolico Mediterranean Pass, che ricorda il lasciapassare che veniva dato ai pellegrini che si recavano in Terrasanta. Uno dei più importanti doveri di un Cavaliere di Malta è infatti quello di far rispettare il Mediterranean Pass e le sue finalità simboliche.
Nella seconda parte il Candidato percorre diversi viaggi simbolici in mezzo a colori e parole di passo altrettanto simboliche, che vanno dal bianco della Purezza e della Nascita, al Giallo della vita fisica sublimata in Ascensione.
Al termine il Priore consegna al neo Cavaliere la croce ad otto punte
dell’ Ordine, rammentandogli che esse stanno ad indicare le otto Beatitudini.
La divisa del Cavaliere di Malta è un mantello nero, simbolo di Umiltà, che ha sulla parte sinistra del petto una croce bianca ad otto punte.


 

GRAN COMMENDA

Il Gran Commendatore ¬

“Il soldato ha la gloria, il monaco il riposo.
Il Templare abiura l’uno e l’altro.
Riunisce ciò che le due vie hanno di più duro: il pericolo e l’astinenza.
La grande questione del Medio Evo fu per lungo tempo la Guerra Santa, la Crociata;
l’ideale della Crociata sembrava compiuto nell’Ordine del Tempio.
Era la Crociata divenuta fissa e permanente.”
Michelet

Emilio AttinàL’uccisione del Gran Maestro dell’Ordine del Tempio, Jacques de Molay, e la conseguente dispersione degli appartenenti all’Ordine, e la confisca dei beni Templari, determinarono la fuga degli appartenenti stessi verso vari stati europei.
Molti di essi trovarono accoglienza in diversi Ordini Cavallereschi per cui la gloriosa Tradizione Templare non solo si conservò ma venne trasmessa alle generazioni future.
La Commenda dei Cavalieri Templari è il terzo dei Corpi rituali che formano il Rito di York e fa capo al Grande Accampamento dei Cavalieri Templari degli Stati Uniti di America

 

MOTTO TEMPLARE

Motto latino dei cavalieri templari: "Non a noi, non a noi Signore dà gloria, ma al nome tuo" corrispondente all'inizio del Salmo 114,1 della Bibbia C.E.I.; del Salmo 115,1 della Bibbia di G. Diodati).
 

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